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Truffe sui prestiti per le case, la procura chiude l'indagine

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La procura di Cremona ha chiuso l’indagine che nel maggio del 2013 la guardia di finanza aveva denominato “Domus” e che vede settanta indagati  accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Tra essi anche cinque agenti immobiliari, due cremonesi e tre bresciani, finiti in manette. Si tratta di Cristian Sigurtà e la sua compagna Simona Dilda, entrambi residenti ad Ostiano, e per i bresciani Stefano Brusinelli, di Manerbio, Pierluigi Tosfer, residente a Rovato, e Mario Marcello Scalvini, di Manerbio, titolari di agenzie immobiliari. Le case spesso erano ruderi, ma grazie alle perizie false che ne gonfiavano il valore di mercato e attraverso falsi acquirenti, per la maggior parte pregiudicati o sinti reclutati nei campi nomadi di Pavia come Athos, 30 anni, nipote di Mafalda, “la regina dei rom” morta nel ‘77, ottennero dalle banche mutui per poi rimborsarne una minima parte o nulla. In questo modo truffarono dieci banche e riuscirono a intascare cinque milioni di euro attraverso 42 truffe messe a segno nel Cremonese e nel Bresciano dal giugno del 2006 fino all’estate del 2011. Per i 70 indagati si va verso la richiesta di rinvio a giudizio. Una decina di venditori è invece uscita dall’inchiesta. Hanno detto di essere stati raggirati e di aver agito in buona fede senza averci guadagnato nulla di illecito.

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