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Ecco perchè la grande quercia va salvaguardata

Lettera scritta da Elisabetta e Paola

Sig. Direttore, esprimiamo il nostro parere  in riferimento alla costruzione del terzo ponte sul fiume Po. A nostro avviso oggi siamo veramente saturi di strade nel senso che ormai la rete urbana include gran parte del nostro territorio. Chissà come mai si pensa sempre alla costruzione di case, strade, in questo caso ponti, nuove autostrade, e mai a creare oasi per la tutela del nostro ambiente.

Quelle poche che ci sono attualmente, certamente non bastano…

Il nostro territorio è sempre più sfruttato, ma bisogna mettere un freno a tutto ciò e pensare che noi non siamo gli unici a vivere su questo pianeta, tutte le altre forme di vita che vivono in contemporanea con noi  e che l’uomo ritiene inferiori o di poco conto..(come le piante), sono arrivate molto tempo prima di noi…e per questo meritano rispetto. Si è detto che motivo c’era di contestare tanto la costruzione di questo terzo ponte per tutelare una semplice quercia…?

Vorremmo ricordare che si tratta di uno dei pochissimi esemplari secolari che è rimasto nelle nostre zone. Per questo motivo andrebbe rispettato e tutelato e non messo da parte per la costruzione di un ponte che porterebbe un ulteriore inquinamento…ci auguriamo solo che se esso sarà comunque realizzato sia fatto nel più alto rispetto dell’ambiente , quercia compresa.

 

Piccolo Elisabetta e Paola Lazzari

 

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Commenti
  • sandra

    Nulla vieta di salvare nonna quercia e costruire il terzo ponte mettendo tutti d’accordo.

    • amelia

      Ma tu leggi gli articoli o solo i titoli e le prime 2 righe?? Dal tuo commento mi sembra che tu non abbia capito il senso della lettera… potresti comunque evitare di commentare gli argomenti che non ti interessano.

      • sandra

        Primo: non si puo’ obbligare nessuno ad appassionarsi alla sorte della quercia. Per chiarezza : x me e’ piu’ importante il terzo ponte.
        Secondo: se un argomento mi interessa e se intervenire lo decido io.
        Cordialmente.

        • danilo

          la franchezza va sempre apprezzata. Di questi tempi poi, con tutti gli ipocriti che ci sono in giro…

          • amelia

            Quale franchezza? La vostra è una mistificazione: volete far credere che, salvata la quercia, i problemi generati dal terzo ponte sarebbero risolti, ma non è così. Anche se la pianta alla fine non sarà abbattuta per il passaggio della nuova strada, la battaglia per “nonna quercia” ha sollevato esigenze di salvaguardia territoriale che sono inconciliabili con la realizzazione del terzo ponte. Non si tratta di un problema di viabilità, perchè a questo proposito ci sono alternative che non sono state minimamente considerate. Come al solito è una questione di soldi (200 milioncini di euro) e di sfruttamento insostenibile e miope del territorio. I vostri interventi sono a senso unico, fatti di affermazione perentoria delle vostre convinzioni, a differenza di quelli degli ambientalisti (che tanto detestate) che sono invece molto più argomentati.

          • fede

            la franchezza vale , da sola, piu’ di mille elucubrazioni.

          • giorgio

            Mah, secondo me, in una discussione, la “franchezza” dell’affermare le proprie preferenze, senza portare argomenti a supporto, non vale nulla (anzi, credo sia pure dannosa perchè non fa altro che cercare la “rissa” per impedire la messa a fuoco dei ragionamenti).

          • sandra

            E’ incredibile come non si possa esprimere un’ opinione non in linea con le correnti degli oltranzisti ambientalisti , che si viene subito insultati. Ad ogni modo io non rinuncio alle mie idee ne ad esprimerle.

  • danilo

    Tutti hanno il dovere civico di essere interessati al dibattito relativo alla costruzione di una grande infrastruttura. Ed e’ apprezzabilissimo che ci sia così grande sensibilità verso i temi ambientali da farli passare in primo piano rispetto all’opera stessa.
    Però non siamo in piazza Tienanmen con il caro albero che costituisce l’ultima barriera tra la dittatura del cemento e il rispetto dell’ambiente.
    Occorre cercare una soluzione, comunque la si pensi . Io , ad esempio, sono favorevole al ponte ma anche a rispettare la sensibilità delle persone verso la grande , simbolica, pianta. Possibile che non possano proprio coesistere ?

  • sandra

    X essere ancora piu’ chiari, se possibile, se vogliamo salvare la quercia, bene. Ma se dobbiamo scegliere se tenerci la quercia o avere il nuovo ponte, io sono x il ponte. Senza rimorsi.Senza sensi di colpa. Senza alcun interesse privato.Ma soprattutto con immensa soddisfazione.

    • mina

      Visto che continui ad infestare il sito con una pletora di interventi di questo tenore, non resta che farti notare, FRANCAMENTE, che, di cosa ti soddisfi immensamente, non importa niente a nessuno.

      • sandra

        Davvero?

    • amelia

      …Aggiungo e ripeto per la seconda volta che la sig.sandra non legge nè gli articoli nè i commenti degli altri…oppure legge tutto ma non capisce, e procede come uno dei suoi amati schiacciasassi…argomentare in queste condizioni risulta assai poco costruttivo. Quindi lasciamole le sue belle soddisfazioni, attualmente, per come vanno le cose, ne riceverà tante…IO E CHI LA PENSA COME ME continueremo a dire la nostra e a proporre alternative per un mondo diverso, dove prevalga la logica di un buon senso per il BENE COMUNE piuttosto che la soddisfazione di pochi ed i profitti dei “soliti”.

      • danilo

        Mi permetto di suggerirLe che forse la ricerca del bene comune passa anche attraverso la realizzazione del ponte , una grande opera intorno alla quale vorremmo vedere stringersi, anzichè diversi ,la comunità.
        Non riesco a trovare tracce di barbarie nella costruzione di un ponte, ma solo una grande tensione verso il progresso, verso una migliore qualità della vita.
        Certi ” no e basta ” mi trovano sinceramente perplesso.

        • amelia

          Certamente, una comunità deve discutere, confrontare idee diverse, per tentare di scegliere il “bene comune”; non sono per il “pensiero unico”, nè per il “no e basta”, già altri contributi, su questo sito, hanno evidenziato che, per raggiungere gli obiettivi che ci si prefigge con la costruzione del terzo ponte, esistono diverse opzioni alternative (alcune anche sostenute da illustri studiosi), meno pesanti in termini di risorse pubbliche e di consumo del territorio (anche questi sono “beni comuni”, no?). Il terzo ponte è un progetto proposto da alcuni “soggetti forti”, proprio perchè va incontro ai LORO interessi, poi l’idea potrà trovare anche consensi nella società civile, ma non credo possa essere considerata l’unica praticabile e da accettare in modo acritico da parte di tutti. Dovrà anche ammettere che, da sempre, la nostra società non si basa certo sulle idee degli “ambientalisti”, che si trovano regolarmente a subire modelli imposti da altri, ma si trovano anche assurdamente tacciati di riuscire ad ostacolare il cosiddetto “progresso” (ma quando mai??). Un “progresso” che non tien conto dei limiti delle risorse naturali e che si basa sul loro consumo progressivo (anche il territorio è una risorsa finita… e non rinnovabile) mi sembra però illusorio e difficilmente identificabile col bene comune.

      • sandra

        ” io e chi la pensa come me” e’ un concetto un po’ impegnativo, cara, implica il concetto di pensare…

        • amelia

          A questo punto mi ritiro inchinandomi all’Einstein della Bassa Padana, nonchè unica detentrice del pensiero; quando finalmente ti degnerai, cara Sandra, di illustrarci i ragionamenti (se per te non è parola grossa…) su cui basi le tue affermazioni, sarà una scoperta per tutti.

  • sandra

    Intanto l’ iter x la realizzazione del ponte sta facendo grossi passi avanti.Sono contemplati interventi x mitigarne l’ impatto ambientale e sta procedendo spedita anche la fase progettuale. Speriamo si arrivi presto alla fase realizzativa!

  • simone

    la Grande Quercia non è, di per sè, per quanto di altissimo valore per l’identità del territorio e l’ecosistema, l’unica questione in gioco del Terzo ponte.
    La Quercia è il simbolo di un territorio molto pregiato e altrettanto fragile, che chiede il massimo rispetto e serietà prima di essere modificato dall’uomo.
    Ebbene: la mancanza di alternative, i flussi di traffico (stime di 10 anni fa, mentre dal 2008 esiste un sistema di rilevazione del traffico nella zona) e i costi dell’opera (fissati nel 2000, mentre il progetto definitivo è del 2010) non giustificano, oggi, la devastazione del PO e di 3 zree protette dall’Unione europea, né di sperperare oltre 200 milnnoi di euro pubblici.

    • fede

      Non condivido. Questo è un investimento fondamentale per ‘economia cremonese, altro che sperpero.

  • simone

    Ho dedicato molto del mio tempo ad analizzare il progetto del Terzo ponte, avvalendomi anche del lavoro di una trentina di esperti. Ciò che emerge dalle carte è che quest’opera non sta in piedi né per i flussi di traffico (sovradimensionati rispetto alr eale), né per i costi/ricavi che genera (la redditività è negativa). L’aspetto ambientale entra in gioco solo dopo. Ciò significa che è uno spreco. Nessuno ha mai contestato id ati che ho fornito anche pubblicamente. Se qualcuno è in grado, però, conti e flussi alla mano, di dimostrarmi il contrario, lo leggo volentieri. 🙂

  • angela

    Qui non si tratta di salvare solo una pianta. La quercia è il simbolo di un intero ecosistema, che va protetto e tutelato per il bene nostro e delle future generazioni. Il Progresso è ciò che permette di vivere in armonia. Il Terzo Ponte, oltre ad essere inutile (ci sono almeno 4 alternative meno impattanti e meno costose), è dannoso e pericoloso: porterà più traffico e attraverserà una zona ad alto rischio di incidente rilevante. Il disastro di Viareggio non ha insegnato nulla?

  • sandra

    Ed ecco puntuale spuntare il team di esperti, che dati alla mano, e’ autorizzato a sostenere tutto e il contrario di tutto.Ma non attacca…basta essere sul ponte durante il transito dei mezzi pesanti x capirne la pericolosita’.Basta aver atteso ore e ore in coda x capire l’utilita’ di un nuovo ponte. Gia’ , dimenticavo, quando si ha a che fare con esperti e ambientalisti i problemi e le esigenze delle persone comuni non sono argomenti sostenibili.

  • giorgio

    Le problematiche legate alla costruzione del ponte sono molteplici; comunque, ho visto che i proponenti il progetto del terzo ponte hanno dichiarato di essere pronti a partire. Non sembra, però, che sia stata risolta la criticità dell’attraversamento della zona industriale del porto canale, con una nuova strada che sarà incanalata in un corridoio (l’unico ancora disponibile; le scelte obbligate non sono mai le migliori), a breve distanza da diverse aziende “a rischo di incidente rilevante”. E’ logico pensare che, col nuovo ponte, il traffico pesante vi verrà deviato da quello vecchio (altrimenti, che vantaggio c’è?); alla fine si sarà semplicemente trasferito il pericolo di incidente da un posto all’altro, peraltro amplificando ulteriormente i rischi; bel risultato.

  • danilo

    Come sostenuto da troppi anni, il vecchio ponte, seppur rabberciato, non è in grado di reggere il traffico dei tir. E ora come la mettiamo con il no a un terzo ponte più moderno e, ovviamente , meno rischioso per la vita delle persone ?

    • giorgio

      Non cambia nulla, per il traffico pesante c’è già il “secondo ponte”, il traffico leggero a breve-medio raggio continuerà a usare il ponte di ferro, non si sposterà comunque a Spinadesco nemmeno quando ci sarà il terzo ponte.