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Palazzo Grasselli, la Sovrintendenza mette a rischio la vendita

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La Sovrintendenza potrebbe vincolare Palazzo Grasselli. Un mese e mezzo fa l’organo che tutela i beni artistici e culturali ha fatto sapere al Comune di essere intenzionato, appunto, a vincolare il prezioso edificio, lasciato in eredità all’Amministrazione, che prevedeva la vendita per un valore di quattro milioni di euro. La Giunta ha però redatto le controdeduzioni ed è ora in attesa del parere definitivo della Sovrintendenza. Il rischio è che l’immobile sia reso inalienabile, quindi invendibile. Dal Comune fanno però sapere che la partita non è ancora del tutto chiusa.

PRESENTATO IL VOLUME SUL PALAZZO

Intanto nel pomeriggio, nella Sala dei Quadri di Palazzo Comunale, è stato presentato il volume “Patrizi, notabili, costruzione della città. Fabbrica e tutela di palazzo Magio Grasselli a Cremona”, edito da Allemandi&C.

Dopo il saluto introduttivo del sindaco Oreste Perri, per illustrare l’importante testimonianza del lavoro svolto su uno degli edifici storici più importanti del patrimonio comunale, sono intervenuti Ruggero Carletti, direttore del Settore Progettazione del Comune di Cremona, Alberto Grimoldi, direttore della collana editoriale “Costruzione, uso, storia degli edifici”, e Angelo Landi, curatore della pubblicazione. Presente anche l’assessore ai Lavori Pubblici Francesco Zanibelli.

“L’esperienza di ricerca, ben testimoniata dalla pubblicazione che oggi viene illustrata, è frutto di un approfondito lavoro tecnico e scientifico svolto con la collaborazione del Politecnico di Milano e grazie alla direzione tracciata dalla Fondazione Cariplo che, con il bando ‘Arte e Cultura 2008’, ha voluto diffondere le tecnologie innovative per la conservazione programmata del patrimonio architettonico antico” ha dichiarato il sindaco Perri nel suo saluto. “In sostanza, il palazzo Magio Grasselli-  ha proseguito il sindaco – è diventato un caso di studio, grazie alle sue caratteristiche costruttive e al bisogno di conservazione. In questo volume viene fatto il punto sulle metodologie di conoscenza storica, analisi scientifica e monitoraggio del degrado: viene così offerto un contributo ai soggetti pubblici o privati che operano nel campo della conservazione dei beni culturali.” Ed è nella sinergia tra pubblico e privato, ha rimarcato infine Oreste Perri, l’unica possibilità, in questo particolare momento di scarse risorse, di provvedere almeno alla conservazione di edifici antichi.

L’architetto Ruggero Carletti, dopo aver affrontato brevemente la storia architettonica di Cremona, dal Medioevo fino al secolo scorso, si è addentrato nella vicenda di palazzo Grasselli. Acquisito dal Comune nel 2007 per lascito testamentario, l’edificio è stato interessato da un importante intervento sulle coperture e sulle strutture di legno del tetto. “L’esperienza tratta da questo progetto” ha aggiunto poi Carletti “ha reso possibile una strategia di conservazione e manutenzione programmata, grazie alla quale si potranno migliorare le condizioni del nostro patrimonio immobiliare storico e ottimizzare le risorse economiche destinate alla tardiva manutenzione”. Cremona infatti, dal Dopoguerra a oggi, è riuscita a valorizzare il suo patrimonio, così da non perdere la propria memoria, la propria storia, quindi la sua identità.

Alberto Grimoldi ha parlato della storia della costruzione e della tutela del patrimonio architettonico in Italia, con particolare attenzione per le fonti della ricerca e, soprattutto, per il legame che un edificio intrattiene con l’uomo che lo occupa, facendo appunto riferimento alla famiglia Grasselli: “Come non si dà una storia dell’arte autonoma dalla storia della società, così non si danno neppure una storia degli edifici né una storia dell’architettura autonome: esse non possiedono strumenti e metodi esclusivi, la loro specificità sta negli obiettivi, negli oggetti di studio e in tutto quanto è legato alla consistenza materiale degli oggetti medesimi”.

Infine, Angelo Landi si è soffermato sulla questione sanitaria e sulle principali riforme urbanistiche nella Cremona del XIX secolo. Infatti “l’influenza dei regolamenti della polizia stradale sull’architettura degli edifici privati è stata spesso lasciata da parte, quando la strada è componente delle reti tecnologiche e la sua infrastruttura indirizza a livello urbano le riforme dei prospetti e la redistribuzione funzionale interna delle abitazioni”.

Il palazzo Magio Grasselli ha suggerito proprio questo percorso, che approfondisce le questioni legate alla “trasformazione del volto urbano nei suoi nessi, decisivi e spesso ignorati, con le prescrizioni dei regolamenti di polizia stradale e con particolare riferimento all’incanalamento delle acque pluviali”. Landi ha concluso con l’augurio che questo libro possa essere un valido strumento di studio non solo per professionisti, ma anche per studenti che vogliano avvicinarsi alla conservazione dei beni culturali e all’architettura della nostra città.

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