Cronaca
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Gazebo politici in 36 spazi E in piazza Duomo solo per eventi nazionali

Disciplina per la concessione di spazi di suolo pubblico a partiti, movimenti politici e organizzazioni sindacali. Escluso il mondo del volontariato ed escluso il periodo di campagna elettorale. La proposta del vicesindaco Carlo Malvezzi approda in commissione Affari Istituzionali e ne esce modificata. Si tratta di un regolamento che predispone spazi, tempi e modalità per ‘banchetti’ a iniziativa di carattere politico.
“La richiesta (per semplici banchetti, ndr) deve essere presentata non prima di quindici giorni e comunque entro 5 giorni lavorativi prima della data nella quale si intende procedere alla relativa occupazione degli spazi di suolo pubblico”. “Per eventi di rilievo con interventi di personaggi politici di notevole caratura, la richiesta deve essere presentata non prima di 30 giorni e comunque entro 15 giorni dalla data dell’evento”. Tolto, alla fine della discussione in commissione, il termine sanzionatorio in caso di non rispetto dei tempi.
36 le aree individuate dal Comune per gazebo politici. In commissione, la mediazione: in centro storico gli spazi hanno valore prescrittivo (ovvero si potranno allestire banchetti solo in quelle aree), mentre fuori dal centro valore indicativo (ovvero consigliato dall’amministrazione per necessità logistiche e obblighi sanciti dal codice della strada). Il Comune, per il principio di rotazione, acconsente a massimo tre spazi richiesti da un unico soggetto all’interno (di norma) di un arco di tempo pari a due giorni. Il Comune, inoltre, si riserva la possibilità di non dare il permesso di occupazione di spazi pubblici a soggetti che si siano resi responsabili nel corso di tre anni precedenti alla richiesta di azioni o comportamenti dannosi per l’Ente o la comunità. Per quanto riguarda l’esclusione dei partiti o movimenti politici da piazza del Comune, Malvezzi propone il diniego per i banchetti, ma la possibilità di manifestazioni politiche nel ‘salotto della città’ in caso di eventi particolarmente significativi, come i comizi di leader politici nazionali.
Il regolamento modificato, votato in commissione con opposizioni e Lega astenuti e Udc favorevole, approderà in Consiglio comunale.

AREE INDIVIDUATE DAL REGOLAMENTO

Piazza Stradivari (3 postazioni)
Via Verdi
Piazza della Pace
Largo Boccaccino (2 postazioni)
Piazza Marconi
Corso Cavour
Galleria XXV Aprile (2 postazioni)
Piazza Roma (3 postazioni)
Corso campi (3 postazioni)
Piazza Lodi
Corso Garibaldi (2 postazioni)
Piazza Fiume
Via Ronchi
Piazza Cadorna (2 postazioni)
Via della Cooperazione
Parco Sartori
Piazzale Atleti Azzurri d’Italia
Lungo Po Europa
Largo Marinai d’Italia
Viale Po
Piazza della Stazione
Via Cimitero
Via dei Cipressi
Largo Madre Agata Carelli
Via Ca del Vescovo
Largo Priori Emilio

LA DISCUSSIONE

“Non stiamo rivedendo la Costituzione italiana – dichiara Malvezzi in apertura di commissione -, solo stiamo dando semplici regole per convivenza all’interno del principio della libertà di espressione. Il fatto di precludere piazza Duomo non è una volontà politica, ma risponde all’esigenza di carattere organizzativo (sono capitati banchetti in occasione di eventi religiosi o istituzionali) ed estetico, ovvero vuole preservare la bellezza e la fruibilità del gioiello di Cremona”. “I criteri per il regolamento – continua il segretario comunale Pasquale Criscuolo – sono stati quelli della trasparenza, della riduzione di discrezionalità, della maggior fruibilità degli spazi pubblici e della rotazione”.
Critica l’opposizione. “Gli spazi pubblici sono di tutti – dice Giovanni Gagliardi del Pd – La regola dovrebbe essere che gli spazi pubblici sono concessi a chiunque e che poi il Comune può, con adeguata motivazione, intervenire, non il contrario”. “Alla fine a cosa serve questo regolamento? – chiede il consigliere Ferdinando Quinzani di Cremona per la Libertà – A sollevare l’amministrazione da decisioni scomode in merito a richieste da parte di gruppi estremisti. In questa situazione manca un attore, ovvero la Prefettura-Questura che dovrebbe segnalare i soggetti che potrebbero causare dei problemi di ordine pubblico”. “La questura non dice se concede o meno l’autorizzazione, ma solo quali misure adottare in merito all’ordine pubblico. Dunque, la responsabilità è ancora del Comune”, la risposta del vicesindaco. “Non sono d’accordo con l’impostazione del regolamento – il commento del consigliere democratico Elena Guereschi – Dovremmo dare libertà di utilizzo a tutti e poi derogare sulle limitazioni non il contrario. In più, l’allegato delle postazioni è da bocciare in quanto viene considerato solo il centro e non invece la periferia. Come Quinzani credo che il regolamento sia stato fatto per mascherare un altro problema che per altro non è di nostra competenza”.

Greta Filippini

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