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I violini di Cremona beni dell'Unesco "Riconoscimento entro l'anno" L'annuncio del presidente italiano Puglisi

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foto Francesco Sessa

“E’ quasi sicuro che otterremo l’iscrizione dell’arte liutaria di Cremona alle liste dell’Unesco”. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Nazionale Italiana dell’Unesco, Giovanni Puglisi, ospite in diretta dalle ore 13,40 dello spazio ‘Dibattiti Adnkronos’. “Le liste dell’Unesco sono tante – ha detto Puglisi – quella dei siti storico-artistici Patrimonio dell’Umanità è quella più famosa ma ce ne sono diverse altre. C’è quella del patrimonio immateriale che ha visto già iscritti tra gli italiani i pupi siciliani o il canto a tenores dei pastori sardi. Quest’anno è quasi sicuro l’iscrizione dell’arte liutaia di Cremona”. La notizia a pochi mesi dall’inaugurazione del Museo del Violino in piazza Marconi, prevista per aprile 2013 alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
“Poi abbiamo anche la lista della memoria del mondo – ha proseguito Puglisi – dove l’Italia ha iscritto un solo sito, la Biblioteca Malatestiana di Cesena. Quest’anno spero che riusciremo ad ottenere l’iscrizione degli archivi dell’Istituto Luce. E potrei continuare a lungo sul patrimonio immateriale”.

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Commenti
  • Rinalda

    Finalmente una bella notizia per la nostra città!
    Vorrei sinceramente ringraziare chi per primo ha avuto questa splendida idea.
    Ma non so chi sia.
    Qualcuno lo sa? Grazie.

  • TUTTO SBAGLIATO, TUTTO DA RISCRIVERE
    I violini di Cremona beni dell’Unesco, anticipa http://www.cremonaoggi.it, solitamente ben informato, ma stavolta prende lucciole per lanterne: su proposta del sindaco Pivetti e del nuovo amico Salini sarà l’Immensissimo, di immenso c’è solo dio, a ottenere il prestigioso riconoscimento…..

    Cremona 25 10 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • Primo Pistoni – Maestro Liutaio

      E’ QUASI SICURO…

      Dai,non esageri….magari a lui piacerebbe,ma non sarà così…e poi è
      “quasi sicuro che otterremo etc,etc,.”, fino a che non sarà nero su bianco non ci crederei.

      E’ tutto da vedere se come Patrimonio Immateriale si intende”l’arte liutaria di Cremona come trasmissione di conoscenze in un contesto di tradizione” o la mera commercializzazione di qualsiasi “oggetto ” chiamato strumento
      ad arco!

      Sono due cose molto differenti e la seconda non ha “bisogno” dell’UNESCO…

      Primo Pistoni – Maestro Liutaio non allineato

    • Rinalda

      Si capisco. Sarà Salini e non Perri ad avere la “grande tribuna”. Ma io chiedevo un’altra cosa: chi ha avuto l’idea, chi ha messo in atto il primo approccio, chi ha istruito la pratica iniziale? Perché è a lui (o a lei) che si dovrà indirizzare il primo “grazie” se si raggiungerà questo bel traguardo. Almeno secondo me, intendiamoci.

  • Annamaria Menta

    Una bella notizia per la nostra città?
    Dipende.
    Prima di tutto non credo che le persone (compreso chi ha proposto la cosa) abbiano idea di cosa vuol dire, probabilmente si crede che questo riconoscimento sia una sorta di ‘bollino’ che farà vendere più ‘cassette di limoni’, pizze e roba simile.
    Se dovesse arrivare davvero, allora comincia il bello, perchè se non si è in grado di dimostrare concretamente le azioni di salvaguardia di questo patrimonio, il riconoscimento se ne torna da dove è venuto.
    Personalmente non ho firmato per appoggiare la richiesta perchè mi è sembrata la solita iniziativa strumetale di politici e amministratori (passati e presenti) ansiosi di potersi riempire la bocca di ‘noi abbiamo fatto’.
    Quando ci saranno iniziative promosse dai liutai per la liuteria se ne potrà riparlare. Finchè se la cantano e se la suonano a colpi di ‘patti per la liuteria’, escludendo sempre e comunque i liutai, per me non c’è possibilità di nessun dialogo.
    E nemmeno mi interessa ‘dialogare’ con questi soggetti.

    A Cremona non esiste solo la liuteria, l’interesse spasmodico verso questo settore da parte delle istituzioni (opportunamente ‘guidate’…) rischia sempre di più di trasformare la città in una sorta di Gardaland della liuteria.
    Solo il fatto che si paragoni continuamente la nostra città a Salisburgo è la dimostrazione che c’è un sacco di gente che parla a sproposito. Già questo, a mio avviso, basterebbe a NON dare nessun riconoscimento: come può essere un patrimonio comune qualcosa che non si conosce o si conosce male?

    A proposito, il materiale prodotto fino ad ora dai ricercatori (loro sì seri, convinti e preparati!), in quale cassetto si è incagliato? Mi risulta che la parte relativa al R.E.I.L. sia pronta, poteva essere utilizzata (la parte relativa al ‘saper fare’) durante l’esposizione della triennale, potrebbe essere già visionabile al museo civico, l’ultima volta che ci sono stata non ve ne era (ancora) traccia.
    In compenso è sempre lì la foto del caro, vecchio ‘fabbricone’ che accoglie da anni, ai piedi dello scalone, i turisti in visita alla collezione comunale. Che, per far cassa, si siano venduti tutte le foto degli strumenti storici esposti, negativi compresi?…

    Sì, sì, aspettiamo il riconoscimento…

  • irene debona

    Egr. Direttori, una breve nota relativa all’auspicato riconoscimento UNESCO del “saper fare liutario” quale bene immateriale patrimonio dell’umanità. L’inserimento della tradizione liutaria cremonese nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, è stata presentata dal Comune di Cremona nel marzo 2011.
    Finora l’attenzione alla liuteria tradizionale cremonese è sempre stata rivolta agli strumenti finiti anziché agli aspetti immateriali che portano alla loro costruzione, talenti insiti nel processo ma dati per scontati: l’inserimento darà maggior risonanza mondiale e incrementerà la consapevolezza di tale patrimonio contro la diffusione di strumenti semi-industriali o industriali che ne sviliscono i contenuti fondamentali.
    Solo alcuni, infatti, sanno che la competenza si crea attraverso apprendimento e apprendistato non veicolati da scrittura e che questo processo artigiano viene reso unico ed eccellente dalla concentrazione a Cremona di così tante botteghe che comunicano tra loro; dall’esistenza di una scuola di liuteria e dal Museo stradivariano che conserva antichi strumenti e attrezzi, oltre che dalla presenza di istituzioni che si occupano della liuteria cremonese.
    L’inserimento nella lista, dando visibilità e consapevolezza a questi aspetti, favorirà il mantenimento di questo patrimonio nel mondo e rafforzerà le attuali buone pratiche.
    La consapevolezza, interna ed esterna alla città, dell’eccezionalità, della particolarità e creatività della liuteria tradizionale cremonese, fa sì che Cremona sia al centro di una rete internazionale di allievi, liutai, compratori, musicisti, appassionati e turisti da tutto il mondo.
    L’iscrizione accrescerebbe questo processo di scambi internazionali.
    Da una parte quindi Cremona trae giovamento dallo scambio interculturale evitando il provincialismo e dall’altro , facendo il giro del mondo, favorisce la presa di coscienza che anche un paese industrializzato come l’Italia preserva delle tradizioni artigiane secolari.
    Il riconoscimento non potrà che amplificare questo effetto benefico di scambio culturale e valorizzazione della creatività umana.
    Siamo certamente consapevoli che il riconoscimento sarà solo un punto di partenza e non di arrivo: certo che, se mai si parte…..
    Cremona, dunque, non può che puntare con sempre più forza e determinazione ad una caratterizzazione culturale legata al nome di Amati, Stradivari, Guarneri, Bergonzi e dei maestri liutai del passato e del presente.
    Una tendenza che, con il Museo del Violino e il riconoscimento della liuteria come patrimonio immateriale dell’Unesco non potrà che rafforzarsi: la sfida sta nel valorizzare questa risorsa.

    dr.ssa Irene Nicoletta De Bona
    Assessore alla Cultura
    Comune di Cremona

    • Annamaria Menta

      “Siamo certamente consapevoli che il riconoscimento sarà solo un punto di partenza e non di arrivo: certo che, se mai si parte…..”

      A proposito di ‘partire’…

      Chiedo direttamente ciò che ho già chiesto alla dottoressa Iotta, intervenuta in sua vece all’incontro del 4/10 in San Vitale.
      Il materiale prodotto per il R.E.I.L., come sa meglio di me, è funzionale al discorso ‘UNESCO’ ed è pronto per essere utilizzato.
      Come ho già detto, l’ultima volta che sono stata in museo, circa due settimane fa, non vi era traccia di questo lavoro.
      Sinceramente non capisco quali motivi possano ritardare l’utilizzo di questo documento, che (sempre in tema di ‘partenze’…) rappresenta solo l’inizio di una ricerca sulla liuteria cremonese contemporanea che può diventare una testimonianza unica nel suo genere.
      Fino ad ora la mia domanda non ha trovato risposta.
      Può rispondermi lei?
      Grazie

  • Paolo

    Che pochezza! Che tristezza! Sempre e solo lamentarsi! Io mi domando come sia possibile che si riesca ad essere contestatori anche su una notizia del genere! Speriamo che i cremonesi che silenziosamente amano la propria città si facciano sentire più dei soliti tromboni che in tre gatti remano contro più di tutti gli altri!

  • irene debona

    Gent. Sig.ra Menta, penso che il “materiale” a cui Lei fa riferimento sia rappresentato dai video girati dal regista Pizzi, di cui siamo in possesso, così come la Regione Lombardia.
    Al momento non c’è una installazione permanente in Museo per la loro visione, ma abbiamo la possibilità di proiettarli al pubblico su richiesta. Ci stiamo attrezzando per una installazione permanente, che richiederà comunque una qualche spesa, e che pensavamo di inaugurare in occasione dell’auspicata proclamazione UNESCO, attesa oramai a breve.
    Nel caso avesse bisogno di ulteriori informazioni, La prego di contattare la Dr.ssa Baltieri al Museo Civico
    A disposizione
    Irene N. De Bona