Esposizione defunti, approvata modifica per usare anche luoghi della comunità
L'emendamento approvato permette l'esposizione dei defunti a bara aperta in luoghi pubblici, cercando di rispondere alle esigenze delle comunità locali e delle famiglie
Egr. Direttore
in consiglio regionale abbiamo modificato la normativa in merito all’esposizione dei defunti che prevede di riaprire la possibilità di esporre “a bara aperta” il defunto in altri luoghi oltre alle case private e le case del commiato, come le sale delle Rsa o delle piccole chiese utilizzate a questo scopo ma ad oggi vietate da recente regolamento che ha creato non poche difficoltà ai cittadini. Ed è questo il motivo per cui le scrivo. Non solo per informare circa una decisione presa a livello legislativo regionale ma soprattutto perché riguarda un tema molto delicato e sensibile.
La modifica apre questa possibilità ai Comuni montani e, poer tutti gli altri, tra cui quelli della nostra provincia, ai Comuni sotto i 5.000 abitanti, a patto che in questi non sia già presente una casa funeraria e nel rispetto della normativa igienico-sanitaria.
Sono restrizioni, queste, che personalmente non condivido né riguardo alla dimensione del Comune né al legame con l’iniziativa privata degli operatori, ma la scelta era tra lasciare tutto com’è – e quindi l’impossibilità di esporre a bara aperta il defunto – o accettare un compromesso votando questo emendamento, convinti che si dovesse aprire una breccia nel regolamento.
L’emendamento infatti consente, previa autorizzazione comunale, l’esposizione del cadavere (quindi dopo l’effettuazione dell’accertamento di morte effettuato mediante tanatogramma ed entro le 24 ore dal decesso) in un luogo scelto dai familiari all’interno della propria comunità.
Credo sia da leggersi come un primo passo avanti, perchè il lavoro non è finito.
Attraverso infatti l’approvazione sempre in Consiglio di un ordine del giorno unitario abbiamo votato l’impegno di approfondire tutta la normativa funeraria vigente entro il 30 ottobre 2026, attivando un gruppo di lavoro tecnico-politico.
È necessario trovare un punto di incontro che tenga conto del rispetto dei criteri igienico-sanitari già stabiliti a livello nazionale, la legittima richiesta dei cittadini di poter dare l’ultimo saluto ai loro cari defunti in un luogo prossimo alla loro residenza, anche utilizzando luoghi come le camere mortuarie delle Rsa o piccole chiese presenti nei nostri Comuni.
Matteo Piloni. Consigliere regionale Pd