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Rapina farmacia, 'Non sono stato io Fatto il mio nome'

rapinatore

L'avvocato Pasquali

“Ad oggi siamo ancora in attesa di capire quali siano gli elementi inequivocabili che hanno incastrato il mio cliente”. A parlare è l’avvocato Gianluca Pasquali, difensore di V.G., il tossicodipendente di 40 anni denunciato per essere ritenuto  l’autore della rapina dello scorso 27 luglio alla farmacia DocMorris in Galleria XXV Aprile. Nel corso della conferenza stampa in questura il dirigente Nicola Lelario ha detto che il 40enne, che risiede a Cremona, è stato individuato con i metodi classici, raccogliendo dati nella zona, carpendo informazioni e visionando le immagini delle telecamere (in farmacia il malvivente si era presentato con il volto parzialmente coperto). “Il mio cliente, però, non ha mai ammesso di essere il responsabile della rapina”, ha spiegato il legale. “Anzi, ha detto di essere stato indicato come il colpevole da qualcuno che lo ha fatto unicamente per allontanare da sé i sospetti”. Durante la perquisizione effettuata nell’abitazione del cremonese sono stati trovati un coltello, ritenuto quello della rapina, e anche una busta azzurra della spazzatura utilizzata per raccogliere il denaro durante il colpo. Un particolare, quest’ultimo, che sembra essere stato ricordato da alcuni testimoni, in quanto nella fuga il contenitore era sfuggito di mano al rapinatore che si era affrettato a raccoglierlo. “Il coltello è un coltello comune che tra l’altro gli è stato regalato dalla fidanzata”, ha chiarito l’avvocato, “e anche la busta della spazzatura, in casa ce l’hanno tutti”. “Il mio cliente”, ha concluso Pasquali, “non ha precedenti, solo una guida in stato di ebbrezza, e ha alle spalle una famiglia benestante che lo aiuta. Non è lui l’autore della rapina”.

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