5 Commenti

Tronchi e detriti tra i piloni, Torchio: "Serve un piano tra province confinanti"

tronchi-piloni

foto Francesco Sessa

Sporcizia e detriti lungo il Po. Dopo la lettera inviata dalla democratica Caterina Ruggeri al sindaco sulla pulizia della riva cremonese del Grande Fiume, la questione arriva anche in Provincia. A sollevarla è Giuseppe Torchio (Lista Torchio) con un’interrogazione al presidente Salini e alla Giunta. “La totalità delle ex Strade Statali interessanti il territorio – si legge nel documento – è stata assegnata alla Provincia e questa decisione ha portato la rete viabilistica di competenza dell’Ente ad un totale di circa mille chilometri. E’ ricorrente il forte richiamo d’attenzione da parte di amministratori locali, degli stessi pescatori, nuclei di protezione civile e, più in generale, della cittadinanza all’abnorme accumulo di tronchi, legname vario e rifiuti in corrispondenza dei numerosi ponti che interessano i corsi d’acqua attraversati dalle Strade Provinciali. Di recente, la stessa Prefettura è intervenuta a riguardo, presso il ponte in ferro tra Cremona e Castelvetro Piacentino coordinando un’azione di pronto intervento, come riferito anche da pescatori e amanti del fiume. Uno dei problemi è che è diminuito l’interesse di privati, gente di fiume e volontari che, in passato, provvedevano alla rimozione di tali ammassi legnosi generati dal trasporto idrico anche per ricavarne legna da ardere. Premesso questo, da decenni si sollecitano le autorità competenti a rendere operativo un piano efficace e coordinato di rimozione di tali materiali. La stessa progettazione dei manufatti, riferita anche ad opere abbastanza recenti quale il  ponte “Giuseppe Verdi” tra Isola Pescaroli e Roccabianca, al pari del ponte “Salvo d’Acquisto” tra Pizzighettone e Gera d’Adda e Maleo o lo stesso ponte sull’Oglio di Isola Dovarese, non sembra avere sufficientemente considerato l’introduzione di moduli costruttivi atti all’automatica eliminazione dei cumuli lignei a cui, viceversa, pare avessero già provveduto i tecnici ed i progettisti nell’era romana. Dunque – scrive Torchio nell’interrogazione – chiedo se presidente e Giunta non ritengano di provvedere a redigere ed a rendere immediatamente operativo un piano annuale e pluriennale di interventi, anche con il coordinamento delle Province confinanti e competenti (Parma per Isola Pescaroli, Piacenza per ponte per Castelvetro, Mantova per Calvatone, Milano e Lodi per Spino d’Adda etc.) che si possa avvalere anche della specifica competenza di volontari dotati di idonee attrezzature e di personale civile proveniente da reparti specializzati ed, all’occorrenza, verificando la possibilità di una collaborazione, previa autorizzazione dei competenti Comandi, con lo stesso X (Decimo) Genio Pontieri di stanza alla Caserma “Col di Lana” di Cremona e dotato di uomini e mezzi particolarmente esperti nel settore”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Giovanni Baldesio

    Nota a cura dell’Ufficio Stampa di Giovanni Baldesio

    Si smentisce in modo categorico che la lettera sopra riportata sia stata elaboata e stilata dal Baldesio.
    Una trentina di righe con cenni all’Architettura pontiera Romana sono per dire: e’ consigliabile pulire i piloni dei ponti.
    Neppure il Baldesio e’ capace di tanto.

  • kunta

    detriti tra i piloni, torchio sempre tra i coglioni.

    • Gerolamo Amati

      Che finezza!

  • eh,dai..visto che hanno dato temporali anche forti in tutto il nord,ci penserà il fiume stesso a portare via i rifiuti attorno ai piloni dei ponti..come è sempre stato!se aspettiamo che lo faccia chi di dovere,campa cavallo…poi magari il “grande”responsabile si prenderà anche il premio in quattrini!

  • giuseppe torchio

    con il sistema costruttivo romano i ponti si pulivano da soli. con le novità dei basamenti quadrati i detriti si fermano. ma al Politecnico lo sanno …