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'Adozioni a vicinanza', sale a sette il numero di famiglie disponibili

Caritas

Continua a riscuotere attenzione e interessamento l’iniziativa delle adozioni “a vicinanza” proposta dalla Caritas diocesana per aiutare le famiglie in difficoltà economica attraverso un sostegno pensato sul modello delle classiche “adozioni a distanza”. Già sette famiglie e un gruppo parrocchiale hanno contattato gli uffici di via Stenico per chiedere informazioni e offrire il proprio contributo. Intanto prosegue il lavoro degli operatori Caritas che, tramite il Centro d’ascolto, al momento hanno individuato undici situazioni di fragilità adatte al progetto.

Aggiornando sull’iniziativa lanciata nelle scorse settimane il direttore di Caritas Cremonese, don Antonio Pezzetti, ne chiarisce il senso: accanto al sostegno di famiglie in difficoltà, in particolare a motivo della crisi economica, le “adozioni” hanno una forte valenza educativa che spinge alla sobrietà e alla solidarietà. Una vera e propria azione di sensibilizzazione caritativa che, coinvolgendo l’intera Chiesa diocesana, tocca in prima persone le comunità parrocchiali, le famiglie e i ragazzi. Per questo, in vista dell’inizio del nuovo anno pastorale, si pensa di promuovere l’iniziativa nelle parrocchie. «Sarebbe bello – afferma don Pezzetti – che qualche classe di catechismo prendesse in seria considerazione l’ipotesi di una adozione». Dal punto di vista economico si tratterebbe di una spesa mensile di 25/50 euro, ma dal valore reale molto più consistente: sia per chi riceve il contributo che per chi decide di rinunciare a qualcosa per sostenere le spese dell’adozione».
«Nei giorni scorsi – continua il direttore di Caritas Cremonese – abbiamo avuto i primi contatti con le famiglie disponibili ad adottare: ad oggi sette, tutte della città di Cremona,  si sono interessante a questo progetto. È stato molto bello incontrarli. Ed è stato ancor più significativo che a questi incontri fossero presenti i figli, capaci di comprendere che quello che a casa loro è scontato non lo è in molte altre famiglie. Davvero sono stati momenti educativi forti. Avere di fronte una storia concreta, con delle persone e delle vicende reali, è servito a comprendere realmente la drammaticità di certe situazioni».
Un primo contatto è arrivato anche da un gruppo parrocchiale formato da alcune famiglie che hanno deciso di unire le proprie forze per garantire un sostegno costante e significativo. Auspicando che presto altri si facciano avanti, don Pezzetti non dimentica che a causa della crisi economica il numero dei nuclei in difficoltà è in costante crescita. «Le nostre proposte di adozioni – spiega ancora don Pezzetti – sono seguite da tempo, e di concerto con le parrocchie o i servizi sociali. Questo ci permette di offrire una certa serietà a quanti intendono offrire la propria generosità. Ovviamente chi fa sacrifici per sborsare la quota di adozione è giusto che abbia garanzie precise». Uno stile di prossimità che volentieri il direttore della Caritas vorrebbe copiato a livello parrocchiale per far fronte a situazioni di criticità presenti nel quartiere o nel paese.

Le situazioni da “adottare”

•    Una madre sola con tre figli (due studiano alle superiori, uno alle medie) ha svolto vari lavori, ma sempre temporanei: ora è disoccupata. La situazione è conosciuta dai Servizi sociali. Il contributo servirà per il pagamento di tasse scolastiche e delle bollette.
•    Una famiglia composta da cinque persone: genitori e tre figli. A causa della crisi l’impiego del padre (che da sette anni lavora per una cooperativa) è ridotto, con conseguente dimezzamento dello stipendio. La famiglia è sostenuta dalla Parrocchia con pacchi viveri e dalla Caritas diocesana per il pagamento dei ticket sanitari in quanto la madre ha problemi di salute, ma non gode della possibilità di esenzione, necessità che potrebbero essere sostenute con un’adozione.
•    Una famiglia formata da genitori e tre figli minori. Il padre, che ha sempre lavorato, da qualche tempo può contare solo su lavori saltuari. La famiglia, conosciuta anche in parrocchia, è stimata per la serietà e la disponibilità ad aiutare con piccoli lavoretti di volontariato. La figlia più grande intende proseguire gli studi andando all’università: ha sempre conseguito ottimi risultati scolastici, ma le condizioni economiche non consentono il pagamento delle tasse universitarie. Caritas Cremonese, insieme alla Parrocchia, è intervenuta con contributi per spese scolastiche e pagamento delle utenze, aiuto che potrebbe ora essere garantito da un sostegno di vicinanza.
•    Una signora invalida vive con la giovane figlia che non riesce a trovare un’occupazione anche perché la madre necessita di continue cure. Vivono con l’indennità di invalidità, che però non consente di far fronte a tutte le spese sanitarie della donna.
•    Una mamma con due figli minori lavora regolarmente da anni, ma part-time per riuscire a gestire gli orari scolastici dei figli non avendo una rete familiare di supporto. In alcuni periodi particolarmente gravosi non è in grado di far fronte a tutte le spese.
•    Una famiglia monogenitoriale, composta da mamma e tre figli (il papà è morto in un incidente alcuni anni fa). La mamma ha trovato da qualche tempo un lavoro domestico. La figlia più grande, che aiuta in modo indispensabile nella gestione della casa e dei fratelli più piccoli, si impegna molto nello studio e vorrebbe iscriversi all’università. Tralasciata l’idea di iscriversi a Medicina, un percorso troppo lungo e costoso, ha optato per Fisioterapia. Ora cercando qualche lavoretto estivo per potersi pagare gli studi, ma in questo periodo di forte crisi è molto difficile trovare qualcosa.
•    Una famiglia monogenitoriale: mamma con due figli. Dato il periodo di crisi economica sono molte le difficoltà per trovare un lavoro sicuro. L’adozione garantirebbe il sostegno delle spese scolastiche dei figli e il pagamento delle bollette, in modo da evitare il distacco delle utenze per morosità.
•    Una coppia di genitori anziani con un figlio disabile. La pensione minima non è sufficiente per far fronte a tutte le spese: occorrerebbe una mano per il pagamento delle bollette.
•    Una donna pensionata con un figlio disoccupato. L’adozione potrebbe aiutare a far fronte a una serie di spese sanitarie impreviste.
•    Una famiglia di cinque membri: genitori e tre figli, di cui una ragazza gravemente disabile. Il marito è attualmente disoccupato, lavora solo la moglie, ma lo stipendio è insufficiente ad arrivare a fine mese. Una mano potrebbe servire per alleviare la spesa delle bollette.
•    Una donna, trovatasi d’improvviso sola, con un bambino da accudire. Il lavoro part-time la costringe a chiedere un aiuto per il pagamento delle utenze.
Chi volesse aderire al progetto di adozioni a vicinanza può ottenere maggiori informazioni e definire le possibilità di adozione contattando gli uffici della Caritas diocesana di via Stenico 2/B a Cremona (tel. 0372-35063; e-mail caritas@diocesidicremona.it).

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