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Il Procuratore Di Martino lancia l’allarme«In tre non mandiamo avanti l’ufficioFermi 3000 fascicoli»

di-amrtino

“Una task force istituita dal ministero su un’inchiesta ritenuta di interesse nazionale, ma qui in procura siamo in tre magistrati e non riusciamo a fare tutto”. Questo l’allarme lanciato dal procuratore di Cremona Roberto di Martino, che da solo si sta occupando dell’indagine sul calcio scommesse. “Ho molti compiti di natura amministrativa”, ha detto il procuratore, “e inoltre sto preparando l’appello per la strage di piazza della Loggia. Sono in grave difficoltà, non riesco ad occuparmi della gestione dell’ufficio, e se si va avanti così le cose sono destinate a peggiorare. Ho tremila fascicoli che rimangono fermi e non è giusto che la gente subisca un’ingiustizia di questo genere”. “Spero nell’arrivo di magistrati e personale”, si è augurato il procuratore. “Considerando le ferie, le malattie e le tante incombenze, soprattutto quando ci sono processi come quello sul calcio scommesse, i problemi da risolvere sono tanti. Spero che i prossimi concorsi prevedano che i posti in procura possano essere assegnati ai magistrati di prima nomina, così che si possa ricoprire il quarto posto”. “In tre non riusciamo a mandare avanti l’ufficio”, ha continuato di Martino, che ha detto che sul fronte dell’inchiesta, i cui interrogatori riprenderanno in settembre, c’è ancora molto da fare. Un’inchiesta nella quale “la polizia ha messo a disposizione molte energie e dove ci sono ancora da effettuare numerosi riscontri, confronti, attività internazionali anche di carattere finanziario sui flussi di denaro e accertamenti tecnici”, come ad esempio i risultati della perizia sull’iPhone dell’ex portiere della Cremonese Marco Paoloni, attesi “con una certa urgenza”. Nell’ambito degli interrogatori, sono anche emerse molte più partite rispetto alle 18 iniziali. Il procuratore si è comunque detto soddisfatto per i risultati ottenuti fino ad oggi.

 

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Commenti
  • Flaminio Cozzaglio · Cremona, Italy
    non è bello, non è cortese ribattere a un magistrato di valore e di impegno come Roberto di Martino, perché è appena arrivato da noi e deve prendere le misure, ma se vuol parlare a nome della gente che subisce l’ingiustizia di tremila fascicoli fermi, non tutti i fascicoli sono eguali ed è incomprensibile, a chi come me frequenta il Rifugio del cane da molti anni, un’indagine lunga e complessa che al più rivelerà la mancanza di qualche timbro. Le notizie apparse sui giornali di Cremona, necessariamente uscite dagli uffici della Procura, hanno dato l’impressione che Rifugio e Tamoil avessero gravità simili.
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