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Linea Milano-Mantova, ennesima giornata nera All’andata pigiati come sardine, al ritorno addirittura senza treno

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All’andata stretti come sardine. Al ritorno addirittura senza treno. Ecco l’ennesima giornata nera dei pendolari sulla linea Milano-Mantova. Nella mattinata sul convoglio partito da Cremona alle 7.34 (non un Vivalto, dunque ad un solo piano), ben tre carrozze al buio hanno costretto i viaggiatori a stare stretti ed in piedi per la gran parte del tragitto. «Stamattina eravamo ammassati come animali – commenta Pippo Superti, direttore di Anci Lombardia e pendolare -. Carrozze in stato pietoso, ritardi e scarsa manutenzione sono i nostri problemi quotidiani. Ormai anche i ferrovieri latitano sul convoglio: pochi passano a controllare i biglietti. Non ho parole, nessuna azienda tratterebbe così i propri clienti».
Nel pomeriggio, ulteriori disagi. Un treno merci (non di Trenord) si guasta tra Piadena e Bozzolo e la linea va in tilt. Tra le ore 15 circa e le 17.50 i treni regionali Trenord sulla Cremona-Mantova subiscono ritardi medi di 30 minuti e 9 soppressioni, di cui due totali. Così, il treno delle 17.15 da Milano viene cancellato. I pendolari di ritorno a Cremona sono dirottati su un convoglio diretto a Bologna con fermata straordinaria alla stazione di Codogno. Qui i viaggiatori salgono su un treno-navetta ordinario (quindi non pensato per l’urgenza), stipati in sole tre carrozze. Il piccolo convoglio dovrebbe partire alle 18.10, ma alle 18.18 non si è mosso dalla stazione di Codogno. Finalmente, l’avvio alle 18.25 (15 minuti di ritardo), direzione Cremona con stop anche nelle piccole stazioni. Maleo, Pizzighettone, Ponte Adda, Acquanegra, Cavatigozzi. «Io devo andare a Piadena – dice di nuovo Superti – e non so come fare, dato che questo treno si ferma in città».
Ora dell’arrivo effettivo a Cremona: 18.58, invece che 18.20. Un’ora e quarantacinque di tragitto con un cambio imprevisto. Uno per alcuni, due per altri. I pendolari diretti in stazioni successive a Cremona sulla linea, infatti, devono salire sul terzo convoglio del lungo viaggio, il treno partito da Milano alle 18.20 e diretto a Mantova. «Non ci fidiamo – conlcude Superti, finalmente giunto a Cremona – Ci facciamo venire a prendere in macchina per essere sicuri».
«Questa volta non è colpa nostra – dicono da Trenord -. Oggi ci sono stati numerosi disagi, ma il problema non era causato da noi». «La situazione è sempre peggiore – commenta Alessia Manfredini, consigliere comunale per il Pd e pendolare -. Il materiale rotabile è vecchio, il sovraffollamento è all’ordine del giorno e si registra l’assenza totale di programmazione del materiale per le fasce dei pendolari. Possibile che nessuno intervenga?».
Quello appena raccontato non è certo il primo di una serie di “calvari” dei pendolari cremonesi, infatti, giunge a pochi giorni di distanza da un’altra giornata no, quella del 14 ottobre quando la corsa delle 6.58 non era riuscita a raggiungere Milano, creando una serie di problemi a catena.

Greta Filippini

 

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Commenti
  • IL BLOG DEL PROFETA

    Due anni fa, ero appena nato, il mio inventore Flaminio scriveva: cremonesi, io vi esorto alle Storie, non fatevi infinocchiare dalle proteste per il Pendolino che vi saluta, la vostra capitale è Milano, Roma riguarda trenta ricchi. Si facciano portare in auto a Piacenza. I Padroni delle Ferrovie vi imbrogliano. Accolgono le vostre richieste, voi dimenticate Milano che resta il tradizionale treno del Far West, dopo un quarto d’ora cancellano la navetta per Piacenza e voi restate in secca. Difatti.
    Oggi l’unica speranza è l’assessore Francesco Bordi, ecologista tenace. Per la bella stagione sta preparando le biciclette per il Cremona-Milano e ritorno: il tempo all’incirca è lo stesso del treno.

    Cremona 21 10 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info