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Ecco la nuova Provincia del Po Un territorio in grado di competere con Brescia e Bergamo Tutte le caratteristiche dello studio

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Adesso la proposta è ufficiale. Da poco l’Amministrazione provinciale di Cremona ha elaborato un articolato documento per la riorganizzazione delle province in cui si delinea il nuovo territorio, le prospettive economiche, infrastrutturali e sociali della nuova Provincia del Po nata dalla aggregazione dei territori di Lodi, Cremona e Mantova. Il documento è frutto da un attento lavoro di studio e di consultazione portato avanti dal presidente della Provincia di Cremona Massimiliano Salini e dal suo staff ed è maturato dopo la consultazione con le categorie economiche e i sindaci del territorio. Ecco, tratto dal documento ufficiale che sarà inviato all’Unione delle Provincie Lombarde, la proposta cremonese.

” Dalle espressioni territoriali della provincia di Cremona arriva quindi la richiesta di un nuovo Ente di governo di area vasta che comprenda, unitariamente, gli attuali territori di Lodi, Cremona, Mantova, i quali, insieme, compongono il Sud Lombardia: un’area caratterizzata da specificità storiche, ambientali ed economiche che presentano forti correlazioni ed omogeneità.  – si legge nel documento – Non si dimentichi che Lodi che Mantova sono territori contigui a quello cremonese, e necessariamente interessati dal processo di riordino delle Provincie non raggiungendo i requisiti previsti dal dl 95/2012. La nuova aggregazione territoriale supererebbe complessivamente il milione di abitanti, suddivisi in 246 comuni per una dimensione territoriale pari a 4.891,61 kmq (se fosse solo Cremona e Lodi 2.552,77 kmq, 176 comuni e 591.261 abitanti): un nuovo Ente che diventerebbe più grande della vicina Pavia e si avvicinerebbe molto alle realtà di Bergamo e Brescia addirittura superandole per superficie.
Si ritiene quindi che l’aggregazione proposta permetta una efficace azione di governo, di indirizzo e di coordinamento dei territori, omogenei per andamento demografico, specificità territoriale e dimensione di strutture e indirizzi produttivi”.
Il documento mette in risalto alcune caratteristiche della nuova provincia del Po:
— si evidenzia che oltre ad essere tutte rivierasche del Po e dei suoi affluenti, (e che potrà utilmente essere valorizzato sia nei suoi aspetti turistico-culturali che nell’ambito del trasporto intermodale e della produzione di energia elettrica), le Province in questione compongono un “distretto” agroalimentare che si contraddistingue per capacità produttiva, di trasformazione e di innovazione.
— Cremona si caratterizza per il polo fieristico, secondo in Lombardia per superficie coperta, che ospita annualmente una fiera agricola riconosciuta a livello internazionale, in particolare nel settore della zootecnia, oltre ad un appuntamento annuale sui temi delle agro-energie. La sinergia che potrebbe crearsi dall’accorpamento dei territori di Lodi, Cremona e Mantova, che possiedono identica vocazione agricola, darebbe la possibilità di esprimere e massimizzare al meglio la propria forza economica e rappresentativa all’interno del comparto produttivo primario. Lodi ospita inoltre il Parco Tecnologico Padano, un polo di ricerca che raccoglie le principali istituzioni del territorio attive nel settore agro-biotecnologico, che dispone inoltre di un incubatore di impresa che fa di Lodi uno dei principali cluster agro-biotecnologici europei.
— Ad inizio 2011 è stata siglata la costituzione della società consortile “Consorzio Distretto Agro energetico Lombardo”. L’idea di un Distretto Agro energetico rientra nelle priorità di Regione Lombardia nell’ambito da un lato delle politiche energetiche e di mitigazione dei cambiamenti climatici, dall’altro per la promozione della multifunzionalità agricola. Tra i soci fondatori gli imprenditori agro-energetici della provincia di Pavia, Cremona e Lodi. Ricordiamo inoltre che è attivo il progetto “La Fabbrica della Bioenergia”, con capofila la Provincia di Cremona, e che vede coinvolto ERSAF tramite la propria azienda sperimentale “La Carpaneta” sita in provincia di Mantova. I territori delle tre province si prestano quindi ottimamente ad essere riconosciuti quale distretto agro-energetico sia a livello regionale che nazionale.
— Relativamente al reticolo infrastrutturale e viario, la conformazione territoriale delle tre province , la rete stradale e ferroviaria presente e di progetto, vista nel suo insieme, crea un sistema articolato di connessione tra le direttrici nord sud e est ovest (Lodi verso Milano e Bologna, Cremona verso Brescia e Piacenza, Mantova verso il nord Europa) che di fatto rappresenta una modalità organizzata ed indispensabile per i collegamenti nazionali: il riordino permetterebbe di agevolare ulteriormente un livello di pianificazione coerente e condiviso a tutto vantaggio dell’economia e dello sviluppo del territorio, senza tralasciare gli importanti progetti di sviluppo idroviario sul fiume Po.
– Anche il tema culturale viene trattato uniformemente dalle tre province, sia come leva essenziale per lo sviluppo economico del territorio, sia come modalità di gestione, in particolare in questi ultimi anni attraverso la logica del distretto, che ha portato al riconoscimento da parte di Fondazione Cariplo di un distretto provinciale per Cremona e di due per Mantova.
— Infine, si riporta, a solo titolo esemplificativo, un elenco delle principali progettualità alle amministrazioni provinciali hanno collaborato nel tempo:
– le iniziative realizzate in tema turistico tramite il Sistema Turistico Po di Lombardia, attraverso il quale le Province in oggetto, unitamente a quella di Pavia, hanno istaurato un rapporto di reciproca collaborazione finalizzato alla elaborazione ed attuazione congiunta di programmi, progetti di promozione integrata e di sviluppo turistico dei territori rientranti nella fascia lombarda del fiume Po;
– sempre in tema di turismo, il PIA Isole e Foreste, progetto interprovinciale, con soggetto capofila Cremona, che unisce le Provincie di Cremona, Lodi, Bergamo e Mantova per la realizzazione di un lungo itinerario fluviale che, seguendo il naturale corso di fiumi e dei canali, sviluppa un lungo percorso che va dal villaggio operaio di Crespi d’Adda in Provincia di Bergamo sino a Sabbioneta in Provincia di Mantova passando per le Province di Lodi e Cremona, legandole ed evidenziandone il patrimonio ambientale, culturale, storico, turistico e gastronomico;
– le iniziative realizzate dal GAL Oglio Po, agenzia di sviluppo locale che unisce porzioni del territorio cremonese e mantovano al fine di promuovere l’avvio di nuove attività economiche e di favorire la valorizzazione delle risorse umane e materiali del territorio stimolando la collaborazione tra enti locali ed imprenditorialità privata;
– in tema di formazione professionale e biotecnologie progetti quali Equal Competence e Agr.in.form, con l’obiettivo di raccordare e valorizzare tutte le iniziative presenti (di imprenditorialità, ricerca, formazione) intrecciandole in un “network operativo” con l’obiettivo di aumentare il livello di cooperazione tra i diversi poli di competenze presenti nei territori e accrescere le conoscenze degli operatori sulle tematiche delle biotecnologie, strategiche per favorire un migliore raccordo tra le esigenze delle imprese e i poli di eccellenza presenti sul territorio;
– in tema di intermodalità il progetto REGINS, che si propone di sviluppare un modello comune per le “Agenzie locali per il Trasporto” al fine di gestire e promuovere l’utilizzo di snodi locali di trasporto sostenibile, attraverso il trasferimento di conoscenze sviluppate su esperienze e modelli già in fase di attuazione;
– in tema di sviluppo economico, si sottolinea la stretta sinergia con il territorio lodigiano per lo sviluppo del polo produttivo di interesse sovra-provinciale dell’area di Tencara, oggetto di progettualità da parte delle Associazioni di categoria, in particolare del comparto industriale delle due Province
– di stretta attualità è la collaborazione tra le Province di Cremona e Mantova per la costituzione dell’agenzia di bacino sul trasporto pubblico locale prevista dall’art. 7 c.7 della l.r 6/2012; il gruppo di lavoro, composto anche dai rappresentanti dei comuni capoluogo, sta lavorando in particolare alla stesura di un’ipotesi di statuto condivisa che verrà presentata a Regione entro la fine del mese di settembre.

ALCUNE TABELLE TRATTE DALLA RELAZIONE DELLA PROVINCIA

I DOCUMENTI COMPLETI SUL RIORDINO

La relazione: clicca qui
Allegato A (dati statistici a confronto): clicca qui
Allegato B (schema delle funzioni): clicca qui

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Commenti
  • F. Dossena

    Be’, non c’è che dire, almeno in Provincia c’è gente che lavora. Complimenti

    • ABC

      Ahahahahahahh …… Ahahahahahha Dossena saghet dit ? In provincia c’e’ gente che lavora ?? Ahahahahha ahahahahahah bela chesta propria bela !!!!!

      • F. Dossena

        Ti firmi ABC, ma francamente non sembri alfabetizzato

  • Roberto VITALI

    Per competere, ed in prospettiva futura, si deve pensare alla grande provincia del Po emiliana, PC, PR, RE e MO, già battezzata la provincia del gusto. Allora, visto le nostre caratteristiche, sarebbe meglio coinvolgere anche Pavia nel progetto, costo di perdere alcuni uffici.

  • Quaqquaraqquà

    Ahahaha competere con Brescia e Bergamo!!! Ma vaaaaaaaaa

  • Stefano

    Cremona più Lodi, Mantova non ci serve…

  • luigi enrico minelli

    perchè le tabelle così ben descritte il sig. Salini non me le mette a confronto con Brescia?
    Che cosa mi si vuol far credere che come si dice a Cremona ” LA LUNA E’ UNA FORMA DI GRANA PADANO “?
    Non cambio idea perchè la cosa migliore per i cremonesi è l’aggregazione con Brescia, mentre per i politici cremonesi è la scelta di Salini.

    • Stefano

      Sì, perdendo un buon 300 posti di dipendenti pubblici sarebbe una mazzata micidiale per l’economia cremonese. 300 famiglie che non spenderebbero più a cremona, ma a brescia. Un’ideona proprio.

      • Zip

        micidiale? i dipendenti della provincia tengono in piedi tutta l’economia cremonese? ohibò.

        • Stefano

          In tempi di magra eccome…se poi aggiungiamo i dipendenti pubblici di Lodi e Mantova ne arriverebbero altri 400-500. Una bella boccata d’ossigeno.

  • cosa non si fa x non mollare la “cadrega”!lo stato annulla le province e questi si coalizzano per farne una piu grossa x non perdere i loro privilegi!

  • joduro

    ma andate a c…re voi e politici con queste analisi così IMPEGNATE …ora che in realtà bisognerebbe togliere le province e finita li…xche’ ogni modifica comporterebbe costi…
    quando servirebbero davvero e su argomenti contingenti per noi cittadini queste relazioni cosi professionali non si fanno…ma scusate a noi che ce frega delle province!!!!

  • danilo

    Ogni studio che si rispetti viene commissionato per dimostrare qualcosa. Questo non sfugge alla regola. E’ però altrettanto vero che se in in cinquant’anni il sud lombardia non è riuscito a completare il canale navigabile e a dare un senso economico al commercio fluviale, tabelle e analisi non sembrano molto prospettiche. Fuffa , fuffa , fuffa .

  • linus2012

    “potra’ competere con Brescia e Bergamo” … è una barzelletta senz’altro! ma ci sono o ci fanno!!!