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Aem in A21 invece del Comune l'opposizione insiste: "Diteci le alternative"

vigilanza

Quali sono  le alternative allo scambio di quote Aem -A21, operazione finanziaria che consente al Comune di Cremona di portare avanti l’affidamento in house del ciclo idrico a Padania Acque? Questo il dubbio che non è stato sciolto in commissione Vigilanza questo pomeriggio, nonostante le ripetute richieste dei consiglieri di opposizione Quinzani (Cremona per la Libertà) e Maura Ruggeri (Pd). Il tema è quello dello scambio di azioni per circa 1 milione e mezzo. Il Comune cederebbe la propria partecipazione in Società Autostrade  Centropadane ad Aem Spa, società partecipata  al 100 percento; in cambio, per la stessa cifra, Aem trasferirebbe al Comune le sue quote di Padania Acque Gestioni, consentendo quindi al Comune di Cremona di partecipare direttamente alla società unica dell’acqua a livello provinciale. Requisito indispensabile, quello della partecipazione diretta dei comuni, per fare di Padania il gestore idoneo a ricevere l’affidamento in house senza ricorrere a gara pubblica.

Tutti a favore della gestione pubblica dell’acqua, su questo non ci piove. Ma sulle modalità per raggiungere questo risultato, riducendo la presenza del Comune in A21, Quinzani e Pd hanno molto da ridire. In tempi in cui la politica è debole, debolissima nei confronti dei potentati economici, perdere anche solo l’1% di partecipazione in A21, significa marginalizzare ancora di più  Cremona all’interno di una compagine societaria che già vede la predominanza degli enti pubblici bresciani e la presenza del privato (gruppo Gavio), interessato a rafforzarsi in vista di un probabile rinnovo di concessione a Centropadane e della realizzazione di Cremona-Mantova (tramite la partecipata Stradivaria) e Brebemi. Il timore è che il socio privato eserciti  il diritto di prelazione, tagliando fuori Aem e riducendo ancora di più le possibilità, per Cremona, di contare all’interno “dell’unica società che negli ultimi trent’anni ha realizzato infrastrutture a Cremona”, ha detto Quinzani. E con l’aria che tira nei bilanci pubblici è sempre più difficile che un ente locale possa farcela da sola, senza una partecipazione pesante in un ente economico.

Quali altre strade, dunque, per varare l’operazione – acqua e allo stesso tempo restare coi piedi ben piantati in A21? L’avvocato Giovanni Gagliardi, presidente della Vigilanza, avrebbe voluto chiederlo direttamente al sindaco Oreste Perri, invitato a partecipare, per chiarire le frasi sibilline del vicesindaco Roberto Nolli e del direttore del servizi economico finanziari Paolo Viani (“Abbiamo un ventaglio di alternative” avevano detto in commissione bilancio). Invece Perri ha delegato Francesco Bordi, che ha seguito  l’annosa vicenda della società unica per l’acqua, nonchè i risvolti ambientali della questione, ma che ha ripetutamente detto di non potere entrare nel merito delle questioni finanziarie.

Per Ruggeri l’ambiguità della posizione del Comune si ricollega “all’opacità di questa amministrazione ogni volta che si tratta di scelte strategiche. Venite a comunicarci le cose quando queste sono già state decise. Non c’è mai stato confronto, ad esempio, sugli indirizzi da dare alle partecipate. Va da sé che sul discorso di Padania Acque gestore unico e in house non ci possano essere retromarce. Ma sulle modalità per arrivare a questo risultato si poteva ragionare”.

Se davvero esistono alternative, forse saranno svelate lunedì prossimo in Consiglio, dove la delibera già approvata in commissione (con l’astensione delle minoranze) sarà adottata definitivamente.

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