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Uccisioni al canile, cinque rinvii a giudizio Non luogo a procedere per Vezzoni Il Pm: "Campo di concentramento"

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Il giudice per l’udienza preliminare Letizia Platè, su richiesta del pm Fabio Saponara, che ha definito il canile di Cremona “un campo di concentramento”, ha rinviato a giudizio cinque dei sei imputati dell’inchiesta sulle presunte uccisioni di animali. Non luogo a procedere per il veterinario Aldo Vezzoni.

Vanno a processo l’ex presidente della passata gestione dell’Associazione Zoofili cremonesi Maurizio Guerrini e la vice Cheti Nin, le due volontarie Laura Grazia Gaiardi ed Elena Caccialanza e la veterinaria dell’Asl Michela Butturini. A quest’ultima è contestato il solo reato di abuso d’ufficio. Per la procura la Butturini, “violando le norme di legge relative a compiti di controllo”, avrebbe omesso di “segnalare le gravi irregolarità riscontrate”. “Siamo pronti a dimostrare l’assoluta innocenza ed estraneità ai fatti della mia assistita”, ha commentato l’avvocato Alessandro Nolli, legale della Butturini. Un processo che la veterinaria reputa un “paradosso”, per aver “speso tutta la sua vita a salvare gli animali”. “Dal 2006”, ha continuato Nolli, “ha sempre segnalato sia all’Asl che alle autorità comunali il sovraffollamento del canile e per scongiurare un pericolo di sbranamenti si è portata a casa quei cani che non riuscivano ad accettare l’idea della segregazione nel canile”.

Anche Vezzoni era accusato di abuso di ufficio: “in qualità di veterinario responsabile sanitario della struttura con lo specifico dovere di controllare le scorte degli medicinali”, dal 2005 al 2009  avrebbe prescritto “in quantità rilevanti” Tanax e Pentothal senza accertarne il legittimo utilizzo e le modalità di custodia”. “Era evidente fin dall’inizio che il mio cliente non c’entrasse nulla – ha detto il difensore di Vezzoni, l’avvocato Cesare Gualazzini -. Vezzoni non ha mai avuto alcun ruolo nell’ambito del canile e non poteva rispondere di abuso di ufficio, reato che presuppone la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio”.

Maurizio Guerrini e Cheti Nin sono anche accusati di malversazione ai danni dello Stato e di appropriazione indebita aggravata: non avrebbero destinato, in parte, i contributi pubblici ricevuti ogni anno dal Comune per la gestione del canile. Inoltre, abusando della relazione di prestazione d’opera, si sarebbero appropriati delle offerte ricevute dai privati. Nel 2006 “non trovano giustificazione prelievi in contanti per 10.035,70 euro, e vi è una differenza di 49.290,01 euro tra l’importo indicato nel consuntivo dell’associazione per lavori di manutenzione e quanto effettivamente erogato per tali lavori”.

Parte civile nel procedimento le principali associazioni animaliste e la titolare di un’azienda cremonese che in occasione del Natale faceva una colletta tra i 40 dipendenti per donare il ricavato al rifugio di via Casello.

La prima udienza è stata fissata al prossimo 18 dicembre davanti al collegio.

Per l’accusa, dal 2005 al 3 marzo del 2009 sarebbero stati uccisi circa 300 animali all’anno con il farmaco eutanasico Tanax o con il Pentothal Sodium. Nelle celle frigorifere del canile i carabinieri del Nas avevano sequestrato 32 carcasse di cani e gatti sulle quali il veterinario Rosario Fico, della sezione di Grosseto dell’Istituto Zooprofilattico, aveva effettuato l’autopsia. 12 cani su 25, secondo i risultati della perizia, erano stati uccisi con il Pentothal Sodium “senza che vi fosse necessità”. Lo stesso medicinale, usato nell’induzione dell’anestesia generale, era stato somministrato, sempre senza motivo, anche su 2 dei 7 gatti che il perito aveva esaminato. I 12 cani e i 2 gatti uccisi, in sostanza, non erano affetti da patologie tali da giustificare la loro soppressione.
Alcuni animali soppressi con il Pentothal”, è scritto nella perizia, “presentano lesioni e traumi sottocutanei localizzati alle estremità di tutti e quattro gli arti, compatibili con il tentativo di legarli nel forzato contenimento fisico, pare con l’uso di corde o cappi appena prima dell’iniezione letale”. “L’immobilizzazione fisica”, scrive Fico, “è stata violenta, tanto da causare ecchimosi, ematomi ed emorragie in gran parte della superficie degli animali appena prima della loro morte”. Un cane, addirittura, è morto in seguito alla “conseguenza di un tentativo di contenimento fisico effettuato con violenza”. “In questo caso”, secondo l’esperto, “probabilmente l’animale è morto per lo choc prima che gli venisse praticata l’iniezione letale”. 5 cani, invece, sono morti “in conseguenza dello choc determinato da profonde ferite inferte da altri cani”. Tra questi, anche un cucciolo morto sbranato.

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Commenti
  • speriamo che la giustizia sia severa contro chi ha preso in giro migliaia di cremonesi che davano offerte(anche sostanziose)per il benessere degli animali,ed invece li ammazzavano senza pietà!contro chi nascondeva sul conto corrente 500mila euro e chiedeva sempre aiuti.contro chi doveva salvaguardare la vita di animali già sfortunati ed invece li sopprimeva senza motivi.
    speriamo nella legge..ma so che non faranno un giorno di galera!manco chi ammazza le persone va piu in galera in italia..figuriamoci chi ammazza animali.

    • amelia

      Sono perfettamente d’accordo con te. Spero sia fatta giustizia: per gli animali e per le persone che hanno dato contributi e per quelle che hanno portato cani e gatti in buona fede NON per farli ammazzare.

  • italiana

    Conoscendo Laura ed Elena mi risulta difficile credere ad accuse simili. Spero che nel processo ci sia modo di sapere come sono andati i fatti. Resta la pena, immensa, per quei poveri animali

  • uh,vedi amelia che su qualcosa andiamo d accordo? 😉
    per rispondere a ITALIANA,io non conosco nè laura nè elena.ma se come dici tu è improbabile abbiano fatto cose atroci verso le povere bestiole,si spera x loro sia fatta chiarezza.ho cmq i miei dubbi che in un piccolo ambiente dove vedi i cani tutti i giorni,non sapessero nulla o non avessero il sentore che ci fosse qualcosa di strano..che non s accorgessero che sparivano decine di cani..cmq questa è una mia supposizone,ovvio.cmq qualkuno dovrà per forza pagare ste crudeltà

  • CAMPO DI CONCENTRAMENTO

    Così il pm Fabio Saponara, nel chiedere il rinvio a giudizio dei responsabili, ha definito il Rifugio del cane. Spontanea la domanda: e allora a che serve il processo?

    Cremona 07 07 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • SEMPRE DAL CANILE

    Non solo torturavano gli animali, ma era notevole anche la disinvoltura coi soldi. Ecco la descrizione della Benemerita Morandi Francesca, dirittologa, sulla Provincia, quotidiano unico di Cremona per adesso:
    “nel 2006 non trovano giustificazione prelievi in contanti per 10.035,70 euro, e vi è una differenza di 49.290,01 euro tra l’importo indicato nel consuntivo per lavori di manutenzione e quanto effettivamente pagato”
    “nel 2007 non sono giustificati prelievi per 9800 euro, nel 2008 per 2800”
    “risultano emessi assegni per 18mila euro senza giustificazione”
    Come è noto, mezzo milione di euro era tranquillamente, e alla luce del sole, depositato sul c/c del Rifugio: per fortuna o per la tempestività delle indagini o perché non se ne erano accorti, i rinviati a giudizio non li hanno nemmeno sfiorati.
    Uff, stavo dimenticando, potrebbe peggiorare il capo d’imputazione per la veterinaria, Michela Butturini, scoperta a tenere in casa, la sua, si badi bene, 36 cani, 40 gatti, due cavalli, un asino, una capretta tibetana e una pecora: non fosse in grado di dimostrarne la provenienza, minimo: ricettazione!

    Cremona 08 07 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Luigina Biancofiore

    Il vero mistero è da dove e come provenivano i farmaci usati. Non sono prodotti che può acquistare chiunque, non si possono neanche vendere normalmente, ed i numeri sono semplicemente impressionanti. A cosa serviva quel giro?

  • erich

    Vorrei vedere tutte le prove d’accusa e anche tutte quelle a discarico.Solo dopo posso farmi un’idea e dare un giudizio sereno e non ottenebrato da associazioni animaliste e media.

  • erich

    L’anatomo patologo può constatare la morte di animali per choc anafilattico,cardiaco ,da freddo,da caldo,ecc.ecc. Vorrei tanto vedere come sono i segni fisici della morte per paura…. infarto forse ?.