Cronaca

Condannato l'ex dg dell'ospedale Spaggiari, diffamò Riccio

Nella foto, a sinistra Riccio, a destra Spaggiari

L’ex direttore generale dell’ospedale Maggiore di Cremona Piergiorgio Spaggiari è stato condannato dal tribunale di Milano ad una pena pecuniaria per aver diffamato a mezzo stampa Mario Riccio, l’anestesista cremonese che il 20 dicembre del 2006 aveva staccato la spina a Piergiorgio Welby. Per la procura, Spaggiari aveva rilasciato dichiarazioni “mendaci” e “offensive” sul conto di Riccio in merito alla morte, avvenuta il 4 gennaio del 2006 all’ospedale di Codogno, di un paziente di 86 anni. A quel tempo Spaggiari era direttore generale dell’ospedale di Lodi, da cui dipendono Codogno e Casalpusterlengo, mentre Riccio era primario dell’unità di Anestesia e Rianimazione. Quest’ultimo aveva accusato un infermiere 32enne di aver “staccato la spina” all’anziano quando il paziente era ancora vivo. In seguito a quell’episodio, Riccio aveva segnalato al direttore sanitario dell’ospedale di Codogno il comportamento dell’infermiere, da lui reputato grave sotto il profilo disciplinare. La procura di Lodi aveva quindi aperto un’indagine, contestando a Riccio di non aver denunciato la morte del paziente, accusa poi caduta il 7 febbraio del 2008, quando il gup aveva dichiarato per l’anestesista cremonese il “non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato”. L’infermiere, all’inizio accusato di omicidio volontario, aveva invece patteggiato una pena di nove mesi di reclusione per omicidio colposo. “Quasi mi viene da sorridere”, aveva commentato Spaggiari, intervistato da un cronista del quotidiano Il Giorno. “Il medico che ha staccato la spina ad una persona viva” (il riferimento era al caso Welby), “ora denuncia l’omicidio di un uomo già morto”. Una dichiarazione niente affatto gradita da Riccio che nei confronti di Spaggiari aveva fatto partire una querela. “L’ho fatto per tutelare la mia onorabilità e quella di chi ha lavorato con me a Codogno in quei due anni”, aveva spiegato lo stesso Riccio. “La vicenda Welby, poi, è una pietra miliare della giurisprudenza. Si può criticare, ma non ridurla ad una battuta”. Per il pm di Milano, l’ex direttore generale dell’ospedale di Cremona ha diffamato l’anestesista, “facendo intendere, mendacemente, che il dottor Riccio avesse ingiustamente accusato l’infermiere di aver illecitamente spento il ventilatore meccanico e tolto il tubo tracheale, visto che al momento di tale operazione il paziente era già morto”. Spaggiari aveva affermato di aver convocato Riccio nel suo studio per discutere della vicenda, e che “alla fine anche lui aveva convenuto che il paziente era già morto quando il respiratore era stato staccato. Se ora sostiene l’opposto, avrà cambiato idea successivamente”. “Spaggiari mi ha attribuito un inesistente mutamento di opinione”, aveva sottolineato l’anestesista nella querela, “e non riesco a capire in base a quali elementi. Ciò offende la mia reputazione sia umana che professionale”. E ancora: “all’ospedale di Codogno”, aveva detto Spaggiari, “c’era una situazione di conflitto tra medici e primari. Le accuse e le ritorsioni erano all’ordine del giorno. Quando avevo convocato Riccio e il capo del dipartimento di Anestesia dell’ospedale di Lodi, entrambi erano giunti alla conclusione che il paziente era uscito dall’intervento senza vita. Il suo cuore batteva solo perché aveva uno stimolatore cardiaco  ed era attaccato all’autorespiratore, ma non aveva più un’attività cerebrale e l’elettroencefalogramma era piatto”. Per Riccio, invece, “non c’era alcuna situazione di conflitto all’ospedale di Codogno. Anzi, c’era un ottimo rapporto umano che aveva contribuito a migliorare sensibilmente l’efficienza e la produttività del reparto stesso”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...