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Uccisioni al canile, 12 parti civili davanti agli imputati

Il giudice Platè

Sono dodici le parti civili nel procedimento relativo alle presunte uccisioni di animali, senza motivo e con crudeltà, avvenute al canile di Cremona. Tra queste, la titolare di un’azienda cremonese (parte civile attraverso l’avvocato Alessandro Zontini contro Maurizio Guerrini e Cheti Nin) che nelle ricorrenze di Natale e Pasqua usava, insieme ai suoi dipendenti, raccogliere cospicue somme di denaro da destinare all’acquisto dei beni necessari degli animali ospiti del rifugio ed alle loro cure e assistenza veterinaria. “La responsabilità degli imputati”, come si legge nell’atto di costituzione di parte civile, “consiste nell’aver indebitamente utilizzato, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, gli importi ricevuti, a titolo di offerta, dalla privata cittadina”. Le altre parti civili del processo sono le maggiori associazioni animaliste italiane: Enpa (Ente nazionale protezione animali), Oipa (Oraganizzazione internazionale protezione animali), Anpana (Associazione nazionale protezione animali natura e ambiente), Lav (Lega antivivisezione), la Lega per la difesa del cane di Cremona, presieduta da Rosetta Facciolo, e la Lega del cane a livello nazionale, Leal (Lega antivivisezionista) e l’associazione animalista Earth, tutte rappresentate dagli avvocato Gianluca Scagliotti e Gildo Russo. Una, invece, la parte offesa, con la nuova Associazione zoofili cremonesi.

L’UDIENZA

Il gup Letizia Platè ha rigettato un’eccezione sollevata dalle difese di Guerrini e della Nin secondo cui le indagini erano proseguite nonostante fossero scaduti i sei mesi per la richiesta di proroga. Il prossimo 6 luglio il giudice deciderà se rinviare a giudizio gli imputati.

GLI IMPUTATI E LE ACCUSE

Nel filone principale dell’inchiesta sulle uccisioni e sui maltrattamenti che si sarebbero verificati al canile comunale di via Casello, sono sei le persone indagate: “sovraffollamento nei box, causa di frequenti sbranamenti” e “uccisioni illegittime degli animali di affezione, cani e gatti, ivi ospitati” è l’accusa di maltrattamenti di animali contestata all’ex presidente della passata gestione dell’Associazione Zoofili cremonesi dal 2004 al 2008, Maurizio Guerrini, che avrebbe omesso di esercitare “i propri doveri di controllo sul canile, di cui lasciava la piena gestione ed organizzazione a Cheti Nin (entrambi difesi dagli avvocati Marco Soldi ed Ennio Buffoli), consentendo che avvenissero i maltrattamenti e le uccisioni illegittime”.

Alla stessa Cheti Nin, ex vice presidente della “vecchia” Associazione (dimessasi dalla carica, insieme a Guerrini, nel marzo del 2009 con l’esplosione dell’inchiesta), e alle due volontarie, Laura Grazia Gaiardi ed Elena Caccialanza (queste ultime difese dall’avvocato Stefania Amato), si contestano l’uccisione di animali e l’esercizio abusivo della professione veterinaria. Dal 2005 al marzo del 2009 avrebbero ucciso, “per crudeltà e senza necessità”, numerosi cani, addirittura intere cucciolate, e gatti: circa 300 animali all’anno. Animali eliminati “inoculando il farmaco eutanasico Tanax o il farmaco Pentothal Sodium: decessi ingiustificati ed illegittimi”, come la morte di 12 cani e 2 gatti soppressi con il tiopentale ed esaminati dal dottor Rosario Fico, il perito incaricato di effettuare le autopsie sulle 33 carcasse trovate nella cella frigorifera del canile. Cheti Nin e le volontarie avrebbero anche fatto vaccinazioni e rimosso punti di sutura. Inoltre la Nin avrebbe soppresso “per crudeltà e senza necessità” un cane che il padrone aveva portato al rifugio nel settembre del 2007 e un altro in affido nel maggio del 2008.

In concorso con la veterinaria dell’Asl Michela Butturini, assistita dagli avvocati Francesco Gianzini e Alessandro Nolli, avrebbe eliminato tre cani in violazione delle prescrizioni di legge, mentre la veterinaria avrebbe ucciso un pastore tedesco “senza essersi previamente accertata delle sue effettive condizioni di salute”. Alla Butturini si contesta l’abuso d’ufficio, perché, dal 2006 al 2009, “violando le norme di legge relative a compiti di controllo, ometteva di segnalare le gravi irregolarità riscontrate”.

Al veterinario Aldo Vezzoni, infine (difesa dell’avvocato Cesare Gualazzini), è contestato l’abuso di ufficio, perché, dal 2005 al 2009, “in qualità di veterinario responsabile sanitario del canile, prescriveva in quantità rilevanti farmaci eutanasici senza accertare il legittimo utilizzo e le modalità di custodia”.

Nell’indagine c’è anche un capitolo sulla gestione di soldi pubblici e privati e di quattrini prelevati “senza giustificato motivo dal conto corrente della passata gestione dell’Associazione Zoofili cremonesi”. E spuntano altre due accuse: malversazione ai danni dello Stato e appropriazione indebita con l’aggravante dell’abuso della relazione di prestazione d’opera. Sono le ipotesi di reato contestate a Guerrini, anche ex segretario di Rifondazione Comunista, e alla Nin, nelle rispettive qualità di vertici dell’Associazione. Una parte dei contributi ricevuti ogni anno dal Comune non li avrebbero utilizzati per la gestione del canile, e si sarebbero appropriati anche delle offerte della gente destinate al rifugio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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