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Vertenza in ospedale, l'azienda: "Noi pronti alla trattativa, il sindacato diserta"

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Su una cosa azienda e sindacati sono d’accordo: che l’Ospedale vada riorganizzato perchè le risorse non sono più quelle di un tempo. Ma sul braccio di ferro in corso sul pagamento degli straordinari arretrati, nessuna delle due parti è intenzionata a retrocedere. Nel pomeriggio di oggi la direzione ha deciso di intervenire sulla materia sindacale, “cosa molto inconsueta” ha detto il direttore generale Simona Mariani, “ma in vista delle assemblee e dei presidi che i sindacati organizzeranno nei prossimi giorni, ci sembra giusto e doveroso chiarire la situazione con i cittadini e in particolare con i nostri dipendenti. Non c’è mai stata nessuna interruzione di trattativa, tutt’altro. Per il bene di chi lavora, mi auguro che i sindacati tornino al più presto ad incontrarci. L’ultimo incontro lo avevamo fissato per questo pomeriggio, ma è andato deserto. L’invito era partito giovedì scorso e il primo giorno utile per vederci era oggi. Ma in tarda mattinata ci hanno informato che non sarebbero stati presenti”.

La modalità di pagamento degli straordinari proposta negli incontri di luglio e di settembre dall’azienda prevede di attingere dal Fondo del Direttore generale, costituito per il 10% da un accantonamento destinato al pagamento delle retribuzioni di risultato, ad esempio particolari progetti, come in tutti i contratti pubblici. Su questo il no dei sindacati è perentorio. “Ci hanno chiesto – spiega Mariani – di recuperare in altro modo le somme, pur sapendo benissimo che le voci di bilancio non possono essere destinate a piacere. Tra l’altro, saremmo esposti ai rilievi dei revisori dei conti e della Corte dei Conti”. “All’origine del problema – afferma Ida Beretta, direttore amministrativo – sta il blocco dei contratti e relativo blocco dei fondi, fermi al 2010. Il Fondo da cui si attinge per il pagamento degli straordinari non riesce più a coprire tutte le indennità accessorie spettanti ai dipendenti. E’ un problema comune a tutte le altre aziende ospedaliere. Non è vero che la nostra proposta, di attingere al Fondo del D.G, priverebbe altri lavoratori delle loro spettanze. Proprio perchè sapevamo che il 2012 sarebbe stato un anno complesso, che ha richiesto un impegno superiore al normale, non sono stati previsti progetti e il fondo può essere impiegato per gli straordinari. Questo non significa che la situazione non vada monitarata, è quello che stiamo facendo da quest’anno, tenendo d’occhio settimanalmente quali sono le richieste dei singoli reparti e servizi in modo da dirottare le risorse con estrema oculatezza”.

L’ospedale rifiuta l’accusa di essere sordo e anzi ribalta uno dei punti contestati da Cgil Cisl Uil e dal sindacato Nursing Up: la riorganizzazione è necessaria ed è un processo in fieri a cui collaborano gli stessi sindacati, viene rimarcato. Mariani cita diversi esempi, dalla “rivoluzione” dell’unità di cura già divenuta realtà a Casalmaggiore, ai progetti che stanno investendo la più complessa situazione cremonese. “Ci sembra giusto sottolineare che l’azienda non sta procedendo autonomamente su nulla; tutto quello che non è di competenza esclusivamente aziendale viene portato al tavolo di trattativa”. “Abbiamo però l’impressione – continua Beretta – che si stia utilizzando il caso di Cremona per portare alla ribalta dei più alti livelli istituzionali il problema della scarsità dei fondi e in generale i problemi strutturali della sanità. D’altra parte lo hanno detto gli stessi sindacati nell’incontro col Prefetto”.

Beretta chiarisce anche la questione delle buste paga più leggere in questo mese di ottobre: “Faceva parte dell’informativa ai sindacati negli incontri di trattativa di luglio e settembre. Recuperare somme erroneamente pagate in più ai dipendenti tra ottobre 2011 e marzo 2013 per il lavoro festivo, mettendo in atto, se la situazione singola lo consentiva, una compensazione con gli straordinari 2012 non ancora pagati. Purtroppo non è andato in porto il pagamento di questi ultimi. Ma ciascun dipendente ha ricevuto una lettera esplicativa, oltre all’invito a contattare la direzione del personale per ricevere chiarimenti”.

Dal canto loro i sindacati dichiarano l’impossibilità a prendere parte ad un incontro (quello fissato per oggi 4 novembre nel pomeriggio) la cui convocazione era pervenuta giovedì 31 ottobre, senza altra indicazione di argomenti da trattare se non il riferimento ai presidi del 6 e dell’8 novembre. “Un modo per farceli saltare”, affermano i sindacalisti. “Oltretutto a Casalmaggiore oggi è festa patronale e molti lavoratori non ci sono”.

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