Cronaca

“Fa fallire le aziende che gestisce”: commercialista diffamata, condannato imprenditore

Nel 2022, il 48enne cremonese aveva postato una recensione sotto la pagina Google della professionista scrivendo frasi calunniose e non corrispondenti al vero

Il Tribunale di Cremona
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Mille euro di pena pecuniaria e un risarcimento di duemila euro come provvisionale. E’ la condanna inflitta dal giudice a un imprenditore cremonese di 48 anni finito a processo per aver diffamato online una commercialista, postando, nell’ottobre del 2022, una recensione sotto la pagina Google della professionista, nominata amministratrice giudiziaria della società dell’imputato. Per il 48enne, il pm onorario aveva chiesto tremila euro di multa.

“Un’incapace, si crede una grande commercialista, fa fallire le aziende che gestisce per sport per fare concordati, fallimenti, ecc. Un pessimo amministratore giudiziario, vuol fare provviste dei miei beni, sta rincitrullita. Poi quando ci sarai riuscita spero che ti ingozzi con i miei soldi fino a soffocarti. Ciao vacca”.

Queste le frasi diffamatorie postate dal 48enne, in aula difeso dal legale Alessandro De Nittis. La vittima, invece, era parte civile attraverso l’avvocato Andrea Barbieri, che aveva chiesto un risarcimento di ventimila euro.

“La mia assistita svolge da 20 anni la funzione di curatrice fallimentare con professionalità e precisione, come dimostrano i numerosi incarichi ricevuti negli anni, e gode di rispetto e stima da parte degli organi della procedura proprio per la sua precisione e competenza”, ha sostenuto la parte civile.

L’avvocato Barbieri ha definito quelle frasi “gratuite, calunniose e diffamatorie che hanno suscitato nella vittima un forte imbarazzo e sconforto anche a causa delle condotte canzonatorie dei colleghi, che, leggendo la recensione pubblicata sul sito Internet, si erano fatti beffa di lei. La situazione è diventata insostenibile, tanto che la mia assistita ha chiesto a più riprese la rimozione delle frasi diffamatorie presenti sulla pagina Google”.

Il legale ha anche sottolineato che il contenuto “gravemente diffamatorio delle offese” è stato “aggravato sia dall’ampia diffusione che la pubblicazione su un sito internet ha permesso, sia dal fatto che la commercialista sia stata colpita sugli aspetti professionali. Le sono stati attribuiti abusi di potere ben lontani dal vero e profondamente lesivi della propria professionalità e della sua funzione di pubblico ufficiale“.

La difesa dell’imputato ha invece puntato sull’assenza di prove a dimostrazione della paternità di quel post da parte del 48enne. “Non c’è certezza che l’autore sia lui“, ha detto l’avvocato De Nittis. “Non è nemmeno certo il giorno della pubblicazione, non sono state fatte indagini sull’account. E’ stata solo acquisita la querela senza che fossero state effettuate attività di indagine”. Ma il giudice è stato di altro avviso.

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