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Scritte sui muri, il Pd: «Più spazi abbandonati ai writers più presidio e più telecamere»

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– uno dei muri che si affaccia su piazza Sant Agostino

La recente notizia della denuncia di due giovanissimi writers al tribunale del minorenni di Brescia per aver imbrattato molti edifici con un centinaio di scritte, riporta nell’agenda politica il tema del degrado e dei segni sui muri cittadini.  Ad intervenire duramente Alessia Manfredini e Alessandro Corradi del Partito Democratico. «Due anni fa – dicono i consiglieri – il Sindaco Perri diceva: “Cremona il problema dei writers non è particolarmente evidente, se si escludono i ‘romantici’ che scrivono sui muri il loro amore”. “Il problema è risolto”. Poi una squadra anti degrado. A febbraio 2011 “Più agenti in strada e meno in ufficio, al via la riorganizzazione del Comando della Polizia Locale”. Alla luce degli ultimi avvenimenti, normale chiedersi quale sia stata fino a questo momento l’utilità della squadra antidegrado della polizia locale, varata con tanto clamore e tanto orgoglio dall’Amministrazione comunale? Che fine ha fatto l’azione delle politiche giovanili promossa gli anni scorsi a favore dei writers. Ricordiamo che l’amministrazione comunale aveva destinato alcuni spazi per la loro libera espressione. Ci pare purtroppo che questa buona pratica sia stata abbandonata di proposito».
Un intervento dell’amministrazione è la richiesta di Manfredini e Corradi. «Crediamo che il Sindaco, con anche delega alla sicurezza – concludono i democratici – debba concretamente mettere a punto una serie di cose. Innanzitutto davvero più presidio, soprattutto nelle piazze, maggiore illuminazione e utilizzo, soprattutto nelle ore notturne, delle telecamere in uso nella nostra città. Il fenomeno dei writers si combatte con intelligenza (per esempio implementare i muri abbandonati a favore dei writers) con moderazione e fermezza. Non con gli slogan e con la repressione totale».

 

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Commenti
  • enrico

    Poveri piccoli..non hanno spazi a sufficienza, ecco perchè scrivono anche sui monumenti. La soluzione di mettere più Vigili in strada poi è la “vera soluzione”! Uno in ogni piazza e via oscura a tutte le ore giorno e notte ma che diano un buffetto paterno e nulla più.
    Ora si capisce di quale cultura sono figli costoro.

    • c.

      I poveri piccolini hanno 17 anni: sarebbe ora che crescessero.Di spazio nella scatola cranica ne hanno fin troppo!!!Diamogli lo spazio che meritano e la giusta considerazione.

  • IL FALSO PROBLEMA DEI WRITERS

    Tutti diciamo qualcosa in pubblico….e in privato con un po’ di modifiche. I giovani rampanti del Pd cremonese, Alessia e Alessandro, non fanno eccezione. In pubblico sgridano il sindaco Pivetti, troppi writers, devi stare più attento. In privato chiedono al segretario Magnoli di mettere al comando della squadra pulitori il compagno Bonali, portabandiera della cultura del partito: già che c’è, corregge gli scritti.

    Cremona 28 03 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Elpidio

    … diamogli il muro delle case dei consiglieri Pd. Se sono tanto felici potrebbero farsi realizzare le opere d’arte sulle loro pareti!…

    • c.

      no no,loro preferiscono fargli imbrattare altro,ma è tutta cultura(loro)

  • c.

    quando li prendete mandateli a ritinteggiare le case dell’aler cosi’faranno qualcosa di costruttivo.Ma questo è populismo…

  • I BAFFI ALLA GIOCONDA

    Più realista del re, si potrebbe dire della sociologa Leccardi Carmen, ben più avanti dei writers intervistati dal Piccolo (foglio indipendente di sinistra di Cremona) nel giustificarli. Ho scritto bene: “giustificarli”, non il più modesto “capirli”. Basterebbe il cappello iniziale: “ i writers non sono un fenomeno di devianza, ma una forma di espressione della propria soggettività.”
    I writers, per chi si fosse persa la traduzione, sono quei ragazzini che hanno impiastricciato fin i leoni del Duomo. Perché?
    “i giovani vogliono riconquistare i propri spazi e i propri tempi, in una città che per loro è sempre più sconosciuta. Il loro desiderio è di sentirsi protagonisti della vita pubblica, che invece spesso li mette ai margini…..E’ forte, da parte loro, la volontà di far sentire la propria voce. Sta poi all’ente locale il compito di trovare il modo di dare loro quello che cercano: l’essere protagonisti dello spazio pubblico, l’avere una cittadinanza culturale e il non essere messi ai margini…..Ad esempio, se le amministrazioni comunali individuassero degli spazi appositi in cui permettergli di esprimere la propria creatività, loro non andrebbero ad imbrattare i muri.”
    Basta così, credo, anche perché soffro di una forma di rigetto a rileggere il “tutto colpa della società” dei miei anni universitari a Milano culminati nel “68.
    Vedo se riesco a tirar fuori almeno un risolino. I muri, questi giovani, li avrebbero, a casa loro, ma capisco, non acquisterebbero visibilità come pasticciando i leoni del Duomo. Nel loro sano immaginario, potessero fare i baffi alla Gioconda: sarebbero conosciuti in tutto il mondo!
    Ma la sociologa Leccardi, che tratta solo scienze umanistiche, escluse, ahimè, quelle giuridiche, per cui è facile trovare muri che non abbiano proprietari, vada a fondo della sua proposta, il muro si trova e va messo a disposizione dei writers. Ma, non essendo, credo, smisurato, come potrà essere messo a disposizione degli eventualmente numerosi aspiranti artisti, dividendo tra loro spazi, orari etc? Con delle regole, immagino. Bene, perché, tanto per abituarli, non cominciare a rispettare quelle che già ci sono, dell’ottusa società?

    Cremona 01 04 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info