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Un lago artificiale a Crotta d'Adda per alimentare una centrale elettrica Protesta di agricoltori e residenti

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Una nuova centrale idroelettrica tra Castelnuovo (Lodi) e Crotta d’Adda, in provincia di Cremona, in pieno Parco dell’Adda Sud. E’ il progetto della Vis srl che prevede la costruzione di un impianto da 2852,94 chilowatt in quel lembo di terra in cui si trova un salto di circa 3 metri sul fiume. Nel 2010 la richiesta per la realizzazione della centrale. Il Comune di Crotta ha richiesto una sospensiva per porte accedere agli atti e la provincia di Cremona ha richiesto una valutazione di incidenza ambientale. Ora, il progetto è fermo alla provincia di Lodi. Intanto, c’è forte preoccupazione per le ripercussioni dell’intervento sull’ambiente e sull’agricoltura. “Immediata necessità di avere un quadro approfondito e completo della questione, attraverso uno studio dell’impatto idraulico, geologico e agronomico. Pieno supporto ai rappresentati istituzionali, per condividere un percorso di trasparenza e di tutela del territorio, dell’ambiente, del lavoro delle imprese agricole coinvolte”. Questi i punti espressi dalla Coldiretti di Cremona, per voce del Direttore Simone Solfanelli, intervenuto nella vicenda del progetto di una centrale idroelettrica nell’ultimo tratto del fiume Adda, centrale che sorgerebbe a Castelnuovo (Lodi) ma che coinvolgerebbe un’ampia fascia di territorio cremonese fino a Pizzighettone.
Del progetto si è parlato nel pomeriggio a Crotta d’Adda, nell’incontro promosso dall’Amministrazione comunale, con in prima linea il Sindaco Renato Gerevini e l’Assessore all’ambiente Gianguido Abbiati, che hanno dato voce alle riserve della piccola comunità, di fronte ad un’opera che – stando al progetto – per alimentare la centrale creerebbe un ‘lago’ artificiale, un invaso di 3 milioni di metri cubi d’acqua, comportando un innalzamento di tre metri del livello del fiume, con un rigurgito del bacino destinato a risalire per 14 km fino ad arrivare al salto che l’Adda compie nei pressi di Pizzighettone.
E’ stato l’assessore Abbiati a riassumere termini e timori dell’operazione (valore stimato: quasi venti milioni di euro), sottolineando il mancato coinvolgimento delle Amministrazioni locali. Il Comune di Crotta d’Adda solo da una manciata di settimane, appena prima di Natale – ha testimoniato – è venuto a conoscenza del progetto, aggiungendo che “le conferenze di servizio nelle quali non siamo stati coinvolti risalgono, invece, alla prima metà del 2011”.
Sindaco e Assessore hanno ribadito la preoccupazione in primo luogo per l’impatto ambientale dell’intervento, sottolineando i pesanti effetti che il massiccio innalzamento della falda avrebbe sul patrimonio vegetale, animale, sulla tenuta delle sponde, sull’intero assetto idrogeologico di quel tratto di fiume.
Da qui la decisione del Comune di conferire all’ing. Stefano Allegri l’incarico di realizzare studi e rilievi idraulici (cui si dovrà affiancare un’indagine geologica), per valutare l’impatto ambientale dell’opera, e la richiesta di supporto rivolta in primis alle Organizzazioni agricole, per una stima degli effetti e dei danni anche dal punto di vista agronomico.
Immediata è stata la risposta di Coldiretti Cremona, presente con il Direttore Simone Solfanelli e con il Responsabile dei Servizi Tecnici Marco Benedini, oltre che con tutti gli imprenditori agricoli coinvolti dall’intervento, e con il Segretario della Zona Coldiretti di Codogno.
Dopo aver affiancato il Comune, nelle scorse settimane, nella richiesta di ulteriori informazioni rivolta alla Provincia di Lodi, Coldiretti Cremona ha ribadito l’impegno di dare tutto l’appoggio, pratico e tecnico, alla realizzazione dello studio, condividendo il timore che il progetto possa creare gravi danni all’agricoltura locale, alle aziende operanti lungo l’Adda, all’ambiente. Il Direttore Solfanelli ha quindi auspicato il coinvolgimento delle Associazioni ambientaliste, del Parco Adda Sud, dei Comuni limitrofi, in una battaglia che è tutta a difesa del nostro territorio.
L’incontro, cui hanno preso parte numerosi agricoltori e rappresentanti dei Comuni fra cui l’Assessore all’ambiente di Moscazzano Aldo Bellandi, si è chiuso con l’individuazione di un “capofila istituzionale”, che possa condurre e coordinare l’azione tesa ad ottenere in prima istanza chiarezza e piena informazione sull’intervento, nonché a chiedere di essere interpellati e coinvolti a pieno titolo in decisioni che minacciano di cambiare il volto della provincia. Quale “capofila” è stato designato il Comune di Crotta d’Adda, nella persona del Sindaco Renato Gerevini.
Il prossimo passo sarà un incontro in Provincia, con l’Assessore all’Agricoltura e all’Ambiente Gianluca Pinotti, già fissato per il pomeriggio di lunedì 14 gennaio. Vi prenderanno parte, accanto agli Amministratori Comunali, anche i rappresentati dell’agricoltura.

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  • Aldo belladi

    Tempestivo,corretto e professionale il pezzo pubblicato in tempo reale della riunione che si è svolta oggi pomeriggio nel comune di Crotta d’Adda. Si tratta di un intervento passato quasi sotto silenzio che potrebbe invece interessare l’incolumità di intere comunità, della difesa dell’ambiente e dell’agricoltura. In un Paese che è a rischio idrogeologico al 60 % i cui pesanti costi incidono su tutti, qualcuno ha pensato di fare “business”
    utilizzando il fiume Adda, fiume che con il cambiamento climatico e le piogge torrenziali, rappresenta già oggi fonte di grave preoccupazione per le comunità interessate dal parco.Incomprensibili sono stati i ritardi della provincia di Cremona ed inaccettabile il silenzio del parco Adda Sud, molto severo quando si tratta di rilasciare piccole autorizzazione, e davanti ad un potenziale disastro non c’è!!!…Oggi è iniziata la battaglia.Noi saremo a fianco dell’amministrazione di Crotta invitando anche gli altri sindaci ad unirci per la difesa delle nostre comunità.

  • Il Comitato Salviamo il Paesaggio cremonese, cremasco e casalasco è pronto a dare una mano per approfondire l’operazione che ancora una volta viene resa pubblica e nota con grave e inaccettabile ritardo. E’ di questi giorni la sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla trasparenza e
    partecipazione dei cittadini. La Corte sottolinea che “nei procedimenti
    ambientali ” il pubblico interessato deve potervi partecipare sin
    dall’inizio, vale a dire dal momento in cui tutte le alternative sono
    ancora praticabili e tale partecipazione può avere un’influenza
    effettiva. (http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text&docid=132341&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir&occ=first&part=1&cid=524538#Footnote). Come comitato stiamo formando un gruppo di lavoro allargato a competenze diffuse di giovani preparati e professionisti indipendenti per lavorare concretamente su un piano energetico provinciale, perchè desideriamo in primis capire di quanta energia abbiamo bisogno dopo aver eliminato gli sprechi e assunto comportamenti virtuosi di risparmio e più sobri.