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Tagli alla cultura, confronto in consiglio e con il territorio

Lettera scritta da Virgilio - Castellani (Pd)

Siamo tutti consapevoli che in questi anni gli enti locali sono stati pesantemente colpiti da tagli e da restrizioni, in particolare alle province si è chiesto di ridurre i propri bilanci del 25% imponendo alle stesse di colpire alcune specifiche spese considerate ‘aggredibili’.

La situazione è pertanto pesante, per queste ragioni sarebbe utile garantire un maggiore confronto rispetto alla eventuale volontà di cancellare quasi completamente il contributo della Provincia di Cremona al mondo della cultura cremonese.

Non è intenzione nostra strumentalizzare, in questi anni abbiamo infatti apprezzato e sostenuto il lavoro della giunta volto a rendere più omogeneo e più efficace il sistema bibliotecario provinciale, tuttavia su alcune partite importanti non vediamo particolare attenzione e soprattutto manca un ruolo centrale di regia e di coordinamento da parte dell’Amministrazione e una governance efficace fra istituzioni.

Ricordiamo che lo scorso anno la giunta Salini aveva predisposto un progetto strategico indirizzato al territorio che è tuttavia rimasto nel cassetto. Questo documento aveva il limite di circoscrivere le politiche culturali in una semplice ottica di marketing territoriale, questo approccio non è esaustivo, anzi, è l’errore che molti governi locali commettono quando affrontano le potenzialità dello sviluppo correlato alla cultura.

Pertanto a partire dalla consapevolezza che i problemi delle politiche culturali del nostro territorio vengono da lontano e che oggi sarebbe ancora più sconveniente ragionare su progetti ambiziosi ma irrealizzabili o al contrario adagiati su una mera logica di risorse a pioggia, siamo però altrettanto consapevoli che una decisione drastica di questa portata che colpisce alcuni presidi importanti del nostro sistema culturale (la Fondazione Stradivari, la Monteverdi, il Folcioni) deve essere immediatamente condivisa all’interno del consiglio provinciale e soprattutto con il territorio.

Andrea Virgilio (capogruppo PD in consiglio provinciale)
Vera Castellani (consigliere provinciale PD)

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Commenti
  • Prof. Maria Rita Carnevali

    E’ evidente che chi scrive questa lettera lo fa in un momento inopportuno,e tra le righe lo si evince; come mai non vi siete attivati prima…
    Io, con altre mie colleghe, conosciamo bene i problemi culturali sul territorio; ma fino ad ora sono stati affrontati e dibattuti seriamente solo nel Comune di Cremona, e da altro consigliere del PD.
    Fare demagogia spicciola non serve, servono azioni concrete e mirate, questo ci aspettiamo.
    Inoltre la storia culturale del territorio è in crisi da prima del governo Salini-Perri, e di questo, almeno chi è adetto ai lavori lo sa molto bene.
    Occuparsi degli affari culturali è e rimane una cosa seria, non ci si può improvvisare da un momento all’altro.
    Prof. Maria Rita Carnevali
    Cremona

    • Ettore Denti

      Cara Maria Rita, non posso far altro che darti pienamente ragione su tutti i fronti.
      Sia a Cremona che sul territorio i problemi legati all’ambito culturale, risultano essere attraenti solo in campagna elettorale.
      troppo comodo!!
      Le politiche culturali degli ultimi vent’anni sono state disastrose; oggi si sta pagando la non lungimiranza del passato e la grave miopia del presente.
      Non c’è quella spinta dal basso, dalla base, che permette di alzare il tiro culturale; e questo lo si vede già confrontando il nostro operato con quello delle città lombarde limitrofe.
      Occorre identità e passione, prima che freddo calcolo politico.
      Ettore Denti

  • Andrea Virgilio

    Questa lettera non ha intenzione di fare polemica, in alcuni passaggi si prende invece atto di un buon lavoro fatto dalla giunta Salini per esempio sulla questione del sistema bibliotecario provinciale; nella parte finale si sottolinea che il problema della cultura nel nostro territorio viene da lontano perché c’è la piena consapevolezza che il centrosinistra ha delle responsabilità politiche (come ben sappiamo) sulla vicenda Apic e sulla scelta di aver puntato su progetti estremamente ambiziosi e difficilmente realizzabili. Tuttavia c’è la sensazione che in questi anni la giunta provinciale non abbia garantito una funzione di traino e di coordinamento. Quello che chiediamo, senza improvvisazioni, ma con il nostro continuo pungolo all’interno dei lavori del consiglio provinciale, è l’esigenza di garantire un maggiore confronto sul tema dei tagli (probabilmente inevitabili) a realtà importanti del territorio e soprattutto sul futuro. Occuparsi delle politiche culturali è senza dubbio una questione fondamentale e soprattutto aperta a tutti, credo infatti che la prospettiva della Cultura a Cremona debba essere quella di un processo partecipato capace di non chiudersi nelle nicchie e nei personalismi che hanno fatto molto male a questo territorio. Anzi, io personalmente non sopporto parole come “addetti ai lavori”, è un approccio che mi piacerebbe debellare perché ha generato poco dibattito, approcci elitari, frammentazione e tanti …tanti pregiudizi.