86enne minacciò le vicine con due pistole: "Modellini da mercato dell'antiquariato"
L'anziana è a processo insieme al figlio per lesioni e minaccia aggravata dall'uso delle armi. Attriti con le parti offese per il mancato pagamento dell'affitto
Lesioni e minaccia aggravata dall’uso delle armi. Con queste accuse sono finiti a processo una cremonese di 86 anni e suo figlio 50enne. Il 23 agosto del 2022 l’anziana avrebbe minacciato la vicina di casa, una 41enne romena, e sua figlia di 17 anni, puntando verso di loro due pistole prive del tappo rosso, mentre il figlio avrebbe aggredito la vicina, spingendola fino a farla cadere a terra, ma senza provocarle ferite. Il 50enne avrebbe anche spintonato la figlia, causandole traumi al rachide per una prognosi di tre giorni.

Oggi gli imputati erano in aula insieme ai loro difensori, gli avvocati Luca Curatti ed Enrico Moggia, mentre madre e figlia non si sono presentate. Oggi la 41enne avrebbe dovuto testimoniare, ma risulta irreperibile. Si pensa abbia fatto rientro in Romania. I giudici hanno comunque disposto le ricerche affinchè possa essere presente nell’udienza del prossimo 13 ottobre. In udienza hanno invece testimoniato due carabinieri. Il vice brigadiere che quel giorno era intervenuto ha parlato di attriti per via di mancati pagamenti dell’affitto da parte delle persone offese. “I toni erano accesi”.
Il luogotenente Gianni D’Alfonso, comandante della Stazione dei carabinieri di Cremona, aveva invece effettuato un sopralluogo nell’abitazione degli imputati per via delle due armi che l’anziana avrebbe puntato contro la 41enne e la figlia. “Si trattava di due pistole giocattolo“, ha spiegato il testimone. “Erano riposte su un mobile, ma si vedeva che erano di plastica. Non le abbiamo neanche sequestrate“.
Gli imputati avevano affittato l’appartamento a madre e figlia. “All’inizio ci pagavano”, ha spiegato il 50enne. “Dal periodo del Covid hanno cominciato a darci di meno per poi non pagare più. Da quando abbiamo mandato inviato loro la lettera di preavviso di sfratto è scoppiato tutto“. Le pistole?. “Sono dei modellini, arrivano da un mercatino dell’antiquariato”.
“Non pagavano l’affitto e quel giorno si sono messi a discutere”, ha aggiunto l’avvocato Curatti. “Poi la vicina ha tirato una ciabatta nella schiena al mio assistito mentre lui stava rientrando nell’appartamento. La mamma ha visto tutta la scena e restando sulla porta ha preso questi due soprammobili per dirle di smetterla. Tutto qui”.