Caldo e ozono fuori stagione: anche a Cremona picchi elevati, giovedì attesi vento e pioggia
Le rilevazioni dell'Arpa per quanto riguarda l'ozono in città evidenziano che sono già stati raggiunti livelli elevati nei giorni tra il 21 e il 25 maggio, con un picco di 148 microgrammi al metro cubo come media mobile sulle 8 ore
Anche Cremona nella morsa del caldo anomalo che in questo finale del mese di maggio sta interessando tutta l’Europa centrale. Il picco probabilmente c’è stato tra domenica (35 gradi dava termometro della farmacia di viale Po a metà pomeriggio) e martedì, anche se oggi la teperatura percepita è sensibilmente superiore alla media stagionale.
Le rilevazioni di Arpa per quanto riguarda l’ozono in città evidenziano che sono già stati raggiunti livelli anomali nei giorni tra il 21 e il 25 maggio, con un picco di 148 microgrammi al metro cubo come media mobile sulle 8 ore.
“Le centraline di gran parte della Pianura Padana – commenta Legambiente Lombardia – hanno misurato superamenti della soglia obiettivo di lungo termine (OLT) di 120 mg/m3 (valore riferito alla massima media di 8 ore consecutive) dell’ozono. Per la normativa, questi superamenti non dovrebbero verificarsi più di 25 giorni/anno, ma in diverse località, specialmente lungo la pedemontana lombarda, i superamenti si sono già verificati quotidianamente da oltre una settimana, a stagione nemmeno iniziata.
“Si sono misurati anche i primi superamenti della soglia di informazione (180 mg/m3 come picco orario di ozono), ovvero delle concentrazioni oltre le quali scatta l’obbligo di informare la popolazione affinché metta in atto misure di prevenzione. Superamenti di questa soglia si sono verificati soprattutto in alta Lombardia, nelle aree sottovento rispetto alle correnti che trasportano gli inquinanti dalle aree metropolitane e da quelle di agricoltura intensiva: gli aumenti di concentrazioni di ozono vengono infatti generalmente misurati anche a decine di chilometri distanza dalle fonti di inquinamento.
“Il metano – continua Legambiente – è diventato il più importante tra i precursori della formazione di ozono, ed in Pianura Padana le sue emissioni derivano in larga misura da fonti agricole: allevamenti e coltivazione del riso in particolare, con le quattro regioni padane che pesano per circa il 50% del totale nazionale delle emissioni. Se gli allevamenti intensivi fanno la parte del leone, la coltivazione del riso fornisce un contributo molto rilevante nei mesi estivi, quando le acque delle risaie si scaldano, favorendo l’attività dei batteri metanogeni. Ovviamente non bisogna dimenticare che il metano è un inquinante globale: le emissioni locali possono determinare aumenti localizzati delle concentrazioni, e quindi dei processi atmosferici che generano ozono, ma ogni Paese deve fare la propria parte per la riduzione delle emissioni di metano”.
Sul pericolo dell’ozono sulla salute mette un guarda oggi l’Ats Val Padana: “Gli effetti nocivi dello stress da calore incidono su tutta la popolazione generale e anche sugli sportivi; a causa dell’intensa attività fisica, spesso svolta in condizioni di intensa radiazione solare, temperature e umidità elevate, questa può causare il rischio di incorrere in un colpo da calore. Indipendentemente dalla propria situazione di salute, viene sempre raccomandato di adeguare i comportamenti quotidiani in base alle allerte di Disagio da Calore emanate giornalmente tramite i sistemi di previsione climatica specifici consultabili anche da questa pagina web.
“Anche la prevenzione nei luoghi di lavoro costituisce un’area strategica per ridurre il rischio di danni alla salute dei lavoratori, causati da esposizione eccessiva alle alte temperature, in particolare nei settori della cantieristica, edilizia e agricoltura. ATS svolge azioni informative verso i datori di lavoro sulla prevenzione degli effetti negativi dell’esposizione al caldo e sul riconoscimento di segni e sintomi dello stress termico e del colpo di calore”.
Il caldo può causare stress da calore e colpi di calore, oltre ad aggravare le malattie preesistenti come le malattie cardiovascolari, respiratorie, renali o psichiche. Gli effetti avversi del caldo sulla salute possono essere contrastati da misure di prevenzione adeguate”.
Previsioni Arpa Lombardia
Giovedì 28, nuvolosità irregolare con molto spazio per il sole. Dal pomeriggio locali acquazzoni possibili su gran parte della regione, localmente anche di forte intensità accompagnati da forti raffiche di vento, specie in serata. Temperature massime in lieve calo, sebbene intorno ai 35 °C.
Venerdì 29, in generale il cielo sarà sereno o poco nuvoloso, ma al primo mattino possibili piogge sui settori sud-occidentali e dal tardo pomeriggio annuvolamenti su Alpi e Prealpi con isolati precipitazioni, in transito verso sud. Temperature massime in ulteriore lieve calo, tra 30 e 35 °C.
Nel fine settimana l’indebolimento dell’alta pressione aprirà la strada a un cambio di regime e le perturbazioni nord-atlantiche possono raggiungere anche i settori centrali e occidentali del continente. Sulla Lombardia saranno possibili passaggi di precipitazioni diffuse, anche all’inizio della prossima settimana. Temperature ancora ben al di sopra della media del periodo, in possibile ulteriore calo dal lunedì 1° giugno.