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Duecento bambini della Realdo Colombo alla Casa dell’Accoglienza per la marcia “Colombo per la pace»

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Nella festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, circa 200 bambini della scuola “Realdo Colombo” di Cremona hanno visitato martedì 4 ottobre la Casa dell’Accoglienza, guidati dal direttore don Antonio Pezzetti, dal collaboratore don Maurizio Ghilardi e da Nicoletta Doria Colonna operatrice della Caritas Cremonese. È consuetudine che la scuola cremonese organizzi in questa data una marcia denominata “Colombo per la pace” e quest’anno è stata scelta la Casa di via S. Antonio del Fuoco per concludere idealmente un progetto di formazione denominato “Otto modi per cambiare” ideato dalla FAO all’interno dell’iniziativa “Zero Poverty”. Gli incontri stati organizzati insieme alla Caritas Cremonese e hanno toccato temi sociali importantissimi come l’accoglienza dello straniero e la necessità di stili di vita sobri e solidali. Durante la mattinata i ragazzi hanno consegnato del materiale scolastico che sarà utilizzato anche dai 115 profughi ospiti della struttura, impegnati in corsi di lingua italiana.

Sono giunti intorno alle 9.30, in fila per due, preceduti dal labaro della scuola e dalle bandiere d’Italia e della pace. Era circa 200 i bambini della scuola “Realdo Colombo” di Cremona che hanno fatto visita alla Casa dell’Accoglienza di Cremona, dopo una marcia simbolica dedicata alla pace, nella festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, e grande uomo di concordia e fratellanza. Non è una novità, ogni anno, infatti, l’istituto cremonese, in questa data, organizza una marcia denominata simpaticamente “Colombo per la pace”, attraverso la quale invita gli alunni a riflettere su temi sociali fondamentali. «Quest’anno – spiega don Pezzetti – gli insegnanti hanno scelto di terminare il loro cammino simbolico alla Casa dell’Accoglienza per concludere idealmente un percorso di formazione iniziato l’anno passato in collaborazione con la Caritas Cremonese denominato “Otto modi per cambiare” e che si situa all’interno del grande progetto di sensibilizzazione contro l’indigenza denominato “Zero Poverty” promosso dalla FAO».

Accolti da don Pezzetti, da don Maurizio Ghilardi e dall’operatrice Caritas Nicoletta Doria Colonna, bambini e maestri hanno anzitutto offerto un canto – “Viva la gente” – nel cortile della Casa come omaggio agli ospiti presenti. Sorpresa e commozione soprattutto per i profughi fuggiti dalla Libia e alloggiati da qualche mese nelle opere segno di Caritas Cremonese. Per loro un cartoncino colorato con la spiegazione dell’iniziativa. Don Pezzetti ha quindi dato il benvenuto all’allegra e chiassosa “brigata” ricordando l’importanza del valore dell’accoglienza e dell’accettazione del diverso, oltre che dell’impegno per la pace, secondo l’esempio di San Francesco.

È seguita quindi la consegna del materiale scolastico raccolto in queste settimane dagli alunni: servirà ai 115 profughi che, proprio in questi giorno sono impegnati nei corsi di italiano. Don Pezzetti non vuole entrare nella polemica sul mancato riconoscimento per quasi tutti dello status di rifugiato, anche perchè l’iter non si è ancora concluso e dalla commissione governativa si passerà al giudizio del tribunale, ma tiene ad evidenziare la loro progressiva integrazione nel tessuto cittadino: «A parte l’impegno che ci mettono nell’imparare la nostra lingua, queste persone saranno presto impiegate in lavori socialmente utili, così come concordato dalla commissione provinciale coordinata dalla Prefettura. Intanto diversi di loro hanno collaborato con diverse associazioni di volontariato».

La festa con i bambini è continuata nella sala mensa della Casa dove gli stessi profughi hanno servito una piccola merenda agli scatenatissimi ragazzi. Per tutti loro, in omaggio dalla Casa, la preghiera semplice di San Francesco. «Il progetto “Otto modi per cambiare” – spiega l’operatrice Caritas Nicoletta Doria Colonna – ha permesso ai bambini  di conoscere le attività che si svolgono nella Casa dell’Accoglienza. Alcuni incontri, infatti, sono stati dedicati alla visita della mensa, dell’ambulatorio, del dormitorio; ma poi si è parlato anche del riciclo degli abiti, di stili di vita sobri e solidali, dell’importanza delle vaccinazioni, della necessità di mangiare di tutto e soprattutto del dovere di non buttare via niente. È stata una bella esperienza che ha permesso a questi ragazzi di aprire i loro orizzonti e di vedere le necessità di un mondoin difficoltà. Siccome sono alunni molto intelligenti hanno capito che le cose si possono cambiare partendo da se stessi, da come si vive la propria vita, da come si spende e si consuma».

 

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