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Successo della Camerata di Cremona in Duomo Eseguito il dramma sacro “Maria Maddalena" di Jules Massenet

Concerto

Ieri sera i cremonesi hanno partecipato numerosi in Cattedrale ad un eccezionale avvenimento per l’esecuzione dell’impegnativo dramma sacro “Maria Maddalena” del francese Jules Massenet, affrontato dal complesso della Camerata di Cremona sotto la direzione del maestro Marco Fracassi. Si tratta di un dramma sacro del genere oratorio-cantata in tre atti e quattro quadri, su testo di Louis Gallet ispirato alla tradizione evangelica, scritto in buona parte dall’autore durante un suo soggiorno a Villa Medici a Roma nel 1864 e completato definitivamente solo nel 1873, quando fu eseguito per la prima volta il venerdì santo all’Odéon di Parigi, suscitando l’entusiasmo del pubblico e di musicisti quali Saint-Saëns e Bizet; quest’ultimo manifesterà il suo apprezzamento con un commento scritto, ancor oggi condivisibile: “Il primo coro, la scena dell’insulto, il finale della prima parte, il coro delle serve e Méryem, il duo di Méryem e Gesù, il Pater Noster sono dei pezzi di primo ordine come ci si poteva aspettare da te, ma gli ultimi due quadri sono assolutamente ammirevoli”.

La Camerata ha saputo affrontare l’opera mettendo assieme un organico di tutto rispetto che, oltre al coro in particolare forma che ha saputo suddividersi nei vari gruppi previsti dall’autore come il coro delle donne o quello delle giovani Maddalene, oppure degli scribi o dei farisei, come anche le serve di Méryem, per poi riunirsi in coro a 4 voci miste, in un efficace dialogo con i quattro solisti rappresentanti Gesù, Giuda e Marta oltre alla protagonista Méryem, la Maddalena.

Gli interpreti di buon livello sono stati il soprano Denia Mazzola Gavazzeni, il contralto Masako Tanaka Protti, il tenore Alessandro Fantoni e il basso Riccardo Ristori.

L’orchestra ha saputo seguire le chiare indicazioni del direttore Marco Fracassi, creando un ottimo equilibrio sonoro con un coro che si è presentato in perfetta forma, mostrando un amalgama che per alcune sezioni si può considerare eccezionale.

Musicalmente, con il passaggio graduale da un inizio pastorale di un gioioso coro femminile a vari cori omofoni maschili per arrivare a momenti polifonici che preparano l’atmosfera del finale, l’opera ha un po’ il sapore di un dramma teatrale più profano che sacro; forse aveva in parte ragione l’autore nell’affermare che questa sua opera non era “né sacra né drammatica”.

A parte queste considerazioni, resta che ieri Marco Fracassi e la sua Camerata si sono impegnati per offrirci un’emozionante serata di grande musica, particolarmente ben eseguita.

Giorgio Bonali (testo e foto)

 

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