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Nel primo trimestre 350 licenziamenti E' incognita per le aziende più piccole

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Oltre 350 licenziamenti in provincia di Cremona nel primo trimestre del 2013. Questo il numero uscito con le ultime liste di mobilità di marzo approvate dalla sottocommissione regionale per le politiche del lavoro. Gli anni precedenti sono stati disastrosi, per questa ragione anche se oggi non siamo su quei livelli non si può essere certo soddisfatti. C’è, inoltre, un motivo ben preciso se i licenziamenti conteggiati risultano calati: da gennaio per legge e per mancanza di fondi, sottolineano sindacalisti della Cgil, non vengono più censiti e inseriti quelli relativi alle liste legge-236 (aziende fino a 15 dipendenti, la maggior parte dei licenziamenti); per i lavoratori che rientrano in questa categoria resta al momento solo la promessa di un Decreto del Ministero del Lavoro con incentivi per la loro rioccupazione, annunciato ma non ancora pubblicato. I numeri (assai ridotti) presenti nella colonna delle liste 236 nel 2013 sono  le “code” dei licenziamenti entro il 31 dicembre 2012 come affermano dal sindacato.

I dati, quindi, preoccupano comunque. Dopo il boom di gennaio con 266 licenziamenti (cioè il 33% in più rispetto allo stesso mese dell’anno prima), a febbraio sono stati 54. A marzo, stando a  quanto elaborato da uffici Cgil, ne risultano 33. Per un totale di 353 (il 43,2% in meno del primo trimestre 2012). Come detto, complicato il quadro delle liste 236 (solo 185 i licenziamenti conteggiati nel trimestre, in calo del 54,4%). Riduzione pure nelle liste legge-223 (aziende oltre i 15 dipendenti): 168 licenziamenti tra gennaio e marzo (diminuzione del 22% in un anno). Per quanto riguarda le aziende di dimensione non piccolissima (sopra i 15 lavoratori) potremmo essere arrivati a un livello di occupazione non più comprimibile ulteriormente, secondo alcuni sindacalisti.

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