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Reggi, sindaco di Piacenza: «Giro della Padania? Buffonata Di qui non si passa» Si aprono le porte di Cremona?

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Il sindaco di Piacenza si mette di traverso: il tragitto del Giro della Padania, che secondo il programma dovrebbe attraversare il suo territorio, non gli va giù. A rischio, ora, il passaggio della manifestazione sportiva di stampo leghista nel capoluogo emiliano. E per questa ragione si potrebbero quindi aprire le porte per una seconda ipotesi: il percorso può variare e Cremona, inizialmente esclusa dalla gara, potrebbe essere inserita nel percorso. Con le polemiche che certamente seguirebbero. La gara dovrebbe passare in provincia di Piacenza l’8 settembre, quando è prevista la tappa da Malpensa Lonate Pozzolo (Varese) a Salsomaggiore Terme (Parma).

L’idea del Giro della Padania, rivolta esclusivamente a professionisti, è venuta a Bossi in persona che nove mesi fa, alla Festa dei Popoli Padani ha dichiarato: «Voglio il Giro della Padania, perché il ciclismo è uno sport popolare che fa conoscere alle persone la propria terra». A raccogliere l’ordine del capo è stato il senatore leghista e sottosegretario al ministero dell’Interno Michelino Davico che ha assicurato come «non si tratti di un progetto della Lega».

Non si sono fatte attendere, comune, le critiche del sindaco di Piacenza Reggi. Parole caustiche le sue, diffuse sul suo sito e su Facebook: «Nei giorni scorsi è pervenuta all’amministrazione comunale la richiesta di transito nel nostro Comune del ‘Giro di padania 2011’ che comporterebbe la chiusura temporanea in giorno feriale di via Einaudi e della tangenziale sud, oltre alla necessità di distaccare pattuglie di vigili urbani per garantire il presidio e la sicurezza durante il passaggio dei ciclisti. Il dirigente preposto risponderà per l’amministrazione, come prevede la legge, in merito alla inopportunità della chiusura di una via ad alto scorrimento come la tangenziale in un giorno lavorativo, oltre a porre il tema delle risorse pubbliche necessarie per il presidio, ma a me interessa porre ai lettori del mio sito web e agli amici facebook altri interrogativi».

«Ma è mai possibile nell’anno del 150esimo dell’unita d’Italia assistere a queste pagliacciate con utilizzo obbligato e ingente di risorse pubbliche (polizia stradale, polizie locali), creando disagi ai cittadini in giorni lavorativi? Non stanno creando abbastanza disagi ai lavoratori onesti dal governo con le loro scellerate decisioni, questi fanfaroni della Lega Nord? Non stanno sperperando abbastanza denaro da Roma coi ritardi con cui hanno riconosciuto e male affrontato questa gravissima crisi economica che sta mettendo in ginocchio il nostro paese? Evidentemente no! Ci prendono pure per il sedere con questo penoso spettacolo in cui pretendono di affermare l’esistenza di una cosa che non esiste: la padania! E comunque non esiste a Piacenza che è una bellissima città e una stupenda provincia che loro, i leghisti, stanno provando a far scomparire alla faccia della tutela dell’identità territoriale, con il complice atteggiamento passivo e remissivo dell’amministrazione provinciale dove sono in maggioranza. Ma non ci riusciranno e intanto i piacentini manderanno il trota, Bossi e gli amichetti loro a pedalare nel cortile di casa».

 

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Commenti
  • Fabio Grassani

    Probabilmente il signor Reggi non sa che questa è una corsa inserita nel calendario professionistico UCI, aperta ad atleti internazionali e non una “pagliacciata”. Dimostra di non amare il ciclismo e di far perdere un’occasione al suo territorio che, nonostante ne abbia le possibilità, da tempo non è protagonista di corse di alto livello. Probabilmente non ha nemmeno letto quanto affermato dal c.t. della Nazionale di ciclismo Paolo Bettini, secondo il quale “una gara in più fa bene a questo sport”.