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Il Comitato Udc boccia la Strada Sud L’ingegner Foderaro: «La molla speculativa occuperà quei terreni»

san-sigismondo

Il Comitato cittadino dell’Udc boccia la Strada Sud. E’ l’ennesimo parere contrario al progetto da 15 milioni di euro che partirà ad ottobre e chiuderà il raccordo anulare delle tangenziali intorno a Cremona. Ecco il documento dell’ingegner Vittorio Foderaro, ex presidente della Provincia di Cremona.

Premesso che i problemi del traffico vanno discussi e risolti come un unico globale problema della pianificazione, sia a livello territoriale che urbano, nell’attuale fase di rilancio dei contenuti della revisione del PRG, sarebbe saggio non pregiudicare la realizzazione di modelli urbanistici rispettosi della natura, della forma bimillenaria della città, della sua organica funzionalità, per quanto ancora possibile e per quel poco non irrimediabilmente compromesso attraverso le più recenti vicende edificatorie.

Sarebbe opportuno rinviare le scelte di nuova viabilità alle verifiche di quadro della revisione del PRG, in quella sede accertare l’attualità di precedenti disegni programmatori, che possiamo ragionevolmente giudicare ormai obsoleti sia dal punto di vista tecnico urbanistico che da quello culturale.

Come è possibile giustificare la necessità di una nuova arteria prima di aver ipotizzato un quadro di revisione del PRG, a cui l’Amministrazione Comunale pure invita a collaborare?

La procedura di rapida approvazione del progetto da parte della Giunta Comunale è certamente contraddittoria rispetto alle dichiarazioni di volontà di gestione partecipata del PRG, se non addirittura ingannevole: si mette il carro davanti ai buoi, precostituendo situazioni difficilmente giustificabili. E come indirizzare il traffico esterno tangente:  dalla via Giuseppina e dall’Ospedale a imbottigliarsi nel quartiere Po, come si può prevedere dal percorso della nuova strada, o non è forse meglio incanalarlo nella tangenziale nord opportunamente raccordata,  secondo il modello a tau  che segue la più aggiornate realizzazioni in materia, lo sviluppo tendenziale della città e le migliori intenzioni dei precedenti Piani?

Il problema del traffico urbano: che fare? non è un problema che può avere differenti soluzioni visto da destra e visto da sinistra: esso può risolversi solo con scelte tecniche che risolvano meglio il tema della vivibilità urbana. Quando si vuole circolare agevolmente in città nel rispetto dei diritti di tutti, non  si chiede una risposta politica, ma una efficiente soluzione tecnica: è come quando l’acqua deve correre a irrigare i campi.

Nella situazione di arretratezza di studi, ricerche ed esperienze nel campo in esame, pare troppo semplicistico magico ed evasivo proporre sic et simpliciter una nuova strada.

LA NUOVA STRADA SUD

La progettata, e purtroppo finanziata, nuova strada sud sarà percorsa da traffico non pertinente alla via Giordano, ma aggiuntivo e d’altra natura, altrove originato e di diversa destinazione: pur tuttavia ancora di più inquinante. La nuova strada sud appare a molti inutile, gravosa, arteria distruttiva  e, come tale costituisce spreco di risorse pubbliche.

Essa a guardar bene, appare più come una strada di lottizzazione a due sensi di marcia con unica corsia, attraversa terreni di elevato valore ambientale, ricco di preesistenze idrauliche naturali, con corsi d’acqua di rilevante importanza idrologica. Di queste elevate e importanti peculiarità ambientali, paesaggistiche e di rispetto dei corsi d’acqua, si dovranno prendere carico le istituzioni dello Stato preposte alla salvaguardia dei relativi valori: Sovrintendenze e Magistrature varie. Ma non a queste vogliamo affidare le sorti di decisioni che competono alla comunità cremonese, e solo a questa.

Noi dobbiamo essere messi in grado di decidere oggi, nel 2011, i modelli di sviluppo della nostra comunità, nel rispetto delle Normative e secondo criteri di rispetto delle future generazioni. Negli anni via Giordano ha assunto il ruolo di circonvallazione sud, su di essa nelle ore di pendolarismo, si concentra anche il traffico che, provenendo dai paesi della bassa di sud est, da via S. Rocco, dalla strada bassa di Casalmaggiore ed anche da via Giuseppina, si dirige nella zona centrale a sud ovest della città. Questo tipo di traffico va diversamente indirizzato con un piano preciso di controllo dell’origine – destinazione.

Mancano purtroppo  i dati aggiornati analitici sulla natura del traffico, sulle dimensioni, sulle funzioni gravitanti, sull’ origine – destinazione nelle ore di punta, sulla sosta di autoveicoli, sugli effetti della regolamentazione del traffico con semaforizzazione, immissioni laterali e svolte. Ci si chiede: perché costruire 5 km di strada nuova in quelle zone golenali e ambientali, in prossimità di monumenti come S. Sigismondo, con l’intento, peraltro non dimostrato, di risolvere la congestione e le code di poche centinaia di metri, e solo in ore di punta?

Come sempre in precedenza avvenuto, la molla speculativa occuperà quei terreni, la città si espanderà fino al Lungo Po, il parco del Morbasco  sarà a sua volta raccontato ai piccoli come un bel ricordo.

Quando mia nonna col su’ babbo, passeggiava sugli spalti delle mura e vedeva poco dalla vecchia porta Po lontano divagare il fiume…

VIA GIORDANO

In particolare per l’area sud-ovest ( come per l’intero territorio comunale ) e per la tratta di via Giordano ) qual è la capacità ambientale che si può ragionevolmente attribuire a questa strada?

Sappiamo che oggi si verifica una situazione di crisi della circolazione lungo un breve tratto della strada che costeggia le vecchie mura ( via Giordano fin quasi a via Rovereto) con conseguenti disagi e costi sociali: il fenomeno riguarda un tratto di alcune centinaia di metri ( tra viale Po, via del sale, via Belvedere, via Argine Panizza ) con punte in particolari orari: tale situazione nasce dal traffico indotto in via Giordano dalla espansione a macchia d’olio che si ebbe intorno agli anni ’60 intorno all’argine Panizza.

La crisi non è mai stata affrontata in termini seri ed attualmente la soluzione accampata si giustifica solo con una visione parziale delle cause di gravitazione di autoveicoli in questo tratto. Sappiamo che la via Giordano è gravata da una elevata componente relativa alla residenza piuttosto addensata: questo dato continuerà a produrre traffico di origine destinazione concentrato sulla medesima arteria e non riducibile con altra viabilità da questa non accessibile.

E quali provvedimenti si dovranno prendere per restituirle piena vivibilità? Il modello attualmente adottato crea ingorghi e code asfissianti: invece di spostare tali fenomeni poco più in là ( via del sale, via Navaroli, viale Po ) con una spesa di circa 15 milioni di € , modifichiamo il modello con misure di ingegneria del traffico che aumentino la capacità della strada, con restrizioni sulla sosta, sul parcheggio e sulla svolta, con un efficace controllo e adeguamento della semaforizzazione intelligente, regolandone meglio il flusso nei nodi critici secondo uno studio particolareggiato dei flussi nelle ore di punta ed eliminando i punti di conflitto, creando corsie preferenziali a senso obbligato e continuo nel rondò di piazza Cadorna: in termini tecnici ottimizzandone la “ capacità ambientale”. Le tecniche del traffico hanno strumenti efficaci per risolvere un problema locale di dimensioni ben limitate.

Interessa infine sottolineare la prospettiva di carattere politico amministrativo, che gli stanziamenti pubblici previsti per la nuova strada possono essere meglio impiegati per esigenze della comunità cremonese ben più vitali e vantaggiose, soprattutto nell’attuale situazione di crisi economica, che indurrà a tagli di bilancio  nei servizi essenziali alla persona.

Vittorio Foderaro

 

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