Commenta

Festival Monteverdi, biglietti per singoli concerti in vendita da sabato 17

enrico-dindo

– nella foto il violoncellista Enrico Dindo, in scena il 10 e l’11 maggio

Da sabato 17 marzo al teatro Ponchielli di Cremona saranno posti in vendita i biglietti per i singoli concerti del Festival Monteverdi 2012, secondo le seguenti modalità: distribuzione delle contromarche alle ore 9.30 e apertura della biglietteria ore 10.30. (vai al programma del Festival).

IL FESTIVAL “MONTEVERDI” 2012

La musica, nelle corti e per le strade, nelle sale patrizie e nei teatri, ma anche nelle chiese, è  sempre stata legata ad un evento, concorrendo essa stessa a dargli forma e risonanza. E non solo da quando Ottavio Rinuccini, fiorentino (di lui ricorre quest’anno il 450° anniversario della nascita), “fu il primiero che in sulla scena conducesse a rappresentarsi favole cantate”, componendo i primi libretti d’opera della storia, compreso quello dell’Arianna di Monteverdi. Anche la chiesa è ricorsa alla musica per rendere attraente il rito, affidandole funzioni di richiamo dei fedeli.

La musica-spettacolo in epoca barocca: è questa una sorta di fil-rouge che accompagna una parte considerevole degli appuntamenti inseriti nel cartellone 2012 del Festival di Cremona Claudio Monteverdi.

Sul versante del sacro sono alcune Messe – le parti fisse dell’Ordinarium, vero e proprio “genere” musicale – a dar conto della teatralità della musica. In cartellone troviamo dunque un esempio di polifonia fiamminga, con quella curiosa Missa “Mort m’a privé” che Thomas Crecquillon, maestro alla corte imperiale di Carlo V, compose in morte della regina Isabella. (Ensemble Gallicantus, straordinario gruppo “a cappella” formatosi con cantanti provenienti dai ranghi dei Tallis Scholars e dei King’s Singers). Ancora, una delle composizioni più stravaganti del Barocco italiano: la Messa sopra  “Ecco sì beato giorno” di Alessandro Striggio – padre dell’autore del libretto dell’Orfeo – a quaranta parti reali, associata a mottetti a doppio coro di Monteverdi e Orazio Benevoli (Le Concert Spirituel di Hervé Niquet, ensemble tra i più in vista oggi in Europa per l’interpretazione della prima stagione barocca). E poi la Messa “Assumpta est Maria”, scritta da Giovanni Pierluigi da Palestrina al declinare del XVI secolo, quando il Concilio di Trento aveva già dettato le sue rigide regole in materia di musica liturgica (The Tallis Scholars, il miglior ensemble “a cappella” del mondo, in società con il Coro Costanzo Porta di Cremona, dopo l’esaltante esperienza del Festival 2011).

Quindi, con un balzo di oltre due secoli e mezzo, incontriamo la Petite Messe Solennelle, composta da Gioacchino Rossini, quando la Missa dei musicisti aveva da tanto tempo abbandonato ogni connotazione liturgica,  quale personale contemplazione del mistero, in una dimensione cameristica che ne esalta il carattere di riflessione intima. (Andrea Lucchesini con il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia e un gruppo di eccellenti solisti).

Musica sacra con forte propensione alla spettacolarizzazione è il programma presentato sotto il titolo Via crucis che affianca, a pagine di matrice “colta”, quali quelle di Monteverdi, brani popolari, laudi spirituali ed estratti da sacre rappresentazioni (L’Arpeggiata, le voci di Raquel Andueza e Lucilla Galeazzi, L’Ensemble Barbara Fortuna, cantore della tradizione popolare corsa e mediterranea, tutti sotto la direzione di Christina Pluhar).

In ambito profano il breve excursus prende le mosse proprio da Ottavio Rinuccini, con alcune delle sue più belle “poesie” scritte per i madrigali in genere rappresentativo di Monteverdi: dal Lamento della Ninfa a Movete al mio bel suon, al Lamento di Arianna. E prosegue con una performance di grande suggestione, Era la notte, che culmina con il monteverdiano Combattimento di Tancredi e Clorinda  (Anna Caterina Antonacci, una delle voci più belle del nostro tempo, interprete assoluta dello spettacolo, con l’Accademia degli Astrusi, per la regia di Juliette Dechamps, la scena di Cécile Degos, le luci di Dominique Bruguière e i costumi di Christian Lacroix). E per chi ama le reinterpretazioni contemporanee dei grandi miti barocchi, ecco Poppea/Poppea, la creazione con cui il coreografo Christian Spuch affida alla compagnia Gauthier Dance la rivisitazione degli intrighi dell’ardente e lasciva amante di Nerone.

Il Festival elenca anche alcuni appuntamenti con la musica strumentale di grande interesse. Il primo ne costituisce una inconsueta inaugurazione: quello con il fagottista Sergio Azzolini e l’Orchestra L’Aura Soave di Cremona. In programma i Concerti per fagotto e per più strumenti, con il concorso di altri importanti solisti, il violinista Nicholas Robinson, il violoncellista Francesco Galligioni, il liutista Diego Cantalupi.

C’è poi la doppia performance del violoncellista Enrico Dindo, che nel corso di due serate presenta l’integrale delle  Suites per violoncello solo, ciclo tra i più alti della creatività di Johann Sebastian Bach, ed esaltazione delle peculiarità foniche e delle risorse tecniche di uno strumento ad arco legato alla storia gloriosa della liuteria cremonese.

E a proposito di Bach, in una serata ad ingresso libero sarà proiettato un originalissimo lungometraggio dedicato al Cantor e ad una delle sue opere più enigmatiche, L’Arte della Fuga. Sul nome B.A.C.H.,  ideato da Francesco Leprino, che ne è anche sceneggiatore e regista, salutato dalla critica in modo entusiastico, si avvale delle voci recitanti di Sonia Bergamasco e Arnoldo Foà, delle elaborazioni strumentali di Ruggero Laganà e Alessandro Solbiati, della partecipazione del pianista Stefano Bollani e di oltre cinquanta solisti di fama.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti