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E’ morto l’industriale Giuseppe Bini,titolare dell’azienda di legname a Scandolara Ravara

bini

È morto oggi all’ospedale di Brescia, a 62 anni, l’imprenditore Giuseppe Bini, sposato con due figli. Era amministratore delegato della “Bini Fernando” condotta insieme al fratello Alfredo a Scandolara Ravara. Giuseppe Bini è deceduto, dopo una lunga malattia che non gli ha però impedito di essere in prima linea nel cercare di difendere l’azienda entrata in grave crisi. E’ deceduto proprio alla vigilia della presentazione del piano industriale della Macro Legno, azienda che si accinge ad affittare lo stabilimento di Scandolara Ravara per riprendere la produzione dopo la recente crisi che ha visto la Bini Ferdinando cessare le attività.

La Bini Fernando è un’ azienda leader nella produzione di pannelli in legno per casseforme, per l’industria del mobile e l’isolazione termica. Fondata nel 1957 da Fernando Bini e a conduzione familiare, negli anni si è trasformata in un’impresa di capitali che è andata via via espandendosi. L’azienda ha conquistato il mercato europeo diventando la seconda più importante nel settore arrivando ad avviare due stabilimenti in Francia ed uno in Brasile. Nel 2007, l’anno del cinquantesimo anniversario di attività è entrata nel mercato Expandi della Borsa Valori Italiana conquistando anche i paesi dell’est Europa, riuscendo ad occupare 273 dipendenti circa, dei quali 200 a Scandolara Ravara. Gran parte del merito di quest’importante ampliamento fu proprio del presidente Giuseppe Bini che oltre ad affermarsi sul mercato con il proprio marchio fu fautore di alleanze tra piccole e medie imprese per creare pacchetti di servizi integrati.

«Da sempre sono sostenitore della necessità di un’intesa tra le piccole e medie imprese del settore – spiegava  Bini– È l’unica possibilità di crescita per l’Italia. Una rete di sinergie ci consente di svilupparci nei mercati emergenti con una crescita media della penetrazione del 30 per cento e con un aumento del 23 per cento della clientela estera».

Negli ultimi anni però l’azienda è entrata in forte crisi arrivando a cessare l’attività e  ad attivare il meccanismo della cassa integrazione. È di pochi giorni fa però la notizia di un raggiunto accordo tra la proprietà ed un’azienda del settore, la Macro Legno, interessata ad affittare lo stabilimento. L’accordo, al quale hanno partecipato anche le parti sociali, prevede l’assunzione entro il 2012 di cinquanta dipendenti e l’attivazione di corsi formativi per i restanti che non verranno reintegrati, oltre che il rinnovo di altri 12 mesi di cassa integrazione.
Il funerale si terrà venerdì mattina alle 10,30 nella chiesa di Castelponzone


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Commenti
  • muore combattendo da antico romano, le ferite solo al petto

    • I.R.

      Mi auguro solo che coloro che nei mesi scorsi gli hanno fatto una guerra assurda cercando solo notorietà sul giornale, con la complicità di chi ha sempre scritto senza conoscere, possano patire ciò che Lui ha patito per la Sua azienda. Solo chi costruisce qualcosa di importante sa cosa vuol dire, non sicuramente chi dà adito solo a chiacchere e nella vita non sa nemmeno cosa sono i valori. C’è una giustizia divina che prima o poi farà il suo corso, se fossi nei figli riscatterei mio padre di fronte al mondo, come giusto che sia.

  • Arnaldo Carena

    Gli ero amico. Lo conoscevo bene. Era una grande persona. Un generoso. Un grande lavoratore e molto capace. Aveva costruito una grande azienda. Sono convinto che senza il male che lo ha colpito, sarebbe certamente riuscito a riportare l’azienda alla sua potenzialità.
    Partecipo al dolore della famiglia, tutta.
    Arnaldo Carena

  • La notizia, anzi le notizie, di cui solo in questi giorni sono venuto a conoscenza mi hanno molto turbato e commosso, era un buon amico, lo conoscevo da molti anni anche se ultimamente ci eravamo persi di vista. Una grande persona, un amico generoso, capace e gran lavoratore, lo ricordo con affetto e stima.