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Si dimettono in sette, commissariato comune Capergnanica

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Il sindaco Giorgio Picco il giorno del suo insediamento

Sono le 8,30 del mattino, quanto in sette consiglieri si presentano negli uffici comunali, e come successo a Castel Gabbiano, scrivono la parola fine sull’amministrazione di Capergnanica. Dimissioni di massa e il sindaco Giorgio Picco finisce il suo mandato. A dimettersi il consiglieri di maggioranza Marcello Piantelli, Riccardo Barbaglio e Gabriele Cerioli, e quelli di minoranza Barbara Carniti, Alex Severgnini, Roberto Nichetti e Paola Ciattini.

LA LEGA NORD TOGLIE LA FIDUCIA

Non un fulmine a ciel sereno, ma una decisione che il sindaco Picco conosceva da qualche giorno, cioè da quando la sezione della Lega Nord, suo partito gli aveva chiaramente detto di non voler più sostenere il suo operato. Il primo cittadino Picco, militante del Carroccio è quindi rimasto solo contro il resto della militanza del paese, formata dal segretario Cristian Chizzoli, dai tre consiglieri dimissionari e da Micaela Crotti

«La decisione, certamente sofferta, fa seguito a una serie di scelte perseguite dal sindaco Giorgio Picco contro il parere della Sezione di Capergnanica: dalla sestuplicazione delle indennità di carica decise contestualmente all’aumento della TARSU, alla mancata condivisione del Bilancio di previsione 2012, fino alle recenti uscite sulla stampa in cui venivano attaccati i militanti del nostro movimento. I lunghi tentativi di mediazione portati avanti negli ultimi mesi si sono costantemente scontrati con l’assoluta indisponibilità del Sindaco a mettere in discussione le proprie scelte, creando una frattura insanabile tra lo stesso sindaco e i consiglieri dimissionari. Il protrarsi di una situazione del genere avrebbe determinato una paralisi dell’attività amministrativa, con conseguenze negative per le comunità di Capergnanica e di Passarera», scrive il segretario locale della Lega Nord in un comunicato. Il Carroccio è già pronto a creare una nuova compagine per tornare in campo alle prossime elezioni.

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Due mesi. Questo il tempo che avevano dato i consiglieri di minoranza in accordo con queli di maggiaoranza dissidenti al sindaco “per cambiare registro, ma visto che l’atteggiamento non è mutato ci siamo dimessi”, spiega Alex Servergnini.

«La perdita della maggioranza consigliare ha creato una situazione di grave crisi delle attività del consiglio: il trucchetto della doppia convocazione non poteva reggere a lungo. Inoltre, la malcelata tensione con cui il Sindaco e alcuni membri della giunta raggiungevano l’aula consigliare, provocavano spesso risse verbali a nostro parere non consone e svilenti dell’attività di un’istituzione. È nostra convinzione che per Capergnanica sia meglio il male minore di pochi mesi di commissariamento, rispetto ai prossimi due anni di malgoverno dell’amministrazione Picco. Infine, dopo tre anni di mancata collaborazione e di chiusura nei confronti del gruppo consigliare di minoranza, a partire dall’esiguo numero dei consigli comunali e alla loro carenza di contenuti, non c’erano le condizioni per dare un’ultima possibilità a questa giunta», scrivono in un comunicato i consiglieri di minoranza, «già pronti a iniziare un percorso con la popolazione per creare un progetto condiviso per le prossime elezioni», spiega Severgnini.

Un altro comune, dopo Castel Gabbiano, che sarà governato per i prossimi mesi da un commissario.

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