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Arrestato latitante clan Abete-Abbinante Rintracciato in una casa in via Dante E' accusato anche di tentato omicidio

polizia

foto Greta Filippini

AGGIORNAMENTO – Gli agenti della squadra mobile di Napoli, in collaborazione con gli agenti della squadra mobile di Cremona, hanno arrestato Umberto Raia, pluripregiudicato di 40 anni appartenente al clan Abete Abbinante. E’ legato ad una serie di clan che nelle piazze di Scampia e Secondigliano si contendono il mercato della droga e sono protagonisti di numerosi episodi di estorsione. Era latitante per due ordinanze di custodia cautelare, una delle quali per l’articolo 416 bis, associazione a delinquere di stampo mafioso.
E’ stato rintracciato a Cremona in un appartamento (intestato ad un parente) di un condominio di via Dante 143. E’ stato preso nel pomeriggio, era da solo. E’ accusato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e tentato omicidio. Pare si trovasse a Cremona da due mesi, non aveva lavoro. Era ricercato da diversi mesi dalla mobile di Napoli che, tramite accertamenti e riscontri, è riuscita a capire che Raia si trovava a Cremona. “Probabilmente era in possesso di un documento falso con cui si muoveva con relativa tranquillità”, ha detto il commissario capo della Questura Nicola Lelario. “Una decina in tutto i poliziotti entrati in azione”, ha aggiunto il dirigente. L’indagato non ha opposto resistenza. Raia, che si è chiuso nel silenzio, è stato trasferito in carcere a Cremona. Il 18 marzo 2012 il 40enne era stato arrestato dalla polizia di Napoli insieme a Saverio Pianese e Simone Sacchettino. Erano stati sorpresi a trasportare in auto due persone sequestrate. Ad ottobre dello stesso anno era stato scarcerato ma sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora nella provincia di Napoli. Da quel momento in poi si è reso  latitante. L’immobile rifugio di Raia è risultato essere di proprietà di una locale società immobiliare ed il relativo contratto di locazione risulta essere stato stipulato da una persona la cui posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti.

Il dirigente Nicola Lelario con i giornalisti

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