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Ex Banca di Roma, ammanco di 400 mila euro Condannato il responsabile del caveau

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Spariti 400.000 euro dall’ex Banca di Roma. Condannato a 2 anni e 6 mesi l’ex responsabile del caveau. L’imputato, accusato di appropriazione indebita, ha sostenuto di aver appoggiato la busta col denaro sul cestino della carta e di essersela dimenticata, ma il giudice non gli ha creduto.

Era accusato di essersi appropriato di 400.000 euro spariti dagli uffici dell’ex Banca di Roma, denaro di cui era responsabile. Il giudice Pierpaolo Beluzzi non ha creduto alla sua versione dei fatti, ed ha condannato Concetto Provenza, 56 anni, catanese, ad una pena (dichiarata estinta dall’indulto) di due anni, sei mesi di reclusione e 1.500 euro di multa. L’imputato, residente a Soresina, è stato anche condannato a risarcire l’istituto di credito, costituitosi parte civile, della somma scomparsa.

L’uomo, addetto operativo presso la filiale della banca, si era giustificato dicendo che i 400.000 euro erano finiti per errore nel cestino della carta, successivamente smaltita nell’inceneritore. Secondo la versione della difesa, il primo settembre del 2005 l’imputato stava effettuando la fascettatura della somma in banconote da 500 euro, quando era stato chiamato per svolgere un altro servizio. Aveva quindi appoggiato la busta contenente le banconote sul cestino della carta, dimenticandoselo per l’intera giornata. Solo quattro giorni dopo, il 5 settembre, si era reso conto della mancanza del contante nel caveau, ed aveva segnalato il fatto alla direzione. Una tesi “non credibile”, secondo il giudice, che nelle motivazioni scrive: “non appare concepibile che un’operazione di fascettatura di una considerevole somma di denaro, pari a 400.000 euro in banconote da 500, venisse così facilmente interrotta dal Provenza per dedicarsi ad un altro servizio senza che lo stesso non si assicurasse di depositarla in un luogo sicuro”. “Ancora più incredibile”, si legge nelle motivazioni, “è che tale somma venisse momentaneamente posizionata nel cestino della carta destinato a reale smaltimento, e che il Provenza si dimenticasse di tale importante operazione. Non solo, ma questa dimenticanza si sarebbe reiterata anche alla sera e il giorno successivo per ben due volte, e solo dopo il week end si sarebbe accorto, o ricordato, dell’interrotta operazione del primo settembre”. “L’ultimo controllo dei responsabili della filiale sulle effettive giacenze del caveau”, scrive il magistrato, “risaliva al febbraio del 2005: di fatto il Provenza era stato l’unico da tale data ad attestare la presenza del contante”.

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