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Aziende agricole in trincea contro il freddo anche nel cremonese

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Aziende agricole in trincea contro il “Buran” il vento freddo in arrivo dalla Siberia che farà scendere il termometro molti gradi sotto lo zero. Nelle stalle con le mucche da latte – spiega la Coldiretti Lombardia – gli allevatori o svuotano completamente le condutture degli abbeveratoi per evitare che gelino e si spacchino oppure lasciano sempre un filo d’acqua in modo che il passaggio costante scongiuri la formazione di ghiaccio. Nelle aziende con i suini – aggiunge la Coldiretti Lombardia – il riscaldamento sta andando a pieno regime soprattutto nelle zone parto con le scrofe con i piccolini, mentre nei reparti con i maialini svezzati c’è chi ha schierato anche i “missili anti gelo”, apparecchi portatili che soffiano aria calda nell’ambiente.

“Le mucche adulte non soffrono tanto per il freddo – spiega Carlo Franciosi, allevatore di vacche da latte a Ossago (Lodi) e Presidente della Coldiretti di Milano Lodi e Monza Brianza – mentre i vitellini bisogna tenerli su paglia ben asciutta e al riparo dai venti. Per quanto riguarda le strutture, il problema principale riguarda le condutture d’acqua per gli abbeveratoi, che vengono svuotate oppure lasciate sempre aperte in modo che non ghiaccino”.

Nelle aziende con i suini invece i costi del riscaldamento in questi giorni stanno andando alle stelle. “Nonostante le strutture coibentate, abbiamo dovuto aumentare almeno del 50 per cento il consumo di gasolio – spiega Giannenrico Spoldi, 41 anni, allevatore di Trigolo nel Cremonese, che ha 400 scrofe e 5000 esemplari adulti – in particolare la temperatura deve restare fra i 18 e i 22 gradi nelle sale parto con i suinetti appena nati e lì il riscaldamento sta andando a pieno regime. Nelle parti dove ci sono i suinetti svezzati abbiamo messo in funzione i “siluri” che sparano aria calda nell’ambiente”.

Mentre ai maiali già grandi – spiega ancora la Coldiretti Lombardia – viene data una razione supplementare di calorie, aumentando la percentuale di mais nel pasto quotidiano, in modo che resistano meglio all’assedio del gelo.

 

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