Commenta

Ordine avvocati: Sovraccarico di lavoro e carenza di spazi

avv-evi

Riunita l’assemblea dell’Ordine degli avvocati di Cremona che ha tracciato il bilancio dell’anno appena trascorso, un anno che la presidente Anna Salvalaggio ha definito “estremamente impegnativo e difficile” nel quale “le moltissime attività svolte hanno comportato un impegno costante”. 323 gli avvocati che al 31 dicembre dell’anno scorso risultano iscritti all’albo, di cui 226 ordinari e 97 cassazionisti. Negli avvocati ordinari le donne hanno superato di gran lunga i colleghi uomini (119 donne a fronte di 104 uomini). Nella relazione della presidente non sono mancati riferimenti al recente accorpamento del 13 settembre scorso, un’operazione che ha portato nei locali dell’Ordine un numero quasi raddoppiato di avvocati ed impiegate, “senza però portare nelle casse ”, scrive l’avvocato Salvalaggio, “le relative quote, e questo ha avuto come conseguenza un sovraccarico di lavoro per il Consiglio ed una carenza di spazi, già limitati in virtù della costante crescita degli iscritti, difficilmente risolvibile senza risorse economiche”.

“Per quanto riguarda gli spazi”, fa sapere la Salvalaggio, “abbiamo ottenuto che circa 100 mq nei locali dell’ex Genio civile siano riservati a noi”. In quella sede verranno svolte le attività del Consiglio. “Esiste sempre e peggiora ogni anno”, sottolinea comunque la presidente, “il gravissimo problema della scarsità di risorse finanziarie per il servizio giustizia ed anche per quanto riguarda il tribunale di Cremona quello delle scoperture croniche degli uffici amministrativi. L’accorpamento, anziché migliorare la situazione, l’ha resa ancora più critica”. “E’ opportuno”, per la Salvalaggio, “suggerire soluzioni e concordare impostazioni di lavoro più razionali. In quest’ottica le riunioni che hanno seguito l’accorpamento hanno portato ad ottenere quattro postazioni all’Urp e due sportelli per gli ufficiali giudiziari, anche se l’Urp ha ancora bisogno degli strumenti necessari alla gestione delle code”.

“In questa visione”, aggiunge, “è stato chiesto ed ottenuto l’anticipo del valore legale al deposito telematico degli atti. “L’informatizzazione del processo”, per la presidente, “è necessaria al sistema giustizia, ma ancora troppe sono le resistenze in ogni categoria professionale che vi opera. Resistenze dettate da una scarsa conoscenza dei mezzi e da una ovvia diffidenza verso tutto ciò che è nuovo”. “Tutti, però”, riconosce la Salvalaggio, “abbiamo apprezzato l’invio dei verbali d’udienza, delle ordinanze e delle sentenze a mezzo Pec”.

Lo scorso anno il Consiglio ha tenuto 31 riunioni ordinarie e straordinarie, un’assemblea congiunta con l’Ordine di Crema e 10 sedute disciplinari. Nell’anno sono stati iniziati 22 procedimenti amministrativi relativi alla notizia di un possibile illecito disciplinare: ne sono stati archiviati 12, per uno si è aperto il procedimento disciplinare, gli altri sono in fase istruttoria. E’ stata deliberata l’apertura di 9 procedimenti disciplinari, di cui 5 definiti (uno con l’assoluzione, uno con la sanzione dell’avvertimento, due con la censura, uno con il non luogo a procedere). Delle due decisioni appellate, una si è chiusa con la sospensione del procedimento in attesa dell’esito di quello penale ed una con l’annullamento della sanzione irrogata dal Consiglio che infine ha anche deliberato una sospensione a tempo indeterminato per mancato pagamento della quota annuale.

Per quanto riguarda invece il patrocinio a spese dello Stato, il Consiglio ha analizzato 183 istanze, delle quali 158 accolte, 16 respinte, 5 considerate inammissibili e 4 pendenti a fine anno. L’anno scorso le istanze erano state 136, ma nell’ultimo trimestre sono raddoppiate a seguito dell’accorpamento del tribunale di Crema dopo il quale tutte le istanze che in precedenza erano di competenza dell’Ordine di Crema sono diventate di competenza di quello di Cremona.

Per quanto riguarda infine il rendiconto finanziario del 2013 stilato dall’avvocato Gian Pietro Gennari, tesoriere, si è registrata la chiusura con un avanzo finanziario d’esercizio di 17.394,52 euro, risultato determinato dalle maggiori entrate per le quote di iscrizione all’albo.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti