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Zagni a Perri: 'Ritirati e apri al vero centrodestra'

Sopra, da sinistra Mariaschi, Zagni, Comaroli e Melega (foto Sessa)

Prima presentazione alla cittadinanza della candidatura del leghista Alessandro Zagni al ruolo di sindaco, sostenuta dal Carroccio e dalla lista Cremona Libera di Agostino Melega. “Cremona cambia volto”, questo lo slogan lanciato in mattinata in Galleria XXV aprile, luogo-simbolo dell’avvio dell’avventura politica di Oreste Perri, diventato il peggior nemico della Lega.

Dietro al banco organizzato in galleria, il segretario cittadino del Carroccio Alberto Mariaschi, Zagni, la parlamentare leghista Silvana Comaroli e Agostino Melega. A loro si è poi aggiunto il consigliere regionale cremonese del Carroccio Federico Lena. Tra il pubblico, alcuni dei candidati nella lista di Melega come Gianfranco Pola e Giovanni Carrera, mentre per le liste complete si dovrà attendere il nuovo anno. D’altra parte quello presentato questa mattina è solo un inizio, l’alleanza è aperta ai contributi di tutti i cittadini (e di altri movimenti e partiti politici)  che vogliono una Cremona diversa da quella amministrata per cinque anni da un centrodestra che, secondo la Lega, ha agito in totale continuità con il ventennio precedente.

“Restituire Cremona ai cittadini”, questo il messaggio su cui hanno insistito gli interventi, iniziati da Alberto Mariaschi: “La Giunta Perri è stata in continuità con i vent’anni di giunte di sinistra precedenti. Non ha cambiato nulla. Noi abbiamo deciso di non aspettare l’ex Pdl, facciamo come ha fatto Maroni alle regionali e ci presentiamo adesso, accogliendo quanti vorranno aggregarsi. Il nostro programma non avrà fronzoli, lo costruiremo insieme. Niente Strada Sud, niente Terzo Ponte, poche cose vicine ai cittadini, no grandi progetti. Ci occuperemo del problema bollette e del problema sicurezza nei quartieri”. Mariaschi ha attaccato Perri sul mancato taglio dei dirigenti e sull'”aumento delle tasse”.

“Mi candido perchè amo Cremona – ha poi detto il candidato sindaco Alessandro Zagni – una città che oggi è annichilita e impaurita e questo mi rattrista. Ci sono anziani che non riescono a pagare le bollette del teleriscaldamento, giovani che devono trasferirsi perchè non trovano lavoro, negozi che chiudono, donne che hanno paura ad uscire perchè potrebbero essere molestate da questuanti aggressivi. Non dico che tutto questo sia colpa del sindaco Perri, ma sicuramente lui, come sindaco è il primo responsabile del fallimento della sua giunta”. Quindi, il consiglio, sotto forma di appello rivolto direttamente al primo cittadino: “Termina il tuo mandato e ritirati, dando il tuo sostegno alla mia candidatura. Hai ancora modo di mantenere una delle promesse che hai fatto quando sei stato eletto, quello di dare il via ad una nuova stagione di governi del centrodestra. Questa finora è stata una promessa non mantenuta, lascia che avvenga d’ora in poi, lasciando aperte le porte al vero centrodestra”.

In precedenza, Agostino Melega aveva ricordato il tradimento di Perri nei confronti di quanti avevano raccolto le firme per lui cinque anni fa: “Speravamo che lui cambiasse le cose a palazzo, invece confermando Galli e Albertoni ai loro posti – brave persone, ma legatissime a Pizzetti del Pd –  ha dimostrato che le larghe intese a Cremona ci sono sempre state. E poi, il giorno dopo la sua elezione, con il suo essere sopra i partiti e sopra le liste civiche, non si è più fatto vedere, ha chiuso le saracinesche”. Una mancanza di collegamento con la città che lo ha eletto che da mesi Melega rimprovera al sindaco uscente.

Per il pubblico di Galleria XXV aprile una sorpresa finale: in collegamento da Milano via telefono, il segretario federale Matteo Salvini ha fatto i suoi auguri a Zagni assicurando sostegno “da militante e da segretario”. Attesa ora una sua visita a Cremona.

 

Foto Sessa

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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