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Scandolara Ripa Oglio, piazza e film per Karol Wojtyla

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Sopra, l’inaugurazione della piazza

A Scandolara Ripa d’Oglio, insieme ad una via a don Primo Mazzolari, è stata dedicata una nuova piazza a Papa Giovanni Paolo II in prossimità della fossa sud dell’antico castello. Sabato alla cerimonia, organizzata dal Comune e dall’Associazione Pro Loco e Solidarietà, ha partecipato, numerosa, la gente del paese. Erano presenti i sindaci di Scandolara, Pierino Agnelli e di Seniga, Giuseppe Boldori, cui si è in seguito aggiunto quello di Gabbioneta-Binanuova, Italo Pedrini. Dopo una breve presentazione del primo cittadino locale è stata scoperta la targa lignea con la dedica della piazza al Papa anche in ricordo del suo passaggio dal paese. Ha impartito la propria benedizione l’arciprete don Roberto Pasetti.

La serata era imperniata sulla proiezione del film  “Germogli della Speranza”, della regista Meri Roversi, dedicato all’amicizia tra don Karol Wojtyla e don Francesco Vergine. Il primo, nel 1947, fu ospite presso l’abitazione del sacerdote bresciano appunto a Seniga, di fronte a Binanuova e Scandolara. I due, in bicicletta, passarono alcuni giorni insieme visitando numerosi luoghi del Bresciano e del Cremonese. Alcune specificazioni sono state fornite dalla regista mentre l’attrice Stefania Sandrelli ha letto alcune note biografiche su don Vergine. Il filmato, in bianco e nero, è liberamente ispirato a quanto narrato nel libro di Angelo Locatelli, di Robecco d’Oglio, intitolato: “Karol Wojtyla, la vacanza di un futuro Papa nella Bassa Bresciana- Seniga 1947”. La presentazione delle figure di don Mazzolari e di Papa Giovanni Paolo II è stata fatta da don Antonio Agnelli, parroco di Corte de’ Frati. Locatelli ha narrato brevemente dell’amicizia tra i due sacerdoti conosciutisi a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana in un gruppo di studio, organizzato dalla  Jeunesse Ouvrière Catholique, che aveva come tema la pastorale del lavoro. Questo ai due sarebbe servito per compiere apostolato tra i minatori di Belgio, Olanda e Francia. Don Francesco frequentava filosofia alla Gregoriana, don Karol teologia all’Angelicum ma quel corso fece nascere un’amicizia che permise al polacco di essere invitato presso l’abitazione di don Vergine. Il soggiorno in riva all’Oglio, come viene ampiamente raccontato nel film, si snoda anche attraverso numerose strade del Cremonese percorse in bicicletta dai due sacerdoti: Binanuova, Scandolara Ripa d’Oglio, Levata, Grontardo, Dosimo, Persichello, Cremona con numerose deviazioni. Tutte le sere, passeggiate a piedi, compiute da Seniga a Binanuova.

La parlata un po’ strana di don Karol, don Carlo come subito lo ribattezzarono da queste parti, fece ventilare a qualcuno che assistette ad una sua messa con omelia, l’ipotesi che si trattasse, addirittura, di un prete cremonese.

Quando Wojtyla divenne Papa e riceveva in udienza gente di paesi vicini a Seniga, chiedeva sempre se qualcuno conosceva don Vergine e lo mandava a salutare dicendo di riferirgli che lo avrebbe visto volentieri. Nel 1979 toccò alla parrocchia di Scandolara Ripa d’Oglio andare in udienza dal Papa. Egli, quando sentì il nome della località cremonese ma prossima a Seniga chiese: “Non c’è qui un sacerdote che si chiama don Vergine”? E non avendo avuto risposta affermativa chiese di nuovo se qualcuno lo conoscesse. Una signora rispose affermativamente e allora il Papa le raccomandò: “Me lo saluti tanto. Gli dica che lo aspetto, che lo rivedrei volentieri”. Il tutto venne riportato al sacerdote che solo dopo numerosi altri saluti e inviti si decise ad andare dal Papa. Il 4 settembre 1979 i due si rividero a Castel Gandolfo. Il Papa accolse don Francesco in modo molto amichevole, lo prese sottobraccio e si trattenne a colazione con lui e i suoi amici. Da allora l’amicizia rifiorì e don Francesco, che dal 2000 si era trasferito a Roma, andava e veniva a proprio piacimento dal Papa. Bastava che telefonasse esprimendo il desiderio di voler concelebrare con Giovanni Paolo II che, poco dopo, veniva richiamato per la conferma. Il papa, per don Francesco era sempre disponibile. Il film della Roversi ha raccontato le origini di quest’amicizia fiorite in riva all’Oglio, tra una pedalata e l’altra sulle strade polverose alla ricerca di chiese e santuari da visitare e in cui pregare.

Il pubblico

Parte del pubblico presente alla proiezione del film su Wojtyla. In prima fila, da destra, il sindaco di Seniga Boldori seguito dal sindaco di Scandolara Agnelli e da quello di gabbioneta-Binanuova Pedrini.

La regista Meri Roversi e l'attrice Stefania Sandrelli

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