Un commento

Calunnia e ingiuria due carabinieri, il pm chiede due anni e un mese

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L’accusa è di ingiurie e calunnia nei confronti di due carabinieri del Radiomobile: per Dario Daniele, 37enne torinese residente a Castelverde e difeso dall’avvocato Antonio Veropalumbo, il pm onorario Silvia Manfredi ha chiesto una pena di due anni e un mese. Il mese prossimo la sentenza del giudice Clementina Forleo. Si stabilirà chi era al volante della Bmw che nell’ottobre del 2005 era stata protagonista di un incidente in città. Per i militari, alla guida c’era l’imputato (al quale era già stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza). Ma il 37enne afferma che invece al volante si trovava la fidanzata e ha accusato i carabinieri (assolti davanti dal giudice di pace e ora parte civile attraverso i legali Luca Vaccari e Michela Soldi) di aver redatto un verbale falso: alla guida c’era lui e il carabiniere scelto Cosimo Cancellara e l’appuntato Giuseppe Spadaccia, intervenuti dopo l’uscita di strada della Bmw della fidanzata, lo hanno visto discutere con una guardia giurata accorsa; Dario Daniele, in stato di ebbrezza, aveva detto “sono senza punti della patente” e ai carabinieri aveva chiesto di non fare il verbale: “C’ho grosse conoscenze, non me potete fa niente. Diciamo che guidava la mi ragazza, lei è d’accordo, chiamela pure”. Il maresciallo Alfio Montino, all’epoca dei fatti vicecomandante della stazione di Cremona, era la conoscenza. Chiamato dall’imputato si sarebbe intromesso nell’attività dei carabinieri intervenuti. Per il pm “Montino ha distrutto l’accusa e ha fatto figurare un’altra verità, dicendo il falso e accusando i due carabinieri di aver redatto un verbale non veritiero”. Lui aveva così commentato in aula: “Non sono professionali questi carabinieri”. Per il maresciallo Montino il pm onorario Manfredi ha chiesto la trasmissione degli atti. Così come per Elena Colombi (ex fidanzata di Dario Daniele) e per i genitori di lei (Alfredo e Giuseppina Bettanin). Per questi ultimi l’ipotesi del pm è di falsa testimonianza. Gli avvocati di parte civile hanno chiesto per i due carabinieri un risarcimento danni non inferiore ai 5mila euro.

 

 

 

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Commenti
  • dario.daniele1@gmail.com

    A precisazione di questo articolo:
    1) il giudice di pace mi ha già assolto nel 2008

    Per chi voglia capire il livello di calunnioso di questo articolo pubblico la testimonianza di Cancellara, che tanto è un atto pubblico.
    Ai signori responsabili di questa testata, consiglio di approfondire bene i fatti prima di scrivere falsità, onde evitare conseguenze di rilevanza penale.

    DEPOSIZIONE DEL TESTE – CANCELLARA COSIMO –
    IL TESTE, AMMONITO AI SENSI DELL’ART. 497 DEL CODICE DI
    PROCEDURA PENALE, LEGGE LA FORMULA DI RITO.
    GENERALITA’: Cancellara Cosimo, nato a Barletta, provincia di
    Bari, il 09 luglio del 1976, Appuntato dei Carabinieri
    in servizio presso il Nucleo Operativo Radio Mobile
    della compagnia dei Carabinieri di Cremona.
    PUBBLICO MINISTERO
    DOMANDA – Buongiorno.
    RISPOSTA – Buongiorno.
    DOMANDA – Allora, senta, risulta dagli atti che lei ha fatto
    un intervento, insieme ad un collega, il giorno 20
    ottobre 2005, la notte fra il 19 e il 20, per un
    sinistro stradale.
    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Ecco, allora, se può riferire quell’intervento, che
    cosa ha constatato quando è arrivato sul posto, che cosa
    è successo…
    RISPOSTA – Niente, d’altra parte, quella notte lì c’era…
    pioveva tantissimo e la centrale operativa ci invia in
    Cremona in Via Sant’Ambrogio, per una fuoriuscita
    stradale. Arrivati lì sul posto, dopo neanche cinque
    minuti perché eravamo lì, quasi in zona, effettivamente
    riscontriamo che una BMW berlina, di colore scuro, se
    non ricordo male, praticamente, aveva tutta la parte
    anteriore distrutta, in quanto nell’impatto era andata a
    collidere con il muro di recinzione di alcune villette.
    Giunti sul posto c’era una guardia (incomprensibile)
    giurata dell’istituto di vigilanza Sicur Crema, e poi
    c’era un ragazzo al di fuori della macchina.
    DOMANDA – Quindi, aspetti, lei…
    GIUDICE – Lei che cosa ha visto, allora, questa macchina…
    RISPOSTA – Sì, abbiamo visto, praticamente…
    GIUDICE – Sì, che era, appunto, diciamo, danneggiata, e poi…
    RISPOSTA – Sì, poi c’era…
    GIUDICE – Chi c’era come persone?
    RISPOSTA – Allora, c’era il conducente, il…
    GIUDICE – Il conducente, lei come fa a saperlo?
    RISPOSTA – Il Daniele Dario.
    GIUDICE – Era dentro la macchina?
    RISPOSTA – Era appena fuori, perché, cioè, quando siamo
    arrivati noi…
    GIUDICE – No, mi scusi, eh, lei…
    RISPOSTA – Mi dica.
    GIUDICE – Allora, la informo, lei lo saprà perché appartiene
    alle forze dell’ordine, che lei ha l’obbligo di dire la
    verità e di rispondere alle domande.
    RISPOSTA – Sì, sì.
    GIUDICE – Cioè, lei non può dire conducente, lei deve dire
    quello che lei ha visto in quella circostanza. Cioè,
    c’era una persona e dov’era, non si può dire conducente…
    RISPOSTA – Guardi che…
    GIUDICE – Cioè, anche il fatto di dire conducente, lei non può
    dirlo, quindi, deve dire quello che ha visto, ha
    percepito.
    RISPOSTA – Allora, quello che io ricordo dopo quattro anni, è
    che, praticamente, questa persona si trovava alla parte
    destra del… pardon, alla parte sinistra
    dell’autovettura.
    GIUDICE – All’esterno.
    RISPOSTA – All’esterno dell’autovettura.
    GIUDICE – Quindi, lei non può parlare di conducente.
    RISPOSTA – No.
    GIUDICE – La informo che deve dire la verità.
    RISPOSTA – Pardon.
    DOMANDA – Allora, lei ha riferito…
    GIUDICE – Come fa a dire che era conducente? Siccome ha detto
    era il conducente, lo ha desunto da cosa, dal fatto che
    era fuori?
    RISPOSTA – L’ho desunto perché era l’unica persona che era lì
    sul luogo del sinistro, che poi stava litigando con le
    persone, i proprietari delle villette che…
    GIUDICE – Ah, quindi, ha desunto da questo fatto.
    RISPOSTA – Sì.
    GIUDICE – Che era il conducente, bene.
    DOMANDA – Allora, senta…
    GIUDICE – Chi c’era, questo signore…
    DOMANDA – Allora, lei arriva sul posto, vede questa BMW
    incidentata, giusto?
    RISPOSTA – Sì, con la parte anteriore…
    GIUDICE – Scusi, Pubblico Ministero, può alzare, perché non si
    sente.
    DOMANDA – Sì…
    RISPOSTA – Con la parte anteriore distrutta, perché non era…
    DOMANDA – Allora, questa persona che era vicino a questa BMW e
    che discuteva con dei…
    RISPOSTA – Sì, con i proprietari delle villette danneggiate.
    DOMANDA – Ecco, lei ricorda, diciamo, i toni e i contenuti di
    questa discussione, cioè, che cosa…
    RISPOSTA – Guardi, io ricordo solamente che erano molto
    accesi, e il mio capo pattuglia, l’Appuntato Spadaccia,
    si era allontanato dalla macchina di servizio per far
    calmare gli animi, sia del signor Daniele Dario, che con
    i proprietari delle villette.
    DOMANDA – Senta, oltre a questa persona, no…
    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Che era vicino all’autovettura che lei ha detto era
    Daniele Dario.
    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Poi…
    RISPOSTA – Identificato successivamente.
    DOMANDA – Sì, ho capito. Oltre a questa persona, e oltre i
    proprietari, quanti erano i proprietari delle villette?
    RISPOSTA – Guardi, sinceramente non ricordo perché pioveva…
    DOMANDA – Va bene.
    RISPOSTA – Poi, fra l’altro, premetto che la macchina era
    andata a collidere contro una tubazione di gas, quindi,
    c’era una forte perdita di gas.
    DOMANDA – Ho capito. Senta, poi a questo ci torniamo. Cioè,
    lei ha parlato di una guardia giurata anche.
    RISPOSTA – Sissignore.
    DOMANDA – Ecco, questa guardia giurata era anche lì sul posto
    proprio?
    RISPOSTA – Sì, perché, praticamente, lì dove è avvenuto il
    sinistro c’è una ditta…
    GIUDICE – C’è una?
    RISPOSTA – C’è una ditta dove è avvenuto il sinistro,
    praticamente, sarà a un cinquanta, sessanta metri,
    adesso non ricordo con precisione, e lui stava timbrando
    questa ditta qua.
    DOMANDA – Ma questa guardia giurata era appiedata, era in
    macchina, ci spighi un po’ come…
    RISPOSTA – Era fuori dall’autovettura, con l’auto di servizio
    in moto, e lui era in uniforme.
    GIUDICE – Da solo?
    RISPOSTA – Sì, era da solo, guardia giurata della Sicur Crema.
    DOMANDA – Sì, e, quindi, c’era questa guardia giurata in
    divisa con la sua macchina di servizio.
    RISPOSTA – Sì, con la macchina di servizio, sì, con tanto di
    scritta “Sicur – Crema”, sulle portiere.
    DOMANDA – Ho capito. Allora, lei arriva lì sul posto, insieme
    al suo collega Spadaccia, vede questa scena, poi cosa
    succede, cioè, parlate con la persona che apparentemente
    sembrava essere il conducente dell’autovettura?
    RISPOSTA – Allora, io ricordo che l’Appuntato Spadaccia parla
    con la persona e con, torno a ripetere, con le persone
    alle quali sono state danneggiate le villette, io
    risalgo in macchina, chiamo la centrale per far mandare
    subito in ausilio qualche altra macchina e i vigili del
    fuoco, perché, come torno a ripetere, c’era una
    fortissima perdita di gas.
    DOMANDA – Sì, ecco, e poi cosa succede?
    RISPOSTA – Niente, poi succede che arriva la Polizia Stradale,
    che adesso non ricordo da dove perveniva, e gli era
    stato chiesto se il… presumo il capo pattuglia,
    l’appuntato Spadaccia gli aveva chiesto se si voleva
    sottoporre al test alcolemico tramite etilometro.
    DOMANDA – Aspetti, prima di chiedere questa cosa, le chiedo,
    voi Carabinieri, cioè, lei e il suo collega Spadaccia
    che siete intervenuti…
    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Avete chiesto a questa persone com’era successo il
    sinistro, che cos’era accaduto o, comunque, questa
    persona vi ha riferito quello che era accaduto, perché
    non penso che si arrivi sul posto e la prima cosa: “Si
    vuole sottoporre all’etilometro?”, cioè, immagino che ci
    sia qualche domanda…
    RISPOSTA – Guardi, io questo, francamente, con tutta onestà,
    non lo ricordo, questo passaggio qui, questa cosa che mi
    ha detto lei, allo stato attuale, non la ricordo.
    DOMANDA – Allora, racconti quello che lei ricorda,
    giustamente, prosegua nel racconto, quindi, che cosa
    succede, gli chiedete di sottoporsi all’etilometro…
    RISPOSTA – Niente, io ricordo che poi, sì, dopo poco, torno a
    ripetere, arrivano i vigili del fuoco, con una pattuglia
    della Polizia Stradale, e gli viene chiesto allo stesso…
    GIUDICE – Scusi, lei è un Carabinieri, no?
    RISPOSTA – Sì.
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    GIUDICE – Come mai, scusi Pubblico Ministero, perché questa
    domanda precede il racconto dell’operante.
    PUBBLICO MINISTERO – Sì, sì, prego.
    GIUDICE
    DOMANDA – Vorrei sapere questo.
    RISPOSTA – Prego, mi dica.
    DOMANDA – Siccome la situazione mi sembra, appunto, da quello
    che lei sta dicendo, che era una situazione, insomma,
    tutto sommato, di ordinaria amministrazione…
    RISPOSTA – Certo, certo.
    DOMANDA – Nel senso che questa persona aveva avuto un
    incidente, probabilmente per le condizioni, per vari
    fattori, anche per le condizioni meteorologiche, era
    andato a sbattere contro questo muretto…
    RISPOSTA – A collidere contro…
    DOMANDA – Quindi, non c’erano stati, appunto, persone
    danneggiate, lese…
    RISPOSTA – No.
    DOMANDA – Insomma, non avevano subito lesioni. Come mai si
    ritiene, cioè, c’era anche questa guardia giurata di
    questa ditta lì vicina, come mai si ritiene di dover
    allertare la Polizia Stradale, no, questo perché non so
    quali sono i rapporti…
    RISPOSTA – Allora, perché, non avendo l’etilometro a bordo
    della nostra…
    DOMANDA – Non avendo?
    RISPOSTA – L’etilometro a bordo della nostra macchina…
    DOMANDA – Ah, voi già avevate, quindi, ritenuto di dover fare
    l’etilometro?
    RISPOSTA – Sì, sì, il mio capo pattuglia mi aveva…
    DOMANDA – Cioè, la prova del…
    RISPOSTA – Mi aveva ordinato di chiamare la centrale operativa
    e fare inviare qualcuno con l’etilometro.
    DOMANDA – Ma questo lo fate sempre, o quando c’è un sinistro
    anche se non ci sono delle persone…
    RISPOSTA – Anche se non ci sono, sì, sì, questo qui lo
    facciamo…
    DOMANDA – Cioè, se io vado a sbattere in una stradina e prendo
    un muro mi fare l’etilometro, dico io nel senso una
    persona qualunque.
    RISPOSTA – Guardi…
    DOMANDA – No, non lo so, chiedo, chiedo.
    RISPOSTA – Poi tutto sta a valutare la persona che uno ha…
    DOMANDA – Aveva dato segni, dico, di ubriachezza?
    RISPOSTA – Direi proprio di sì, perché…
    DOMANDA – Cioè?
    RISPOSTA – Perché proveniva dalla sua bocca, nel parlare con
    noi, proveniva un forte alito vinoso, questo qui lo
    ricordo perfettamente.
    DOMANDA – Cos’era?
    RISPOSTA – Un forte alito vinoso.
    DOMANDA – Ah.
    RISPOSTA – Poi linguaggio sconnesso, barcollava.
    DOMANDA – Barcollava.
    RISPOSTA – Barcollava, sì.
    DOMANDA – Va bene, allora, in base a queste circostanze avete
    ritenuto di fare l’etilometro…
    RISPOSTA – Certo, certo.
    DOMANDA – E, quindi, avete chiamato la Polizia Stradale perché
    non avevate questo strumento.
    RISPOSTA – Sì, non avevamo noi lo strumento…
    DOMANDA – Ho capito, perché non avevo capito questo passaggio.
    RISPOSTA – A bordo.
    GIUDICE – Ho capito. Scusi, Pubblico Ministero, ma non
    riuscivo a comprendere questa necessità di chiamare la
    Stradale, sì.
    RISPOSTA – Niente, ricordo che, torno a ripetere, arriva la
    Polizia Stradale sul posto, lo stesso viene sottoposto
    alla prova con l’etilometro, dove risulta positivo
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    all’alcoltest. Poi niente…
    PUBBLICO MINISTERO
    DOMANDA – Lei ricorda, altrimenti poi chiederò di produrre
    questo, ma ricorda anche il livello di tasso alcolemico
    RISPOSTA – No, guardi, sinceramente, non lo ricordo.
    DOMANDA – Va bene, non lo ricorda. Comunque, ricorda che era
    superiore ai limiti consentiti?
    RISPOSTA – Sì, sì.
    DOMANDA – Prego, poi?
    RISPOSTA – Niente, poi ricordo che, nel frattempo, era
    pervenuto il carro attrezzi chiamato dal Daniele Dario,
    con il suo cellulare di servizio, l’Autogrù “La
    Quinzanese” sita in Cremona, Via San Felice, per il
    recupero del mezzo. E mi ricordo che avevamo fatto i
    rilievi planimetrici e fotografici, siccome pioveva
    tantissimo poi decidemmo, con il capo pattuglia, di
    continuare tutti gli atti di rito presso i nostri
    uffici.
    DOMANDA – Sì, e, quindi?
    RISPOSTA – Compresa la testimonianza della guardia giurata,
    del signor Valcarenghi, se non ricordo male.
    DOMANDA – Ho capito e, quindi, andate in ufficio e…
    RISPOSTA – Sì, siamo andati in ufficio e…
    DOMANDA – Che succede?
    RISPOSTA – E succede che il Daniele Dario…
    GIUDICE – Ecco, questo, scusi Pubblico Ministero, allora,
    avete fatto questo etilometro…
    RISPOSTA – Abbiamo fatto l’etilometro…
    GIUDICE – Ecco, non l’avete accompagnato in ospedale per far
    fare l’analisi del sangue?
    RISPOSTA – No, no, è stato chiesto a lui se si voleva
    sottoporre alla prova alcolemica tramite l’etilometro,
    lui ha detto: “Sì, sì, non ho nessun problema”, quindi,
    dopo aver accertato il tasso di alcolemia, che adesso,
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    torno a ripetere, non ricordo…
    GIUDICE – Dico, e perché l’avete accompagnato, non potevate
    identificarlo, non aveva i documenti?
    RISPOSTA – Allora, aveva solo la carta d’identità, perché ai
    nostri terminali lui aveva un precedente di polizia, che
    la patente risultava revocata.
    GIUDICE – Revocata, quindi, l’avete accompagnato nei vostri
    uffici per quali motivi?
    RISPOSTA – Presso i nostri uffici per ultimare il… per
    ultimare gli atti di rito. Poi con noi, nel nostro
    ufficio, ci ha seguito la guardia giurata, che è stato
    preso a spontanee dichiarazioni. Perché, ricordo che,
    torno a ripetere, siccome pioveva tantissimo non avevamo
    un posto dove poter scrivere, poi c’era…
    GIUDICE – Quindi, l’avete accompagnato solo per motivi
    pratici, perché c’era della pioggia.
    RISPOSTA – Certo, certo.
    GIUDICE – Ah, ho capito.
    RISPOSTA – Poi una volta giunti…
    GIUDICE – È venuta la guardia giurata per quale motivo?
    RISPOSTA – Per sentirlo a spontanee dichiarazioni, perché era
    lui che aveva allertato la sua centrale operativa.
    GIUDICE – E invece, per le persone non sono state sentite, i
    signori presenti, quei signori proprietari?
    RISPOSTA – Guardi, dottoressa, sinceramente io questo qui non
    lo ricordo.
    GIUDICE – Non lo sa.
    RISPOSTA – Questo qua non…
    GIUDICE – Va bene. Lei conosceva personalmente questo Daniele
    Dario?
    RISPOSTA – Ma, di vista, in passato, cioè, non è che… sì, una
    conoscenza…
    GIUDICE – Ecco, in qualità di cosa, cioè, come lo conosceva?
    RISPOSTA – Ma, guardi, ci siamo conosciuti in passato, adesso
    non ricordo perché avevamo un collega della polizia in
    comune, quindi, tramite questo…
    GIUDICE – C’erano rapporti normali.
    RISPOSTA – Ma, più che normali, cioè, era solo un ciao, ciao,
    quando ci si vedeva, basta, non…
    GIUDICE – Ah, ecco, va bene.
    RISPOSTA – Nulla di che.
    GIUDICE – Va bene, andiamo avanti.
    RISPOSTA – Poi, una volta giunti…
    DOMANDA – Avevate un collega della polizia, ma questo Daniele
    Dario era un appartenente alle forze dell’ordine?
    RISPOSTA – No, no, questo Daniele Dario qui era un… aveva
    un’agenzia immobiliare, se non ricordo male.
    DOMANDA – Ah, quindi, un amico comune…
    GIUDICE – Avevate un amico in comune?
    RISPOSTA – Un amico in comune.
    DOMANDA – Ah, avevo sentito un collega in comune.
    RISPOSTA – Sì, va bene…
    GIUDICE – Un amico in comune che è un agente della polizia.
    RISPOSTA – È un agente di polizia, che non è più qui a Cremona
    a fare servizio.
    DOMANDA – Ho capito.
    RISPOSTA – Quindi, c’eravamo conosciuti in passato.
    GIUDICE – Va bene.
    RISPOSTA – Niente, giunti sul posto, siccome il Daniele Dario
    millantava di conoscere il Maresciallo Montino, nonché
    addetto alla Stazione dei Carabinieri di Cremona, chiama
    il Maresciallo Montino più volte sul suo cellulare. Il
    Maresciallo Montino arriva sul posto, arriva in caserma…
    GIUDICE – Quindi, non millantava, cioè, se aveva il cellulare
    lo conosceva.
    RISPOSTA – Sì, ma…
    DOMANDA – Senta, ha proferito…
    GIUDICE – No, ha detto millantava di conoscere, millantava di
    conoscere significa che dice conosco, ma non lo conosco,
    il cellulare di Montino chi gliel’ha dato?
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    RISPOSTA – Penso che gliel’abbia dato il Maresciallo Montino,
    questo qui non…
    GIUDICE – Ecco, quindi, non millantava di conoscere…
    RISPOSTA – No, no.
    GIUDICE – Se io ho il cellulare del dottor Messina non è che
    millanto di conoscere il dottor Messina. Cerchiamo di
    attenerci ad un linguaggio, perché altrimenti devo
    trasmettere gli atti, ecco…
    RISPOSTA – Va bene.
    GIUDICE – Cerchiamo di usare un linguaggio consono ad un’aula
    di Tribunale, a me non piace che forze dell’ordine usino
    termini che conoscono essi sapere offensivi, millantare
    una conoscenza significa dire che aveva il cellulare, io
    posso deferire gli atti per falsa testimonianza, va
    bene?
    RISPOSTA – Benissimo, va benissimo.
    GIUDICE – Ecco.
    RISPOSTA – Niente, giunti in caserma, il signor Daniele Dario
    chiama il Maresciallo Montino sul suo cellulare privato,
    da lì a poco arriva il Maresciallo Montino in caserma e
    chiede, per quello che mi ricordo io, la motivazione del
    perché tutto questo, e l’appuntato Spadaccia poi l’ha
    preso in disparte il Maresciallo Montino e gli spiegò
    quello che era successo, e che, secondo noi…
    GIUDICE – Che era successo.
    RISPOSTA – Quello che era successo, sì, in Via Sant’Ambrogio.
    GIUDICE – Cioè, il fatto che c’era stato questo incidente…
    RISPOSTA – Certo, certo.
    GIUDICE – E c’era stato questo…
    RISPOSTA – Certo.
    GIUDICE – Non era successo altro.
    DOMANDA – Senta, però, io vorrei capire questo, perché qui
    tutto questo processo nasce per un motivo ben preciso,
    allora, io provo a rifarle le domande perché… cioè, io
    vorrei capire se sul luogo del fatto…
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Prima dell’accompagnamento in caserma per la
    redazione, per ultimare gli atti, eccetera, sul luogo
    del fatto, se avete parlato con questa persona, Daniele
    Dario, se vi sono state riferite le modalità del
    sinistro, se si è parlato, direttamente o
    indirettamente, se lo si è dato per scontato, di chi era
    alla guida dell’autovettura, se ci sono state
    dichiarazioni in tal senso da parte di Daniele Dario, se
    vi è stata questione su questo argomento, perché poi,
    sennò, stiamo parlando di aria fritta, ha capito? Cioè,
    qui c’è un processo per calunnia nei confronti di
    Daniele Dario per un preciso motivo, che lei penso
    sappia.
    RISPOSTA – Guardi…
    DOMANDA – Allora, io volevo capire…
    GIUDICE – Di che cosa stiamo parlando?
    DOMANDA – Perché sennò è un normale intervento, arriva
    Montino, cioè, stiamo facendo un processo…
    GIUDICE – Cioè, io prendo una cosa, mi sono bevuta la birra,
    mi fate l’etilometro, mi identificate, arrivederci e
    grazie, e poi mi arriva un decreto penale. Non riesco a
    capire, non riusciamo a capire, non sto riuscendo a
    capire, anche in base alla testimonianza del suo
    collega, questo problema, perché siamo qui, insomma, che
    è successo?
    RISPOSTA – Guardi, dottoressa, io torno a ripetere, io ricordo
    ben poco, perché sono venuto a conoscenza della
    relazione di servizio solo ieri sera, perché ieri ho
    fatto il turno alle 19:00, quindi, ho dato una lettura…
    GIUDICE – Superficiale.
    RISPOSTA – Sì, superficiale, se era, non so, se potevo…
    GIUDICE – Allora, era arrivato questo Montino o non è
    arrivato?
    DOMANDA – Allora, lei…
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    GIUDICE – No, mi scusi, Pubblico Ministero…
    DOMANDA – Sì.
    GIUDICE – Andiamo prima avanti e poi facciamo, su questi punti
    su cui ha già riferito.
    DOMANDA – Sì, volevo provare sotto forma di contestazione, se
    no possiamo…
    GIUDICE – No, no, prima andiamo avanti su questo Montino,
    perché sennò qui le…
    DOMANDA – Secondo me, la parte interessante del racconto era
    prima…
    GIUDICE – Sì, però adesso voglio sapere perché si chiama
    Montino, che succede con Montino?
    DOMANDA – Sì, sì, allora, Montino, lei dice, viene riferito,
    Spadaccia parla con Montino…
    GIUDICE – E che dice?
    RISPOSTA – Sì, (incomprensibile) (voci sovrapposte). Guardi,
    questo qui non lo so, perché loro si sono appartati in
    un altro ufficio, io sono rimasto con il Daniele Dario
    nel nostro ufficio del Nucleo Radio Mobile, stavo
    redigendo i verbali al Codice della Strada. Adesso
    questo qui, quello che si sono detti, cioè, adesso…
    DOMANDA – E poi…
    GIUDICE – Non ha mai chiesto, lei, scusi, lei questo Spadaccia
    lo conosce?
    RISPOSTA – Sì, sì, è un mio collega di reparto.
    GIUDICE – È un suo collega, e non ha chiesto che era successo
    dopo, non ha ritenuto di dover chiedere che si erano
    detti col Montino?
    RISPOSTA – Guardi, ricordo l’appuntato Spadaccia,
    sommariamente, mi aveva detto: “Guarda, ha voluto sapere
    la motivazione, del perché stavamo facendo tutto
    questo…”.
    GIUDICE – E pure io la voglio sapere, anche io la voglio
    sapere.
    RISPOSTA – Guardi, io…
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    DOMANDA – E poi come è finita la…
    GIUDICE – Non lo sa.
    RISPOSTA – Eh… dottoressa, sinceramente, non mi ricordo.
    GIUDICE – Quindi, anche Montino ha avuto l’esigenza di sapere
    da Spadaccia…
    RISPOSTA – Dall’appuntato Spadaccia.
    GIUDICE – Perché c’era stato questo problema.
    RISPOSTA – Sì.
    GIUDICE – E lei che risponde? Spadaccia che risponde, che le
    ha riferito?
    RISPOSTA – L’appuntato Spadaccia, se non ricordo male, gli
    risponde quello che era successo, che la centrale
    operativa ci aveva inviato sul posto, in quanto c’era
    stato un incidente stradale.
    GIUDICE – Bene.
    RISPOSTA – È tutto qui, cioè, poi non ho approfondito, perché
    io c’avevo da fare dell’altro.
    GIUDICE – Benissimo, punto.
    DOMANDA – Senta, voglio farle questa domanda. Risulta agli
    atti, poi se è necessario li produrrò, forse poi questo
    è un problema nostro, risulta dagli atti che a Daniele,
    a questa persona, Daniele Dario…
    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Sono stati elevati, se non sbaglio, quattro processi
    verbali di constatazione, insomma, quattro…
    RISPOSTA – Se non ricordo male, sì.
    DOMANDA – Tre o quattro, comunque, adesso non è questo
    importante. Una per guida in stato di ebbrezza…
    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Poi gli avete contestato la guida senza patente, con
    la patente revocata, cose del genere…
    RISPOSTA – Perché agli atti, cioè, al…
    DOMANDA – Sì, poi il fatto di aver perso il controllo del
    mezzo, eccetera. Ora, le faccio questa domanda, voi
    queste contravvenzioni, no…
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Poi ha anche rilievo penale, la guida in stato di
    ebbrezza, le avete contestate a Daniele Dario,
    individuandolo quale conducente dell’autovettura, sulla
    base di quali presupposti?
    RISPOSTA – Sulla base dei presupposti che la guardia giurata,
    presa da me a spontanee dichiarazioni, aveva dichiarato
    che aveva visto… cioè, praticamente, quando era avvenuto
    il sinistro la guardia giurata era lì, era praticamente
    davanti, io ricordo quello che aveva dichiarato la
    guardia giurata, praticamente, dava le spalle al
    sinistro, perché era lì la ditta. Niente, dicendo,
    questa guardia giurata qua, gli aveva… aveva dichiarato
    a me personalmente, con le spontanee dichiarazioni, che
    il Daniele Dario si era avvicinato vicino alla guardia
    giurata chiedendogli se gli poteva chiamare un carro
    attrezzi, in quanto non aveva più punti nella sua
    patente e non aveva più la patente di guida. Quindi,
    sulla base di questo, noi abbiamo operato in merito.
    DOMANDA – Ma, aspetti, cioè, quindi, secondo quanto lei
    ricorda, la guardia giurata aveva dichiarato di avere,
    in sostanza, assistito a questo sinistro?
    RISPOSTA – Ma non… cioè, aveva assistito perché quando, torno
    a ripetere, quando lui era lì per fare questo controllo
    in questa ditta, il sinistro era avvenuto. Adesso…
    GIUDICE – Non aveva, quindi, visto il sinistro?
    RISPOSTA – No, non l’aveva visto, però noi, sulla base del…
    con l’appuntato Spadaccia, sulla base di quello che
    aveva riferito il Daniele Dario alla guardia giurata,
    noi abbiamo proceduto.
    DOMANDA – Allora le faccio una domanda più precisa, e gliela
    sto facendo per la terza volta, ci furono delle
    dichiarazioni di Daniele Dario in merito al conducente
    dell’autovettura, cioè, a chi fosse alla guida di quella
    autovettura, dichiarazioni fatte a voi da Daniele Dario
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    nell’immediatezza, cioè nel momento in cui voi…
    GIUDICE – Ecco, che disse Daniele Dario?
    RISPOSTA – Dottoressa, io torno a ripetere, non lo ricordo, se
    posso leggere gli atti, se è possibile la mia
    annotazione di Polizia Giudiziaria…
    GIUDICE – Va bene, una cosa del genere non la ricorda?
    RISPOSTA – Guardi, sono trascorsi quattro anni, non…
    GIUDICE – Ieri non ha avuto modo di…
    RISPOSTA – Eh, ma ho fatto 3:00 – 19:00, cioè, non…
    GIUDICE – Daniele Dario, quindi, disse che era lui alla guida?
    RISPOSTA – Aveva dichiarato alla guardia giurata che poi,
    successivamente…
    DOMANDA – No, non alla guardia giurata, a me interessa sapere
    che cosa Daniele Dario ha dichiarato a voi, se ha fatto…
    RISPOSTA – Dottore, sinceramente, con tutta onestà, non lo
    ricordo, se mi fa, se posso rileggere un attimo
    l’annotazione di Polizia Giudiziaria.
    DOMANDA – No, però qui non è un problema di atti, di
    annotazioni, eccetera, perché io insisto con la domanda?
    Perché qui c’è stato un atto di denunzia querela, cioè,
    lei ha sporto, insieme a Spadaccia Giuseppe, una
    denuncia querela…
    RISPOSTA – Certo.
    DOMANDA – Quindi…
    GIUDICE – Com’è che non ricorda, allora, se io denuncio il
    dottor Messina non ricordo perché l’ho denunciato? No,
    mi scusi, eh! Cioè, uno può non ricordare il contenuto
    di una relazione di servizio, ma lei ha nominato un
    Difensore di Parte Civile.
    DOMANDA – Lei è Parte Civile, no?
    RISPOSTA – Io…
    GIUDICE – Allora, per cortesia, io blocco e lo devo deferire
    per falsa testimonianza, e per falso ideologico a questo
    punto, mi dispiace, blocchiamo l’esame perché mi sembra
    veramente assurdo quello che sta avvenendo.
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
    20
    DOMANDA – Non lo so, io…
    GIUDICE – Lei ha fatto, si è preso un Avvocato, ha fatto una
    denuncia querela contro questa persona e non si ricorda.
    Cioè, allora lei denuncia ogni giorno le persone, non si
    ricorda, nomina l’Avvocato, che suppongo paga, e non si
    ricorda? Allora, io la invito a dire la verità, a dire
    la verità.
    RISPOSTA – Cioè…
    GIUDICE – No, cioè niente, perché lei può non ricordarsi il
    contenuto di una relazione di servizio, ma non di una
    denuncia querela, mi dispiace.
    RISPOSTA – Io quello che, torno a ripetere, quello che ricordo
    è che il Daniele Dario, siccome in passato, fra me e
    lui, c’era stata…
    GIUDICE – C’era stata?
    RISPOSTA – Questa conoscenza tramite questo poliziotto qua,
    cioè, lui mi ha detto: “Scusami un attimo, cioè…”, cioè,
    mi aveva chiesto se era possibile lasciare il tutto,
    dato che ci conoscevamo, poi…
    DOMANDA – Quando gliel’ha chiesto questo?
    RISPOSTA – Questo qui nell’immediatezza, quando io gli chiesi
    un documento di riconoscimento, e lui mi…
    GIUDICE – E perché non l’ha detto prima, e lo sta dicendo
    adesso?
    RISPOSTA – Dottoressa, torno a ripetere, io adesso… mi sta
    venendo in mente tutto, cioè, mi sta venendo in mente
    poco alla volta…
    GIUDICE – Va bene, di lasciare perdere, insomma, che cosa?
    RISPOSTA – Di lasciare perdere e di non continuare a fare il
    nostro lavoro, cioè, nei suoi confronti.
    GIUDICE – Va bene, e poi che cosa è successo?
    RISPOSTA – Eh…
    GIUDICE – Niente, lei va avanti, quindi, Montino, questo
    Montino ha parlato con il suo collega, poi avete sentito
    la guardia giurata, poi? Punto, ognuno a casa sua? Che è
    successo?
    RISPOSTA – Niente, abbiamo terminato di redigere i sommari
    processi verbali a carico del Daniele Dario…
    GIUDICE – E se n’è andato. Va bene.
    DOMANDA – Ecco, però a questo punto, io vorrei, sottoforma di
    contestazione, cioè, vorrei leggerle alcuni passaggi
    della denuncia querela che lei ha sottoscritto, ha
    presentato insieme al suo collega Spadaccia, perché lei,
    appunto, ha riferito in questa denuncia querela, che
    quando siete arrivati sul luogo del sinistro, e avete
    identificato questo giovane di nome Daniele Dario…
    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Che era vicino al veicolo danneggiato, avete detto
    che lui si spacciava come conducente e autore del
    sinistro stradale, senza alcuna ombra di dubbio, e
    quindi, proseguite, “che i sottoscritti, vista la
    circostanza, subito invitavano il Daniele Dario a
    descrivere com’era accaduto l’incidente. E lo stesso
    diceva: «Sono stato io, involontariamente, a fare
    l’incidente, mentre ero da solo alla guida della BMW,
    del BMW nuovo della mia ragazza»”. Poi, appunto, dite
    che litigava con alcuni presenti, dicendo di non
    rompergli i coglioni, eccetera, eccetera, con i
    proprietari delle autovetture, no?
    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Ecco, e poi proseguite dicendo che Daniele Dario,
    sempre sul luogo, eh…
    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Parlando con voi, avrebbe detto: “Sono tornato ora
    da una cena con amici, c’ho grosse conoscenze, non me
    potete far niente”.
    GIUDICE – Lei non si ricorda adesso questa cosa?
    RISPOSTA – Sì, adesso…
    GIUDICE – Adesso, adesso ha ripreso il fosforo. Benissimo.
    DOMANDA – “Ho bevuto tanto, tanto, e mentre stavo andà a casa
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    con la macchina…”, così è scritto, eh.
    RISPOSTA – Sì, sì.
    DOMANDA – “Della mi ragazza, e percorrevo da Via Castello a…
    ho perso il controllo de sto cazzo de macchina e non
    c’ho visto più nulla”, poi proseguite che, poi dite
    sempre che lui avrebbe detto che era grande amico di
    questo Maresciallo Montino, dei Carabinieri, e che,
    quindi, voi non gli potevate fare niente, perché lui era
    amico del Maresciallo Montino, e lui aveva questa
    patente revocata. Poi raccontate sempre che quando voi
    avete iniziato, invece, a redigere gli atti sul posto…
    RISPOSTA – Sì, i rilievi…
    DOMANDA – Lui, essendosi accorto…
    GIUDICE – Scusi, Pubblico Ministero, facciamo delle
    contestazioni precise perché stiamo veramente…
    DOMANDA – Sì…
    GIUDICE – Questo è un processo, una farsa, scusi, una farsa,
    un Maresciallo, un appartenente alle forze dell’ordine
    che non ricorda il contenuto di una denunzia, che non
    parla di insulti, che non parla di nulla, e che adesso,
    praticamente, che cosa gli leggiamo, la denunzia
    querela, facciamo…
    DOMANDA – No, no…
    GIUDICE – No, mi dispiace, Pubblico Ministero, le
    contestazioni siano precise.
    DOMANDA – Allora, ne farò tre, quattro, è uguale…
    GIUDICE – Ne faccia pure venti, non è che possiamo leggere il
    contenuto di una denunzia querela.
    DOMANDA – No, ma non è il contenuto, per economia processuale…
    GIUDICE – Mi scusi, eh…
    DOMANDA – Leggevo un passaggio, perché…
    GIUDICE – E che stiamo a leggere la denunzia querela, che si
    ricorda subito, perché che cosa deve fare, non si deve
    ricordare?
    DOMANDA – Ma non è…
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    GIUDICE – Scusi, eh.
    DOMANDA – Ma non ha capito, probabilmente, non era un
    suggerimento, era una… siccome il contenuto di quello
    che sto leggendo attiene allo stesso argomento omogeneo,
    volevo fare un’unica contestazione.
    GIUDICE – Va bene…
    DOMANDA – E chiedere poi conto del perché non ha detto queste
    cose, non è…
    GIUDICE – Va bene.
    DOMANDA – Non è che sto suggerendo. Era, appunto, per…
    altrimenti devo fare cinque contestazioni, e siamo
    sempre da capo, cioè, ho finito, comunque. Cioè, il
    problema poi, appunto, che voi sostenete che quando lui
    si è accorto che stavate procedendo a suo carico, perché
    stavate scrivendo, lui si sarebbe avvicinato a voi,
    dicendovi: “Io non guidavo, capito? Voi non mi avete
    visto guidare, io ora non guido più, e tu Cancellara,
    sei una testa di cazzo!”.
    GIUDICE – Lei questa cosa non se la ricorda, cioè, lei viene
    chiamato testa di cazzo ogni giorno, tant’è che non se
    lo ricorda, tutti la chiamano testa di cazzo e, quindi,
    non ricorda.
    DOMANDA – “Mi conosci da anni, è così…”.
    GIUDICE – Ma si rende conto? Si rende conto?
    DOMANDA – Aspetti, finisco, “Così mi rovini. Lui…”, riferito a
    Spadaccia, “sarà pure uno stronzo…”.
    GIUDICE – Basta, ecco, sì.
    DOMANDA – È finita.
    GIUDICE – Lei non si ricorda di questo?
    RISPOSTA – Sì.
    GIUDICE – E come mai prima non se le ricordava? La chiamano
    sempre in questo modo, la gente, è abituato?
    RISPOSTA – Assolutamente no.
    GIUDICE – Ecco, e come mai non se le ricordava? Come mai non
    si ricordava, lei che è un appartenente alle forze
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    dell’ordine, che ha fatto una denuncia querela, di
    essere stato chiamato testa di cazzo, scusi, eh, come
    mai non si è ricordato?
    RISPOSTA – Dottoressa…
    GIUDICE – O la chiamano ogni giorno in questo modo, oppure mi
    deve dire perché non se l’è ricordato chi ha scritto
    questa denunzia querela. Lei ha l’obbligo di dire la
    verità, chi le ha scritto questa denunzia querela?
    RISPOSTA – È stata fatta…
    GIUDICE – Da lei, e poco fa non si ricordava, allora, io
    ritengo che un Carabiniere che non si ricorda di essere
    stato chiamato testa di cazzo, di aver fatto una
    denunzia querela, deve essere deferito ai suoi superiori
    perché non può continuare, a mio avviso, di cittadino,
    di Magistrato, a fare il Carabiniere. Quindi,
    gentilmente, concludiamo questo esame, facciamo il
    controesame e prenderò le mie determinazioni.
    DOMANDA – Allora, finisco la contestazione.
    RISPOSTA – Dottoressa, le chiedo…
    GIUDICE – Lei non si ricorda di essere stato chiamato testa di
    cazzo, non si ricorda di avere fatto una denunzia di
    questo tipo, non si ricorda. Chi l’ha scritta quella
    denunzia, voglio sapere.
    RISPOSTA – Dottoressa, le torno a ripetere, è stata scritta…
    GIUDICE – E poi se l’è dimenticata, perché ogni giorno lei fa
    denunzie con cui la chiamano testa di cazzo.
    RISPOSTA – Ma assolutamente no, mi scusi, cioè, non era mia
    intenzione, le chiedo scusa, non…
    GIUDICE – Non deve chiedere scusa a me.
    DOMANDA – Poi proseguivate, questo per quanto riguarda,
    appunto, quello che era accaduto sul posto, appunto, poi
    c’erano delle offese anche rivolte a Spadaccia,
    all’appuntato Spadaccia, e poi, appunto, scrivete, in
    questa denuncia, che lui chiedeva ripetutamente, diceva
    ripetutamente: “Diciamo che guidava la mia ragazza,
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    facciamo figurare che guidava lei. Lei, la mia ragazza,
    è d’accordo, chiamatela pure sul cellulare”. Ora,
    quindi, il problema da cui poi nasce tutto questo
    processo, è che stando a questa vostra denuncia querela,
    e poi anche al rapporto che avete fatto per contestare i
    ricorsi fatti al Giudice di Pace da parte di Daniele
    Dario, lei e il suo collega Spadaccia avete sostenuto,
    appunto, che in una prima fase Daniele Dario vi ha detto
    che guidava lui, in una seconda fase, quando si è
    accorto che stavate procedendo contravvenzionandolo,
    invece, dicendo che era amico di Montino, offendendovi
    anche, vi ha chiesto di far figurare che non guidava
    lui, ma che guidava la sua ragazza che in quel momento,
    peraltro, non era neanche sul posto. Ora, da questa cosa
    poi, questo è quello che voi, appunto, avete scritto in
    denuncia querela e avete messo nel rapporto.
    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Siccome Daniele Dario ha impugnato le vostre
    contravvenzioni, e ha fatto ricorso al Giudice di Pace…
    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – E ha sostenuto davanti al Giudice di Pace…
    GIUDICE – Pubblico Ministero, la domanda.
    DOMANDA – E no, era per capire…
    GIUDICE – Non è che può fare una cosa, dobbiamo fare la
    domanda, la domanda, Pubblico Ministero, qual è la
    domanda?
    DOMANDA – Bisognava fare una premessa, perché…
    GIUDICE – No, allora, la domanda.
    DOMANDA – Allora, la domanda è…
    GIUDICE – Allora, la domanda è questa…
    DOMANDA – No, la domanda è del Pubblico Ministero, un attimo,
    la domanda è questa…
    GIUDICE – Pubblico Ministero, scusi, prima legge la denuncia,
    poi mi fa tutta una conclusione, la domanda deve fare.
    DOMANDA – La domanda, allora, senza… facciamo un esame…
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    GIUDICE – L’esame, l’esame è fatto di domande e di risposte,
    non di conclusioni.
    DOMANDA – Evitiamo le polemiche…
    GIUDICE – No, evitiamo le polemiche lo dico io, Pubblico
    Ministero.
    DOMANDA – Sì, però lo può dire anche il P.M.. Allora…
    GIUDICE – Lei deve fare, Pubblico Ministero, lei è una parte
    del processo…
    DOMANDA – Sì, però…
    GIUDICE – Lei è una parte del processo e deve fare domande, va
    bene, punto.
    DOMANDA – Giudice, senza scaldarsi troppo, io vorrei condurre
    un esame anche pacatamente, poi le conclusioni…
    GIUDICE – Lei deve concludere l’esame pacatamente, ma deve
    concludere, deve fare l’esame, che è fatto di domande e
    di risposte, non è che mi può leggere la denunzia, che
    mi può dire: “Poiché la signora ha detto…”, perché le
    domande non possono essere suggestive, no, non lo dico
    io, lo dice il Codice di Procedura Penale.
    DOMANDA – Sì, però non c’è una lunghezza prestabilita,
    comunque, va bene, farò la domanda. La domanda è questa,
    come mai, che poi le è già stata fatta però io vorrei
    capirlo, perché voglio provare, prima di arrivare anche
    a conseguenze che possono essere spiacevoli, a vedere se
    ci sono delle motivazioni sotto questa cosa perché,
    effettivamente, mi pare molto strano che lei oggi qui
    non ricordi assolutamente niente di tutto ciò che è il
    punto cruciale della vostra querela. Ha capito? E di
    questo contenzioso che avete con Daniele Dario. Allora,
    le sue risposte mi sembrano incongruenti, completamente.
    Allora, c’è un motivo, lei è amico di Daniele Dario, ci
    ha ripensato…
    RISPOSTA – Assolutamente no, io non sono amico del signor
    Daniele Dario. Adesso ricordo perfettamente quello che è
    successo.
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    GIUDICE – Allora, che cosa ricorda?
    RISPOSTA – Posso ricominciare, cioè, adesso ho ricordato
    perfettamente.
    DOMANDA – Adesso ha ricordato perfettamente?
    RISPOSTA – Sì, ora ho ricordato perfettamente, possiamo
    ripartire dal luogo del sinistro…
    GIUDICE – No, no, ricorda su questo fatto, delle contestazioni
    del Pubblico Ministero.
    RISPOSTA – Sì, sì, ricordo perfettamente che lui aveva
    insultato sia me e successivamente il mio collega,
    chiamandomi testa di cazzo… quello detto.
    GIUDICE – Perché non l’ha detto prima?
    RISPOSTA – Beh, signor Giudice…
    GIUDICE – Ce lo deve dire perché non l’ha detto prima.
    RISPOSTA – Sì, ho avuto un vuoto, cioè, non…
    GIUDICE – Un vuoto?
    DOMANDA – Ma il problema poi, peraltro…
    GIUDICE – Lei è un Carabiniere, che c’ha i vuoti un
    Carabiniere?
    RISPOSTA – Scusi, torno a ripetere, ieri sera alle 19:00,
    quando ho terminato il servizio, sono andato a casa e mi
    sono letto l’annotazione di Polizia Giudiziaria…
    GIUDICE – Ma lei ha fatto una denuncia.
    RISPOSTA – Certo.
    GIUDICE – Una denuncia querela, ha messo l’Avvocato. Com’è che
    non si ricorda? E mo si ricorda, che è successo in
    questo frangente?
    DOMANDA – Peraltro, ascolti…
    RISPOSTA – Non mi ricordavo.
    DOMANDA – Il problema non è soltanto l’offesa, cioè il fatto
    che l’abbia chiamata, come abbiamo sentito, testa di
    cazzo, il problema è tutto il resto, cioè, il fatto che
    Daniele Dario avrebbe detto che era lui alla guida, il
    fatto che poi avrebbe detto che non era più alla guida,
    il fatto che vi ha chiesto di far figurare una cosa
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    falsa.
    GIUDICE – Chi era alla guida, secondo Daniele Dario?
    RISPOSTA – Secondo Daniele Dario, dal… secondo Daniele Dario,
    alla guida era lui, in un primo…
    GIUDICE – Bene, benissimo, era lui…
    RISPOSTA – Io…
    GIUDICE – Era lui, va bene. Pubblico Ministero, credo che
    abbiamo capito tutto, no?
    PUBBLICO MINISTERO – Io non ho altre domande, grazie.
    GIUDICE – Bene. Se vuole fare altre domande, prego.
    PUBBLICO MINISTERO – No, non ho altre domande.
    GIUDICE – Non ne ha?
    PUBBLICO MINISTERO – Ho finito.
    GIUDICE – Prego, la Parte Civile.
    PARTE CIVILE – Avv. Vaccari – Nessuna domanda.
    GIUDICE – Lei?
    PARTE CIVILE – Avv. Vaccari – Avvocato Vaccari, Difesa
    Spadaccia, nessuna domanda.
    GIUDICE – Bene, lei voleva…
    PARTE CIVILE – Avv. Carletti – Avvocato Carletti, nessuna
    domanda.
    DIFESA – Avv. Fredi – Nessuna domanda.
    GIUDICE
    DOMANDA – Nessuna domanda, benissimo. Senta, invece, ho alcune
    domande. Lei che rapporti ha col Maresciallo Montino?
    RISPOSTA – Un rapporto di lavoro, è il mio superiore…
    DOMANDA – È il suo superiore.
    RISPOSTA – Sissignore.
    DOMANDA – Senta, tra quando è successo il fatto e quando è
    oggi, ci sono stati, lei ha parlato col Maresciallo
    Montino di questa vicenda?
    RISPOSTA – Assolutamente no, perché lui appartiene ad un
    reparto e io appartengo a un altro reparto, quando lo si
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    trova lo saluto militarmente e basta.
    DOMANDA – Di questa vicenda non ne avete mai parlato?
    RISPOSTA – Assolutamente, no.
    DOMANDA – Quindi, non c’è stata mai nessuna interferenza del
    Maresciallo Montino.
    RISPOSTA – Assolutamente.
    DOMANDA – E lei, quindi, non conosce Daniele, sa se Daniele
    Dario conosce, o ha avuto qualche problema, un problema
    o non problema, che tipo di rapporti ha col suo collega,
    credo si chiama Valcarenghi, no? Il collega che abbiamo
    sentito l’altra volta…
    PUBBLICO MINISTERO – Spadaccia, Spadaccia.
    DOMANDA – Spadaccia, scusi.
    RISPOSTA – Guardi, io non so riferirle in merito, perché non
    so che rapporto possa avere il mio collega con il signor
    Daniele Dario.
    DOMANDA – Bene. Ecco, siccome lei, appunto, ha sostenuto oggi,
    anche dopo la contestazione del Pubblico Ministero, che
    il signor Daniele avrebbe detto che alla guida era lui,
    e che, quindi, avrebbe fatto questa telefonata il cui
    era il Maresciallo Montino, poi ci sarebbe stato,
    appunto, questo problema, come mai vi siete determinati
    a questa denunzia querela, e non avete fatto una
    semplice relazione di servizio, come, insomma, in genere
    accade? Voi denunciate, di solito…
    RISPOSTA – La relazione di servizio è stata fatta, però, per
    le frasi che aveva proferito nei miei confronti e nei
    confronti di…
    DOMANDA – No, ma la denuncia querela riguarda anche altri
    fatti, no?
    RISPOSTA – Sì…
    DOMANDA – Si ricorda che fatti erano, questi della denuncia
    querela? Oltre alle frasi? Non si ricorda, quindi, solo
    per le offese ha fatto questa denuncia.
    RISPOSTA – Guardi, torno a ripetere, io le chiedo umilmente
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    scusa, non lo ricordo.
    DOMANDA – Quindi, lei si è determinato ad andare dall’Avvocato
    insieme a Spadaccia per queste offese, o no? Mi sembra
    di capire questo, per queste, insomma, frasi poco
    felici.
    RISPOSTA – E anche per il comportamento che era, aveva tenuto
    il Daniele Dario nei nostri confronti, e nel nostro
    operato.
    DOMANDA – Cioè?
    RISPOSTA – Cioè che…
    DOMANDA – Le parole, quelle parole lì che erano volate, no?
    RISPOSTA – Le parole, poi… cioè, e poi, successivamente,
    quando lui aveva detto di non dire che… cioè, di non…
    DOMANDA – Di lasciar perdere.
    RISPOSTA – Di lasciar perdere e di far figurare che era la sua
    ragazza alla guida e non più lui.
    DOMANDA – Ho capito, va bene. E perché la sua ragazza avrebbe
    dovuto pagare, tra virgolette, questa vicenda, e non
    lui?
    RISPOSTA – Perché lui, risultando, cioè, nei terminali delle
    forze di polizia…
    DOMANDA – E il Maresciallo sapeva questo fatto?
    RISPOSTA – Guardi, questo qui non lo so.
    DOMANDA – Senta, poi quando mi risulta, però posso sbagliarmi,
    che un Carabiniere, un appartenente alle forze
    dell’ordine, quando fa una denuncia querela per fatti,
    ovviamente, inerenti al proprio servizio, non per fatti
    privati, deve informare i propri superiori. Vi risulta,
    può essere che mi sbagli…
    RISPOSTA – Certo.
    DOMANDA – Le risulta questo fatto, per fatti inerenti, ripeto,
    al proprio operato, non per fatti privati, lei ha
    informato il Maresciallo Montino, o altri superiori, che
    avevate intenzione, lei e Spadaccia, di sporgere una
    denuncia per questi fatti?
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    RISPOSTA – Cioè, penso di sì, l’abbia fatto l’appuntato
    Spadaccia, essendo lui il capo pattuglia, quindi, lui
    il…
    DOMANDA – E chi ha informato Spadaccia?
    RISPOSTA – Penso superiormente il nostro comandante di reparto
    e poi…
    DOMANDA – Cioè?
    RISPOSTA – Adesso… c’era il…
    DOMANDA – Montino, no?
    RISPOSTA – No, il Maresciallo Montino appartiene alla
    stazione, noi siamo…
    DOMANDA – Alla stazione…
    RISPOSTA – Al Nucleo Operativo Radio Mobile.
    DOMANDA – Quindi, chi è stato informato di questa intenzione
    di sporgere questa denuncia querela?
    RISPOSTA – Il nostro comandante, il Maresciallo Cappello
    Gianfranco e poi…
    DOMANDA – Il Maresciallo Cappello Gianfranco.
    RISPOSTA – Sì, che era il nostro comandante di reparto,
    all’epoca dei fatti.
    DOMANDA – E quando?
    RISPOSTA – Guardi, questo qui non glielo so dire, non lo
    ricordo.
    DOMANDA – Non subito, però.
    RISPOSTA – Torno a ripetere…
    DOMANDA – Come mai questa denuncia querela non l’avete fatta
    subito?
    PUBBLICO MINISTERO
    DOMANDA – Ecco, dagli atti, io…
    RISPOSTA – Guardi…
    DOMANDA – Io le chiedo, perché risulterebbe una certa
    cronologia, e cioè, i fatti sono del 20 ottobre 2005…
    RISPOSTA – Sissignore.
    DOMANDA – Ecco, e il signor Daniele Dario…
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    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Fa ricorso al Giudice di Pace, contro le
    contravvenzioni, e i ricorsi sono del novembre 2005, 07
    novembre 2005.
    GIUDICE – Sì.
    DOMANDA – La sua denuncia, insieme a quella del collega
    Spadaccia, la denuncia lei la deposita, è in data 20
    gennaio 2006.
    GIUDICE – Ecco.
    DOMANDA – E la denuncia ha la stessa data, e lo stesso
    contenuto di un rapporto, di un rapporto, sempre fatto
    da lei e dal suo collega Spadaccia…
    RISPOSTA – Sì.
    DOMANDA – Che era un rapporto avente oggetto, in sostanza,
    delle controdeduzioni al contenuto dei ricorsi di
    Daniele Dario, perché lo stesso 20 gennaio 2006 voi,
    appunto…
    GIUDICE – Ecco, allora, il punto è questo, succede…
    PUBBLICO MINISTERO – Praticamente, questo è indirizzato, mi
    pare, al Giudice di Pace.
    GIUDICE
    DOMANDA – Sì, allora, il punto è questo.
    RISPOSTA – Mi dica, Giudice.
    DOMANDA – Praticamente, questa iniziativa, di fare questa
    querela, di sporgere questa denuncia querela è del
    gennaio del 2006, cioè, è di ben oltre successiva,
    anche, appunto, è nei termini di legge, ai fatti
    successi. Se lei, appunto, ha ritenuto di essere offeso,
    ha ritenuto che questa persona, appunto, vi aveva
    cercato di convincere di dire che era un’altra persona
    alla guida e quant’altro, perché non l’avete fatto
    subito questa relazione di servizio, in cui, appunto, si
    diceva questo, perché non avete fatto subito questa
    denuncia e, invece, questa denunzia è stranamente
    R.G. 53/08 – 23/04/2009 c/ DANIELE DARIO
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    successiva ai ricorsi al Giudice di Pace del signor
    Daniele. Va bene, non sa rispondere.
    RISPOSTA – Guardi, dottoressa, non è che non so rispondere, è
    che, sinceramente…
    DOMANDA – Chi l’ha presa questa iniziativa, a gennaio, di fare
    questa denunzia querela?
    RISPOSTA – Ci siamo, mi sono consultato con il mio collega e…
    DOMANDA – Lei sapeva che c’erano stati questi ricorsi al
    Giudice di Pace?
    RISPOSTA – Sì, lo sapevo…
    DOMANDA – Lo sapeva.
    RISPOSTA – Perché su richiesta delle contravvenzioni…
    GIUDICE – Va bene, per me può bastare, grazie, poi trarrò le
    mie conseguenze all’esito del dibattimento, bene, la
    ringrazio.

    Tragga ognuno le proprie conclusioni. Dario Daniele