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"Non contromano ma controsenso ciclabile Rispettare le regole"

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Alcune notizie spesso provocano dibattiti accesi ed anche contrapposizioni vivaci con inevitabile alzata di toni, ed è per questo che vorrei fare alcune precisazioni:

1. La FIAB (Federazione Amici della Bicicletta) è un’associazione ambientalista, apartitica, che ha come scopo principale quello di promuovere ed incentivare l’uso quotidiano della bicicletta attraverso l’aggregazione delle persone e la promozione di campagne a favore di una mobilità più sostenibile, ed è per questi motivi riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, chiamata ai tavoli di lavoro dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e recentemente è stata scelta come interlocutrice privilegiata per l’educazione stradale e la promozione del cicloturismo scolastico dal MIUR (Ministero Istruzione Università Ricerca).

2. In FIAB ci sono numerose persone di alto profilo morale e professionale (ingegneri e architetti urbanisti, esperti di sicurezza stradale, ecc.) che da oltre 20 anni collaborano con i vari Ministeri proprio in funzione delle proprie capacità professionali

3. FIAB non ha stappato bottiglie di champagne per la circolare del Ministero, ma ha espresso grande soddisfazione perchè dopo anni e anni di richieste si è ottenuta una risposta, e solo questo è già una vittoria. La circolare esprime un parere tecnico che, conoscendo l’Italia dei mille Comuni, è in grado di soddisfare molti ma non tutti. Ogni città ha caratteristiche diverse e speciali, soprattutto nei centri storici ed è per questo che si lascia ai singoli Comuni di valutarne l’applicabilità concreta in situazioni specifiche.

4. FIAB non ha “corretto il tiro” perchè già leggendo il primo comunicato si riportavano tutti i punti toccati dalla circolare ministeriale. Forse per qualche ora c’è stata un po’ troppa euforia espressa nel volo di migliaia di twit da un blog all’altro. Anche il prestigioso Corriere della Sera non ha riportato con estrema precisione la notizia, riprendendo l’argomento caschetto per i minori di 14 anni facendo un parallelo inadeguato e proponendo un sondaggio deviante che ha creato più danni che benefici per una corretta valutazione della situazione

5. Il termine “contromano” usato e abusato in queste ultime ore, non è corretto e può generare equivoci. Parlerei piuttosto di “controsenso ciclabile” perchè in questo caso il ciclista viene autorizzato, con apposita segnaletica, a percorrere la strada in “senso contrario” al normale flusso di traffico principale, ma sempre tenendo la “mano” destra. Andare contromano è vietato mentre il controsenso è previsto dal Codice della Strada con apposita segnaletica.

6. A Cremona FIAB cercherà sempre un confronto con l’Amministrazione locale e la Polizia Municipale sui temi della viabilità e della sicurezza, per tutte le strade della città e non solo per le piste ciclabili. Il percorso per arrivare a dire che Cremona è una città veramente amica della bicicletta, è lungo ed i tempi della politica spesso non coincidono con quelli del ciclista.

7. Per ultimo FIAB Cremona rivolge un caldo invito a tutti i ciclisti cremonesi a rispettare le norme del Codice della Strada, sempre e comunque, anche quando sembrano scomode e contrarie ai nostri desideri. Non attraversate con i semafori rossi, non salite sui marciapiedi, tenete in ordine la vostra bicicletta e, soprattutto, dotatevi di fanali e giubbino rifrangente per farvi vedere di sera e di notte! Non vogliamo piangere altre perdite ma gioire della libertà della bicicletta.

 

Piercarlo Bertolotti
Presidente Fiab Cremona

 

– foto di Francesco Sessa

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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Commenti
  • Fabio

    Si si vedremo… Perche sei in bici non vuol dire che puoi fare quello che vuoi, rossi, svoltare senza guardare, circolare affincati perche devono parlare, le strisce sono pedonali e nn x i ciclisti e via dicendo…. Manca la cultura per i ciclisti italiani…

    • Fabrizio

      Non dirlo ai signori della FIAB …..

  • Filippo

    andate ad Amsterdam a capire cosa vuol dire la vera mobilità sostenibile. Siamo indietro 40 anni e siamo ancora inchiodati col nostro culo pesante su vetuste automobili.

  • Chiara

    La colpa della maleducazione stradale e del non rispetto delle regole non è della FIAB, ma della mentalità italiana…andare all’estero per capire che in bici CI VANNO TUTTI, E TUTTI RISPETTANO IL CODICE!! E le bici sono sempre privilegiate…

  • danilo

    La bici è il modo più comodo e più efficiente per muoversi in città. Bisogna averne la possibilità : possedere una bici, essere in buono stato psicofisico, non soffrire dei mali della vecchiaia, primo fra tutti l’osteoporosi, che può provocare cedimenti repentini di femore e anca con cadute rovinose per il/la sfortunato ciclista.
    Fatte queste premesse, servono strade o itinerari ciclabili, possibilmente non pavimentate con acciotolato o pavimentazioni esteticamente pregevoli ma inadatte alla circolazione ciclistica , soprattutto di chi è ” meno in forma “.
    Il traffico controsenso è un’importante conquista, ma va gestito con grande oculatezza, sia dagli automobilisti che dai ciclisti.
    Perchè maggior uso della bici si coniuga anche con maggior educazione stradale sia dei ciclisti, sia degli automobilisti, sia dei pedoni.
    Oppure con l’intensificazione degli interventi sanzionatori in caso di trasgressione.
    In conclusione : più bici per tutti se valgono più regole per tutti, e più attenzione e comprensione per gli anziani che la bici non la possono , anche volendo, adoperare.

  • Marco

    Da sottolineare che le persone che di sera e di notte girano in bici con LE LUCE ACCESE si contano su una mano. Dovessero incominciare a dare dei multoni giganti magari si sveglierebbero fuori!!

    • filippo

      è vero, siamo in pochi a usare le luci, però pian piano aumentiamo.
      Un’amministrazione seria sarebbe già intervenuta con un metodo prima informativo/educativo e poi punitivo.
      Chissà perchè quando partì la ZTL ci fu un gran spiegamento di polizia per N giorni per spiegare agli automobilisti che stavano infrangendo le regole e che da una certa data sarebbero scattate le multe, mentre per questa cosa delle luci delle bici non fanno nulla. E’ che gli automobilisti e le mamme SUV vanno coccolate altrimenti addio voti.
      Non hanno mai messo il naso fuori da Cremona, quindi non sanno cosa vuol dire mobilità sostenibile. Mandiamoli tutti in esilio in nord Europa.