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La prima 'vittima' di Trenord è cremonese Un 30enne di Piadena ideatore dei profili che danno voce ai pendolari

TRENORD-VICTIMS

La prima “vittima” di Trenord è un cremonese. Un ingegnere informatico che lavora in piazza Cadorna a Milano, ma abita a Piadena. Pendolare da dieci anni della linea Mantova-Cremona-Milano. E’ il 30enne Eugenio Minardi, infatti, l’ideatore di ‘Trenord victims’ (appunto vittime di Trenord). Un profilo sui social network che permette una vera e propria diretta live dalla banchina, gestita dagli stessi pendolari che utilizzano ‘cinguettii’ su Twitter e post su Facebook per denunciare i ritardi e scambiarsi le possibili soluzioni. ‘Chi si sente vittima dei disagi di Trenord segua Trenord Voictims’, ha lanciato quasi un anno fa Eugenio Minardi. E i viaggiatori hanno risposto in massa. 2.627 ‘mi piace e oltre 70mila visite su Facebook’, 3mila 455 follower su twitter e 4.815 tweet. Il boom dei contatti nella settimana di disservizi legati al malfunzionamento del software per la gestione dei turni del personale.
“Ho detto che sembra primavera, non di accendere l’aria condizionata sui treni! Ma chi tara i sensori?”, “Tabelloni in tilt a Cadorna: annunci a caso e turisti stranieri che impazziscono, grazie”, “Stamattina sull’s9 per albairate: carrozze gelate e ritardo cronico, anno nuovo, vita vecchia!”, “Ma se una #carrozza é senza luce vuol dire che #trenord ha pagato solo una parte della bolletta? :-/”. Sono, per esempio, alcuni dei tweet pubblicati più di recente sul profilo Twitter di ‘Trenord Victims’. E anche su facebook, i post sono tanti e commentatissimi. Segnale che Trenord Victims è diventato un vero e proprio strumento di scambio di informazioni. E, infatti, la su forza è proprio la collaborazione e la comunicazione immediata. “Anche Trenord – ha detto Eugenio Minardi al quotidiano Il Giorno – usano i canali Twitter ma spesso le comunicazioni arrivano all’ultimo minuto se non oltre i tempi, rendendole inutili. Spazi come Trenord Victims, invece, sono frequentatissimi perché fondamentali nei momenti di criticità. Qui gli utenti si aiutano”. Un’idea, quella del cremonese, destinata ad avere sempre più seguito.

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