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25 aprile, l'Anpi si dissocia: "I fischi hanno impedito alle autorità di salutare alla piazza"

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foto Francesco Sessa

Dopo la polemica sui fischi rivolti alle autorità in piazza del Comune in occasione della cerimonia della Festa della Liberazione (leggi l’articolo), ecco la presa di posizione dell’Anpi. “Ci dissociamo – scrive l’Anpi provinciale – dalla contestazione che, nella ricorrenza del 25 aprile ha cercato di impedire alle autorità di rivolgere il proprio saluto alla piazza. La prima e più preziosa libertà che la Resistenza ci ha donato, e che la nostra Costituzione garantisce a tutti i cittadini, è la libertà di parola, a meno che non si approfitti di essa per propagandare idee in contrasto con la legalità e il dettato costituzionale. Questa libertà noi intendiamo rispettare ogni volta che chiunque, dal cittadino che contesta al rappresentante dell’autorità, ritenga di esprimere il proprio pensiero. Il dissenso è il sale della democrazia; ma, a nostro avviso, lo si manifesta dopo aver lasciato all’avversario la possibilità di dire ciò che pensa, tanto in piazza quanto nelle relazioni interpersonali”.

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Commenti
  • Giovanni Baldesio

    Ma un minimmo di AUTOcritica no?
    E’ sempre colpa di altri. non si sa bene chi… e se fosse anche colpa loro c’e’ la giustificazione, il fraintendimento, la piazza?
    chi c’era in piazza? Provocatori Fascisti? Babbei integralisti? Claque governata male? Sicari di sifoli?
    Insomma!
    E’ vero che loro (???!!!) hanno vinto il Fascismo ma il Fascismo aveva educato alle prorpie Responsabilita’. Altrimenti non si e’ neanche uomini, ma mocciosetti dietro le sottane di MammaScusa.
    Per la cronaca, quando il Duce si e’ preso la responsabilita’ per quella storiaccia dell’assassinio di Matteotti il Fascismo e’ non solo sopravvissuto, ma rafforzato nel tessuto italiano, cogliendo l’occasione per migliorarsi, Quando il duce non si assunto (ahime’) le responsabilita’ di una guerra perduta ma fino ad allora onorovolmente combattuta, lascindo ad altri le responsabilita’ il Fascismo ele SUE Glorie sono finiti, l’Italia e’ scomparsa, il popolo italiano si e’ venduto.
    L’ANPI e’ patetica, e anche per quello ci sara’ la scusa dell’eta’ avanzata!

    Eja eja eja alala’

  • sandra

    L’Anpi parla delle Autorita’ presenti alla cerimonia nei termini di avversari. Cio’ significa che il messaggio del capo dello Stato di qualche anno fa di rappacificazione x l’Anpi non e’ passato.Va bene. Prendiamo atto che il fascismo e’ morto mentre il comunismo e’ ancora vivo e vegeto. Intollerante e odioso fino alla fine.

    • Gigio

      E’ vero , hanno sbagliato a non fucilare tutti i fascisti quando era il momento,dicono che che sia meglio avere rimorsi che rimpianti,vero? o no ?

      • fede

        Se la metti su questo piano c’e’ sempre chi pensa che non è mai troppo presto per una messa a dimora eterna anticipata degli sfascisti. Se proprio i rimorsi sono meglio dei rimpianti meglio averne subito prima che sia troppo tardi. O no ?

  • CHE PASTA D’UOMINI

    La mia premessa: fin che i voti, si travestano pure, ce li danno i compagni, prendiamola come un’esibizione di Totò o Fabrizio Corona, a libera scelta. Su qualsiasi argomento diano lezioni, in questi giorni il 25 aprile.
    Anpi, i partigiani di Cremona: concediamo agli avversari la libertà di parola, a meno che non si approfitti di essa per propagandare idee in contrasto con la legalità e il dettato costituzionale, di cui noi siamo garanti (da http://www.cremonaoggi.it).
    Non ancora del tutto dirozzati i loro nipotini di Crema che, coperti dalla Forza pubblica, arrivano a lanciare lacrimogeni al comizio di Bossi, dopo insulti, urla e cartelli come questo, ricopiato, ma la fantasia è un dono di natura, da uno simile sulla Bindi: BOSSI SEI PIU’ IN FORMA CHE INTELLIGENTE
    Un lettore cremasco assicura alla candidato sindaco Stefania Bonaldi, sinistra, d’aver le foto di un paio dei suoi listaioli in mezzo ai nipotini. Il primo amore non si scorda mai!

    Cremona 28 04 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Salvo

    “Mi dica, in coscienza,lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è libertà. La libertà senza una giustizia sociale è una conquista vana.”
    Sabdro Pertini 1978

    • sandra

      Pertini era un capo partigiano ma prima di tutto un uomo vero e un socialista. E la differenza di spessore rispetto ai residuati bellici dell’Anpi non si puo’ non notarla.