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Ora Cremona ha il suo Monumento al Carabiniere, cerimonia a Porta Romana

Monumento al Carabiniere

Foto Francesco Sessa

Ora Cremona ha il “Monumento al Carabiniere”, un’opera realizzata dall’artista Graziano Bertoldi e voluta dalla sezione cremonese dell’Associazione Nazionale Carabinieri (intitolata ad Agostino Sclavo, carabiniere a cavallo medaglia d’argento al valor militare) con il suo presidente, Cavalier Arnaldo Curiazi. In mattinata a Porta Romana (piazza 4 novembre) si è svolta la cerimonia. “L’opera è stata capita e compresa sotto l’aspetto valoriale da molte persone di ogni ceto ed impegno economico e sociale da aziende ed enti – aveva spiegato nei giorni scorsi Curiazi – che ci hanno aiutato a sostenere lo sforzo finanziario”. “A Cremona e in provincia i Carabinieri sono stati e rappresentano un punto di riferimento preciso per tutti i cittadini e non solo in questi momenti particolarmente difficili. – aveva inoltre affermanti il senatore Angelo Rescaglio nella presentazione del monumento – L’opera è espressione della genialità artistica di Graziano Bertoldi e rappresenterà, costantemente, per le generazioni che verranno la gratitudine comune per il significato di una ‘presenza’ che è ormai inserita negli annali più emblematici del nostro cammino epocale”. Il monumento è stato realizzato in bronzo alla Fonderia Artistica Boccacci di Cremona prima della sua chiusura.

AGGIORNAMENTO – L’INTERVENTO DEL SINDACO PERRI

Autorità civili, militari e religiose, rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle Associazioni Combattentistiche, signore e signori.

Oggi la nostra città, che annovera statue di personaggi illustri, si arricchisce di un nuovo monumento, dedicato ad una delle figure militari più amate dagli italiani: il Carabiniere.

Ai componenti della sezione di Cremona dell’Associazione Nazionale Carabinieri e, in particolare, al suo presidente, il Ten. Cav. Arnaldo Curiazi, nonché a tutti quanti hanno contribuito con sensibilità, impegno e tenacia alla realizzazione di quest’ opera, desidero esprimere il più sentito ringraziamento.

Mi felicito vivamente con l’ideatore, l’artista Graziano Bertoldi, che ha saputo dare forma plastica a memorie antiche eppure vivide nel cuore della nostra gente.

Gli Italiani infatti non dimenticano che, da Pastrengo ai nostri giorni, i Carabinieri hanno servito la Patria con coraggio, capacità, dedizione.

Il Carabiniere rappresenta, da sempre, l’emblema dell’autorità e della giustizia. L’essenza dell’Arma, infatti, sta nell’essere forza militare anche con compiti generali di polizia civile.

Il Carabiniere è sì un soldato che tutela la legge, ma anche un militare che presidia in armi la pace, come dimostrano le numerose missioni che hanno vista protagonista l’Arma all’estero, tra i popoli che lottano e hanno lottato per la libertà.

La scelta di collocare il monumento in piazza 4 Novembre non è stata casuale.

L’intitolazione di questo luogo ricorda innanzitutto la data in cui si celebrano la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate e la fine della prima Guerra mondiale.

E per l’Unità del nostro Paese, così come nel conflitto che ha visto la dissoluzione della vecchia Europa, molti Carabinieri hanno perso la vita e si sono distinti in imprese pari alla loro fama.

Ma questa piazza, ancora oggi, viene chiamata da molti cremonesi con il suo vecchio nome: Porta Romana.

Per secoli è stata infatti uno dei quattro principali ingressi alla nostra città. Ed ancora oggi rappresenta un importante snodo viario.

Uno spazio dunque di forti richiami e di grandi suggestioni, dove il monumento al Carabiniere si colloca tra la gente,  tra chi arriva e tra chi parte: un’immagine che, forgiata nel bronzo, è rassicurante, come se vivesse.

La figura del Carabiniere – che così bene questo monumento nella sua ricca simbologia e nella sua intensa spiritualità rappresenta – incarna valori forti, profondi, quali il sacrificio e la generosità.

Sono valori ai quali tutti dovremmo tornare ad ispirarci, soprattutto in questo momento travagliato, per non lasciarci sopraffare dalla sfiducia, dalla paura, dall’angoscia, dall’individualismo, e riuscire così ad affrontare, uniti, non divisi da meschini interessi personali, le difficili prove che ci attendono.

Non vedo infatti altro modo per costruire un futuro migliore, per restituire sicurezza a chi la sta perdendo o, purtroppo, l’ha già perduta.

Qui, nella Cremona sviluppatasi tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, l’Arma evidenzia la propria presenza, sul filo della memoria che la lega indissolubilmente non solo alla nostra Patria, ma anche alla nostra città ed ai suoi abitanti.

Mi auguro, anzi, sono certo che ogni cittadino, passando di qua, rivolgerà un pensiero all’Arma e, nel profondo dell’animo, non mancherà di ringraziare i Carabinieri, che lo fanno sentire più libero e più sicuro.

Viva i Carabinieri! Viva l’Italia! Viva Cremona!

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