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Riunione maggioranza: stop inceneritore ma senza date

Le linee guida sui rifiuti passano in maggioranza, ma senza indicazioni precise sulle tempistiche di spegnimento dell’inceneritore. Dalla riunione tenutasi nel tardo pomeriggio di lunedì è giunta quindi la riappacificazione di un centrodestra che si era spaccato verso la fine della scorsa settimana, proprio su questo tema. All’incontro hanno preso parte anche il presidente di Aem Spa, Franco Albertoni, il presidente di Aem Gestioni, Federico Zamboni e il presidente di Lgh, Alessandro Conter. “Il documento rimane esattamente uguale a quello che ho presentato al tavolo, con le indicazioni del raggiungimento del 100% di raccolta differenziata e la sperimentazione della tariffa individuale” spiega l’assessore Francesco Bordi, che si dichiara soddisfatto del risultato ottenuto. “L’unica cosa che cambia è l’indicazione di date precise, ma ricordiamoci che comunque entro il 2017 l’azienda dovrà fare l’Aia, e dunque i tempi sono comunque stretti”.
Nel corso dell’incontro è stato anche confermato l’intervento di adeguamento della linea1, necessario per il miglioramento delle emissioni, per un costo complessivo (aveva dichiarato il presidente Albertoni in commissione circa un mese fa) di 4 milioni di euro.
“Sono state rispettate le linee dettate dalla Regione, e il documento rimane identico a quello precedente. All’azienda è stato chiesto di realizzare un impianto alternativo, che non bruci i rifiuti; l’unica differenza rispetto al documento è che non abbiamo voluto mettere dei limiti temporali ad un procedimento complesso e lungo come quello dello spegnimento dell’inceneritore – aggiunge Giorgio Everet, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale -. Porre dei limiti temporali adesso, sarebbe come voler utilizzare il tema dei rifiuti per fare propaganda elettorale. Non vogliamo promettere ora cose che poi magari non si realizzano. L’importante per il cittadino è che la sua salute non sia compromessa e che non ci sia l’aggravio di ulteriori costi”.

Il documento adesso dovrà andare in consiglio comunale, dove è presumibile il veto del Pd, partito che nelle due riunioni del tavolo, aveva fatto inserire le scadenze temporali per la realizzazione degli interventi.

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