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Il Gip di Savona archivia Lafranconi ma esprime "condanna morale"

vescovo archiviato

La dolorosa vicenda di pedofilia e abusi da parte di un sacerdote della diocesi di Savona, retta per dieci anni da monsignor Lafranconi, continua a tener banco sui giornali della Liguria e sui siti internet. Anche dopo l’archiviazione per prescrizione nei confronti del vescovo Lafranconi, accusato di non aver denunciato il sacerdote e di non aver fatto nulla per fermarlo, la polemica non si ferma. Il Gip nel suo provvedimento, pur archiviando, mette infatti nero su bianco la sua condanna morale per i silenzi del vescovo.  Secondo il Giudice infatti, l’ex vescovo di Savona dal 1991 al 2001 e oggi a Cremona, sapeva del comportamento pedofilo di un sacerdote della sua Curia, ma preferì tacere “pur di salvaguardare l’immagine della diocesi”. Il giudice scrive inoltre che il vescovo pur avendo saputo dei “problemi” del sacerdote in confessionale, non veniva con questo sollevato dalla responsabilità di non aver preso provvedimenti per “tutelare i minori”. Il vescovo non sarebbe intervenuto neppure quando il sacerdote pedofilo aprì una casa famiglia per minori in difficoltà dove continuò le sue molestie.  Dal punto di vista giuridico il provvedimento di archiviazione del magistrato non fa una grinza. Resta da chiedersi se è “normale” che si possa esprimere su un atto giuridico, una “condanna morale”. Ecco, integrale, il documento del Tribunale di Savona. Clicca per leggere.

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Commenti
  • CERTEZZE

    L’estate scorsa, lo confesso, m’aveva fatto male sentire due onorevoli della Lega, sul palco del festival al Cascinetto, dire che i continui processi a Berlusconi erano affar suo. Adesso che hanno provato sulla loro pelle come può essere violento l’uso della giurisdizione, sono certo che saranno molto più cauti….
    Per questo giudico abbia fatto benissimo http://www.cremonaoggi.it a pubblicare il testo integrale dell’ordinanza con cui il Gip di Savona archivia il processo al vescovo Lafranconi. Per la prescrizione. Anche un non giurista, se la legge senza essere prevenuto, capisce che ciò che oggi capita al vescovo, domani può succedere a lui: spero d’essere chiaro, non difendo solo Lafranconi.
    E se Gesù dice un paio di cosette su chi giudica, non intende condannare l’esercizio, considerata la funzione del Padre. Dice solo, ricordati che il tuo giudizio sarà giudicato.
    Ecco la chiusa del Gip, inutile oltretutto alla definizione del procedimento, che sarebbe sufficiente a capire tutto senza leggere il resto:
    “nessuna espressione di rammarico risulta dai documenti agli atti a favore degli innocenti fanciulli affidati alle cure del sacerdote e rimasti vittime delle sue attenzioni.”
    Di nuovo, non c’è bisogno d’essere né giuristi, né letterati, né psicologi, né quel diavolo che si vuole, per capire che se il Gip non ha visto niente sugli atti esaminati, non per questo ne consegue che il vescovo se ne fregasse: ma siccome il Gip ha il potere di fare ciò che vuole, lo fa, e giù uno schiaffone al vescovo.
    Per il resto, una sequenza di righe che riportano che Mario ha detto che Giuseppe gli ha raccontato che Emilio ha visto, per cui è chiaro che il vescovo non poteva non sapere, “orbene, per quanto riguarda la conoscenza o, comunque, la conoscibilità, da parte di Lafranconi” etc, come se i due termini fossero equivalenti. Insomma, un elenco di fatti indispensabili ad aprire e chiudere un procedimento, nel diritto non esiste un’assoluzione plenaria senza riscontri, diventa ben più di un pesante atto d’accusa: una montagna di certezze, in barba alla Costituzione che prevede una serie di sentenze, non un’ordinanza di passaggio, con un giudicato finale; in barba a un codice di procedura che impone al giudice di pronunciare sentenza di condanna solo se l’imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio.
    Dubbio che può essere sgomberato solo dopo un processo con ricerca di ogni tipo di prova, contraddittorio etc etc. Che qui, ovviamente, per definizione di legge, non può esistere. Che avrebbe dovuto consigliare al giudice parole meno definitive.
    A meno di pensare che l’ordinanza di passaggio abbia lo stesso valore del processo, nel qual caso tanto varrebbe abolirli in blocco con notevole riduzione dei tempi e dell’arretrato, che causano all’Italia continue sanzioni dall’Unione Europea.
    So bene di non convincere chi è certo della malvagità di Lafranconi, però sia conseguente, accetti senza discutere l’esito di qualsiasi processo, per sé, per chiunque….
    Già, dimenticavo, ai sapienti sulla pelle degli altri, che invitano il Lafranconi di turno a rifiutare la prescrizione, rovesciando i termini del diritto moderno, tu Stato devi dimostrare la mia colpa, non io cittadino la mia innocenza, chi accetterebbe volontariamente il rischio di un giudice del genere?

    Cremona 10 05 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info