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Un po' cremonese la Scuola di padre Moretti in Afghanistan

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Il Corriere della Sera, edizione on-line, gli dedica soltanto oggi un’intervista video, ma i cremonesi sono da tempo vicini all’attività di Padre Giuseppe Moretti in Afghanistan. E’ alle porte della capitale Kabul che questo padre barnabita ha avviato dal 2005  la Scuola di Pace, una realtà unica in un Paese dal passato integralista, chiuso ad ogni possibilità di dialogo interreligioso sotto i governi talebani, paese nel quale il barnabita italiano arrivò per la prima volta nel 1977, in qualità di sostituto temporaneo per la guida della piccola comunità cristiana. Da allora di strada ne è stata fatta e dal 2005 ad oggi la scuola di Pace è cresciuta da 300 a 2000 alunni, maschi e femmine, senza distinzioni sociali, una vera scuola di tutti. Cosa unica nel panorama afghano. Cremona è vicina a Padre Moretti da quando, nel 2004, su input di padre Panigati (il Superiore barnabita che guidò la comunità di San Luca), venne avviata una prima  raccolta di fondi proprio per aiutare il padre barnabita nella costruzione della Scuola, intesa come educazione a quei valori di libertà di pensiero e di fratellanza, alla base del vivere civile. Panigati conosceva  a sua volta la realtà afghana, avendo sostitutio Moretti quando questi, nel 1994, ferito in un bombardamento durante la guerra tra sunniti e tagiki nel periodo dei mujaheddin, dovette tornare per un certo periodo in Italia. Era il 2004 quando il circolo Zaccaria, composto dai laici che collaboravano coi Barnabiti di San Luca, rilanciarono a Cremona e da qui in tutta Italia, la coraggiosa iniziativa di padre Moretti. Il periodico del Circolo, il “Ventino” dedicò ampi servizi e reportage prima all’ideazione, quindi alla concreta realizzazione della Scuola. Questa pacifica ma fruttuosa mobilitazione iniziò nel 2004, nel 2005 la Scuola di Pace potè partire e da allor all’interessamento dello Zaccaria non si è mai assopito, nonostante nel frattempo il circolo si sia sciolto. Ancora oggi l’ex presidente, Pier Vincenzo Gabbani, sta raccogliendo fondi da inviare a padre Moretti per aiutarlo nell’ampiamento della Scuola, dove sono in corso i lavori per la realizzazione di dieci nuove aule. E proprio dagli articoli apparsi sul Ventino sono tratte le vignette del disegnatore cremonese Antonio Luparelli, che evidenziano il forte legame tra la comunità cremonese e il responsabile dell’unica comunità cattolica in Afghanistan.

Come si legge sul Corriere della Sera, alla Scuola di Pace “si gioca all’aperto per poi tornare in classe per studiare matematica, storia e geografia, in un’organizzazione scolastica tipicamente all’occidentale. Dall’Italia arrivano grandi carichi di quaderni, penne e pennarelli donati dalle comunità legate a padre Moretti che anche in questo modo, provvedono alla sopravvivenza della Scuola della Pace, affinché in Afghanistan l’istruzione non resti solo un divieto «ma diventi uno strumento utile per far crescere i futuri uomini». Gli stessi che, del loro paese, sapranno esportare il meglio a cominciare dalla pace, perché «senza scuola non siamo uomini ma pecore», ripete padre Moretti prima di salutare e tornare nel suo piccolo grande mondo”.

VEDI LE FOTO DELL’INAUGURAZIONE DELLA SCUOLA DI PACE (2005)

 

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