Cronaca
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Salini rinuncia a Roma, ma congela il Pirellone E Rossoni prova con il Senato

Massimiliano Salini ferma la sua idea di correre per un posto al Parlamento. Tutto è rimasto alla semplice intenzione. Il presidente della Provincia non si è dimesso in tempo utile (entro il 31 dicembre)  e quindi resterà al suo posto in corso Vittorio Emanuele, senza però rinunciare all’eventuale opzione per un ruolo da consigliere in Regione Lombardia. Non c’è infatti l’obbligo di dimissione dall’ente locale in caso di candidatura regionale (infatti sarà in capolista di Lega Nord per la Regione Lombardia il vicepresidente della provincia Federico Lena). E l’incompatibilità scatterà – con l’obbligo di scelta –  solo dopo l’eventuale elezione. Il problema sarebbe comunque politico, perché Massimiliano Salini ha da tempo scelto di stare con Gabriele Albertini (e con Mauro e Monti a livello nazionale), rivale di Roberto Maroni alle elezioni. Il Carroccio accetterà di essere ancora l’alleato fedele di Salini in Provincia (nonostante il braccio di ferro sull’acqua) e in contrapposizione a livello regionale?

Ma è tutto il Pdl ad essere nel caos. La Lista “Fratelli d’Italia” di La Russa è accredita in Regione Lombardia di un 7-8% di voti, il Pdl (senza gli ex An) sarebbe al 10-12%, l’accordo con la Lega (ancora al 20% in Lombardia) è in alto mare.  “Non so se il Pdl ci sarà ancora dopo il voto…” dice un alto esponente provinciale del partito. La componente di Comunione e Liberazione non si è ancora schierata compatta. Lupi vorrebbe stare con Berlusconi, Mario Mauro invece con Albertini e Monti. Roberto Formigoni, dopo aver lanciato l’ex sindaco di Milano, è in un lungo silenzio, rotto solo da un cinguettio di due giorni fa: “La Lega si conferma: nulla da’ e tutto pretende. Viva Albertini Presidente!”. Sono passate 48 ore, starà ancora con lui?

Anche in Cl a Cremona gli umori non sono dei migliori, la fuga in avanti di Salini ha messo di malumore il vicesindaco Carlo Malvezzi che pure aveva qualche giusta speranza di candidarsi in Regione.

E Gianni Rossoni? Dopo 21 anni al Pirellone, come noto il politico di Offanengo, ha deciso di cambiare aria. Avrebbe ipotizzato per sè un posto al Senato ma l’idea sarebbe difficilmente percorribile. Secondo alcuni calcoli in mano al partito: con il 20% di voti in Lombardia (stima comunque per ora molto generosa), il Pdl avrebbe dodici senatori eletti nella nostra regione. Difficile ipotizzare ci sia in questo manipolo un posto per Rossoni.

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