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Dopo la Festa a Cremona, sikh bloccati a Fiumicino per i turbanti

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Provenivano da Cremona, dalla Festa del Turbante a parco Po, i sikh che all’aeroporto di Fiumicino a Roma si sono rifiutati di togliersi il turbante per i controlli di sicurezza, scatenando momenti di tensione. E’ successo lunedì scorso, come riporta il quotidiano ‘La Repubblica’. Il presidente del Comitato di gestione dei templi Sikh di New Delhi (Dsgmc), Manjit Singh GK e i suoi delegati hanno partecipato sabato alla festa sikh cremonese del Dastar Day, «il giorno di consapevolezza per i turbanti», appuntamento che si svolge in molte capitali europee e ha come scopo quello di diffondere la conoscenza riguardo al turbante (“dastar” in punjabi) e rivendicarne il fondamentale  significato per i fedeli sikh. Il gruppo, qualche giorno dopo la Festa, ha preso l’aereo per ritornare a New Dheli e, arrivato all’aeroporto di Fiumicino, è stato invitato a togliersi il turbante per passare i controlli di sicurezza. I sikh, però, hanno opposto un secco rifiuto, dando vita ad un vero e proprio caso diplomatico e rimanendo bloccati 24 ore nelle scalo romano. L’ambasciatore d’Italia in India, Daniele Mancini, è stato convocato al ministero degli Esteri a New Delhi. Il direttore generale per l’occidente del ministero, Sudhir Vyas, ha ribadito ‘la sensibilità dell’opinione pubblica indiana al rispetto dei sikh e delle loro pratiche, riconoscendo l’importanza delle regole per la sicurezza’. Le norme, stabilite dall’Unione Europea, prevedono che nel caso il metal detector segnali qualcosa, il passeggero sikh sia tenuto a togliersi il turbante in una stanza riservata per l’ispezione. Nel frattempo, diversi rappresentanti sikh, sapendo che il loro capo era stato costretto a rimuovere il turbante, avevano già organizzato proteste davanti all’ambasciata italiana a Delhi.
Alla fine tutto si è risolto con l’intervento della Farnesina e dell’ambasciata indiana a Roma. Dopo i contatti diplomatici, la delegazione sikh è stata fatta passare nella sala vip dell’aeroporto per i controlli ed è, infine, riuscita a prendere l’aereo per tornare nella capitale indiana.

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Commenti
  • sandra

    vicenda ” conturbante”.Le regole e le misure antiterrorismo valgono per tutti oppure basta portare il turbante per esigerne l’ esenzione ? Questi signori possono insegnarci molte cose ma alcune le debbono imparare da noi : la prima è che la legge vale per tutti e che nessuno è escluso per motivazioni religiose. O così oppure se ne stiano a Nuova Dheli.

    • Giulia

      Beh in teoria bisognerebbe anche andare in giro in modo da essere riconoscibili.. Eppure ci sono donne che girano con il viso completamente coperte… Il mio non è razzismo, si può tollerare tutto, ma vedere donne prigioniere in un paese libero, e gente che per un semplice velo può anche evitare di rispettare le leggi.. Sinceramente mi scoccia un po’, magari, da domani mi metterò questi lenzuolini anch’io.. chissà, potrei trarne dei vantaggi!!!

  • ma se a me vietano di portare un tagliaunghie o lo shampoo od il bagnoschiuma per la sicurezza dei voli,perchè questi signori che sono in italia,non in india,devono viaggiare con i loro turbanti dove potrebbero nascondere qualsiasi cosa????se la legge vale per tutti gli europei,non vedo perchè per loro si debba fare un eccezione!se no domani viaggiamo tutti coi turbanti e ci mettiamo quel che voglianmo!

  • fabrizio

    bella questa del “conturbante”. complimenti, è una bella battuta.