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Nottata gelida (-9) in città Domani sarà ancora peggio (-13) ma il record è stato a Piacenza (-15)

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Questa notte il termometro ha toccato i -9 gradi, temperatura davvero insolita per la nostra città. Una simile non veniva registrata da diversi anni. Ma attenzione perché questa notte la temperatura minima prevista è di -9 con una massima nella mattinata di domani intorno a -2. La nottata più fredda dovrebbe essere quella tra domenica e lunedì in cui le previsioni atmosferiche indicano addirittura un -13 per la città. Nonostante il gelo, però, non si registrano situazioni critiche sulle strade. Le previsioni sono buone con ampie schiarite sul nostro territorio. Il tempo della neve, almeno per ora, sembrerebbe finito. L’allerta resta per il ghiaccio, specie per quanto riguarda i percorsi pedonali.

A Bergamo nella notte tra venerdì e sabato si è registrato -10. Record a Piacenza con -15 in periferia la temperatura è scesa a meno 15 gradi sotto zero: il picco mimino è stato registrato intorno alle 2. Ecco l’elenco, la località più glaciale – sempre tra quelle monitorate dal’Aeronautica Militare – è stata Pian Rosà (in Valle d’Aosta) con -23. Alghero 2, Ancona -1, Aosta np, L’Aquila -4, Arezzo -3, Bari 2, Bergamo -10, Bologna -7, Bolzano -6, Brescia -7, Brindisi -9, Cagliari 3, Campobasso -5, Capo Palinuro 8, Catania 6, Catanzaro 9, Enna 1, Ferrara -4, Firenze -3, Forlì -5, Gela 8, Genova -1, Grosseto -2, Imperia 1, Lamezia Terme 6, Latina 2, Lecce 7, Marina di Ravenna -2, Messina 9, Milano -9, Monte Cimone -16, Napoli 1, Olbia 3, Padova np, Palermo 10, Parma -11, Perugia -3, Pescara 0, Piacenza -15, Pian Rosà -23, Pisa -3, Potenza np, Reggio Calabria 10, Roma Ciampino -1, Roma Fiumicino -1,  Siracusa 14, Taranto 3, Termoli 1, Torino -10, Trapani 9, Trento Paganella -19, Treviso -7, Trieste -6, Udine -4, Venezia -4, Verona -8.

Le statistiche ricordano gli anni più freddi del passato in provincia di Cremona: il 1956, il 1963, il 1985 con la colonnina che andò a -19.  Il Corriere della Sera ricorda poi un – 21 nel 1929, il 15 di febbraio, con il Po ghiacciato e con la gente che accorreva lungo le sponde a vedere nella parte centrale del fiume non ancora ghiacciata, la corrente che trasportava lastroni di ghiaccio. Le cronache antiche ricordano  ricordano come gli anni più rigidi,  in cui il grande fiume divenne un’immensa lastra gelata,  il 1126, 1234, 1304, 1549.  Anche nel ‘700 e nell’800 il fiume gelò, ma le gelate medievali e quella del ‘500 rimasero proverbiali. E la cosa non deve meravigliare: l’alveo del fiume a quei tempi era più largo, l’acqua scorreva più lenta di oggi, forse due miglia all’ora, vale a dire meno di quattro chilometri in un’ora, in alcuni punti era quasi stagnante, per cui era più facile che si solidificasse.

 

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