Un commento

Parlare dei Celti, iniziativa culturale non politica da costruire con gli insegnanti

Egregio Direttore,
pur avendo già fornito spiegazioni con dichiarazioni, seppure sintetiche, rilasciate in questi giorni ai giornalisti che mi hanno posto domande sull’argomento, desidero ribadire ancora una volta che il progetto finalizzato ad approfondire la conoscenza del territorio e della mitologia celtica e germanica alla base della letteratura che vi si ispira, oltre ad essere solo abbozzato, rientra in una ben più vasta e sostanziosa attività di progettazione e realizzazione di interventi e progetti a supporto ed integrazione della programmazione delle scuole e delle agenzie educative e formative del territorio comunale. Tali attività sono state illustrate ai dirigenti scolastici per un lavoro comune basato sul dialogo, sul confronto e sul rispetto dell’autonomia decisionale di ogni singola scuola.
In tale programma gli assi portanti – come avrò poi modo di approfondire ed argomentare meglio nella competente commissione consiliare – sono il progetto Zero-18, l’attività di orientamento, i percorsi musicali, il nuovo progetto teatrale (dalle scuole primarie alle secondarie), il progetto per prevenire il disagio giovanile ed il bullismo, l’alfabetizzazione dei figli degli immigrati, la mobilità sostenibile, la promozione della lettura e molto altro ancora.
Spiace constatare che l’attenzione si sia concentrata solo su un piccolo progetto, di natura sperimentale, che riguarda due classi secondarie di primo grado e che nasce peraltro da indicazioni provenienti da alcuni insegnanti. Tale progetto è in via di definizione e lo si sta costruendo, in maniera seria e rigorosa, con la collaborazione del Museo Archeologico e del Museo di Storia Naturale.
Fermo restando che il genere letterario che si ispira alla mitologia celtica non è certo da ritenere prerogativa esclusiva della Lega e dei leghisti in genere, così come parlarne a scuola non è da ritenere un’iniziativa che abbia una connotazione politica e tanto meno di partito, ho chiesto la collaborazione di due qualificate istituzioni culturali del Comune perché l’intenzione è di legare tale argomento al nostro territorio e alla sua evoluzione storica e culturale. Spetterà quindi agli insegnanti valutare se accogliere o meno tale proposta nell’ambito del percorso formativo e didattico intrapreso.

Grazie per l’ospitalià e cordiali saluti

Jane Alquati
Assessore alle Politiche Educative
del Comune di Cremona

 

L’assessore Alquati e gli orizzonti culturali angusti
evocano sognanti i lidi della Scozia

Apprendiamo dalla stampa che la sperimentazione didattica di percorsi di approfondimento per il prossimo anno scolastico, promossa dalle Politiche Educative del comune di Cremona, comprende l’offerta di corsi sulla cultura e le tradizioni celtiche e germaniche, da indirizzarsi a due Scuole medie della città.

Colpisce che l’Assessore Alquati, per legittimare tale curiosa offerta, spieghi che il Comune offre anche ben altro. Ci mancherebbe.

Resta da capire per quale interesse culturale si offra ai docenti e quindi alle famiglie e ai ragazzi la sperimentazione di tali percorsi educativi. Vorremmo poi capire come e perché è stato individuato il soggetto proponente tali percorsi, l’associazione Irminsul, da parte del Comune di Cremona.

Forse che il recupero della Tradizione (mamma mia, la maiuscola) “culturale-etico-spirituale celtica” e la valorizzazione dell’artigianato autentico delle nazioni celtiche sia davvero un modo per capire chi siamo, oggi, a Cremona? Per capire quale sviluppo può avere il nostro territorio? Per rendere coscienti i ragazzi di quanta storia c’è nelle nostre radici contadine, nelle battaglie sociali per il progresso nelle campagne e i diritti dei braccianti, per spiegare come mai il fascismo ha avuto radici cremonesi così profonde? Ce lo può spiegare, Assessore Alquati?

Che le tradizioni celtiche e germaniche siano le radici del Fantasy, genere di moda e largamente amato dai giovani, e per questo  ci pare una motivazione piuttosto fragile.

Che siano possibili in questo modo approfondimenti sulla conoscenza e la cultura del nostro territorio, è già molto meglio, ma si può fare di più, ci pare.

Colpisce il clima culturale che appare dirigere scelte di questo tipo. Orizzonti culturali angusti, anche evocano  sognanti i lidi della Scozia. Il pilastro cosmico degli antichi Celto-Germani chiamato a sostenere una presunta identità locale scricchiolante perché tutta ideologica ,che fatica a reggere il passo con il mondo nuovo e plurale che abbiamo il compito di costruire, oltre che di ospitare.

Per capire come era e perché ora è tale il nostro territorio, sperimentiamo lavori di recupero e valorizzazione delle memorie culturali e sociali ancora presenti, rendiamo la conoscenza del territorio occasione di apertura e costruzione di un futuro plurale e ricco di ciò che siamo stati e siamo, costruiamo coscienza di una identità vera e libera da ideologie folcloristiche che francamente restano tali.

Rossella Zelioli

Segreteria prov.le PD- responsabile Scuola

 

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Commenti
  • LE ORIGINI DEI POPOLI E LA LEGA
    La ricerca delle origini dei popoli hanno saltuariamente caratterizzato quelle formazioni politiche , non dico a corto di argomenti socio-politici, ma quasi.
    Chi è alla ricerca della propria identità e non capisce bene “chi è” si rivolge al passato e preleva dalla storia o tradizione tutto quello che gli può fare comodo.
    Questo non significa che taluni sappiano anche che cosa vogliono, ma devono a tutti i costi trovare una giustificazione personalizzata nel passato più o meno remoto.
    Considerazione a parte merita la asserzione che il concetto di “razza” , in quanto fattore diversificante fra i popoli, non esiste , ed è stato da tempo abbandonato da scienziati,politici, sociologi degni di questo nome.
    Infatti la razza umana è una sola e coincide con la specie ( dichiarazione sulla razza UNESCO 1950).
    Nel DNA non esistono differenze di sorta fra le varie etnie che si sono definite e stabilite nel tempo e nello spazio.
    La mutazione di piccolissime varianti nel DNA della specie umana sono dovute esclusivamente agli adattamenti all’ambiente durati per almeno 100.000 anni, e nel corso delle migrazioni dalla “casa-madre” Africa.
    Ma per tornare alla ricerca delle proprie origini va ricordata l’affannosa ricerca sulle origini della razza ariana da parte dei “nazisti” persino in Tibet e in Nepal , affidati a scienziati di fama del tempo.
    Infatti Himmler inviò in zona Ernt Schafer e Bruno Beger con il compito di certificare l’origine della “razza” ariana.
    Risultato: zero.
    Non è rimasto Loro che fare ricorso alle leggende provenienti dalle brume nordiche( castello di Wewelsburg in Westfalia).
    Per contro e per non arrendersi al fallimento totale pensarono bene di adottare la famosa svastica fotografata a Lhasa in Tibet nel 1938 dalla spedizione nazista.
    E’ un po’ come adottare le corna celtiche opportunamente adattate ai crani “padani”.
    Ciò non significa che i portatori di corna celtiche siano di origine celtica, ammesso che possa servire a qualcosa, posto che in “padania” sono passati, a turno, un po’ tutti i popoli nordici.
    Ma se vogliamo riferirci alla influenza che i Celti hanno avuto nella nostra cultura il discorso cambia e può anche diventare serio.
    Mi riferisco alla influenza che San Colombano alias “Colum” ( in gaelico) che nei primi secoli della storia italiana si trasferì dalla nativa Scozia e dall’Irlanda ( ove studiò ) sul continente europeo.
    Si fermò per almeno vent’anni in Francia a Luzeuil dove fondò un famoso monastero.
    Poi , dopo un lungo peregrinare in Francia ed in Italia,si trasferì e si fermò a Bobbio (PC) ove fondò la famosissima abbazia con annesso monastero, tutt’ora visitabile.
    Negli anni 600/700 d.c. Bobbio divenne una vera “centrale culturale” per tutta l’Europa anche perché in quel monastero si diede inizio alla trascrizione in Latino ed in lingua dei più famosi testi antichi.
    Un vero faro di riferimento per tutta la cultura europea.
    La biblioteca di Bobbio subì varie peripezie nel corso degli anni e ciò che rimase si trova ora a Pavia.
    L’importanza di San Colombano non è certamente sfuggita a Papa Benedetto XVI che lo ha però definito “Santo Europeo”.
    Molte cose si possono leggere ed imparare su una splendida rivista con cadenza annuale denominata “ Archivum Bobiense”.
    E’ consultabile in emeroteca della Biblioteca Statale.
    I cosiddetti discendenti dei Celti qui si possono rivolgere per imparare qualcosa in più sulle “loro origini” e sulla cultura celtica.
    Va ricordato infine che l’opera di San Colombano “celta di dimensione europea “ è stata preziosissima in quanto era portatore di una autentica ed originale conoscenza del “Latino”.
    Ciò si deve al fatto che l’Irlanda rimase per qualche secolo quasi isolata dal contesto europeo degli inizi del primo millennio.
    Presso le nostre sedi di cultura il “Latino” si era già un poco “inquinato” con l’arrivo dei “barbari” e quindi si erano già poste le basi degli attuali dialetti tanto cari alla Lega.
    Scherzi della Storia, quella Vera.