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Tamoil, rischio esplosione: il processo si sposta a Venezia?

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Nella foto, gli avvocati di Tamoil

Si è aperto oggi il processo su uno dei filoni della Tamoil. Imputato è Enrico Gilberti, il manager preposto alla gestione della raffineria, accusato di disastro colposo per i fatti accaduti il 27 agosto del 2009.

Gilberti deve rispondere in merito alla fuoriuscita di gas da uno dei serbatoi utilizzati durante le fasi di pulizia degli impianti. Il contenitore, che fungeva da grande pattumiera dove venivano convogliati gli scarti di lavorazione, si era danneggiato, rilasciando nell’aria un fortissimo odore di idrocarburi che aveva causato malori tra i soci delle vicine canottieri. Relativamente a quell’incidente, provocato dalle operazioni di manutenzione del serbatoio “A5”, la consulenza effettuata per conto del pm aveva parlato di rischio esplosione molto alto per la presenza di sostanze altamente infiammabili.

Durante le questioni preliminari, gli avvocati di Tamoil hanno sollevato la stessa eccezione di incompetenza territoriale che in sede di udienza preliminare era stata rigettata dal giudice Guido Salvini. In sostanza i legali della difesa hanno chiesto di spostare il processo a Venezia, sede deputata in caso di coinvolgimento di magistrati in servizio a Cremona, proprio a causa del coinvolgimento diretto dell’allora pm Cinzia Piccioni, magistrato delegato alle indagini. Quel giorno, infatti, la Piccioni si trovava alla Bissolati insieme ad altri soci. Un doppio ruolo, il suo, ritenuto dai difensori incompatibile. A questo proposito il giudice Francesco Sora si è riservato la decisione, ed ha aggiornato il processo al prossimo 17 aprile.

Nel maggio scorso il gup Salvini aveva rigettato la richiesta della difesa, ritenendo la presenza, seppur “incontestabile” della Piccioni, “circostanza di per sé non sufficiente a comportare l’attivazione del meccanismo di rimessione”. Nella sua ordinanza, però, Salvini aveva segnalato comunque “che un dovere di astensione” da parte del magistrato “poteva essere preso in considerazione sotto altri profili di convenienza (ad esempio per il rapporto di frequentazione con potenziali testimoni o danneggiati gestori o iscritti alla Bissolati)”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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